Un fantasma nella stanza: le relazioni a distanza (e le illusioni) nell'era degli smartphone
Ma va "davvero" bene?
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Le nuove tecnologie a portata di smartphone permettono alle relazioni di svolgersi anche a distanze geografiche considerevoli. Un bene per molte coppie, famiglie e cerchie di amici che devono adattarsi alle circostanze economiche e sociali attuali. Ma, queste nuove tecnologie colmano realmente i vuoti oppure ci offrono l'illusione di vicinanza, rendendoci più sole e soli?
relazioni d'amore o di amicizia nell'era della mobilità lavorativa
Nell'ultimo decennio sono state diverse le dinamiche economiche e sociali che hanno reso le relazioni a distanza una realtà sempre più comune per molte coppie, per molte famiglie e per molti legami di amicizia. Tra i fattori principali che contribuiscono a questo fenomeno ci sono, al primo posto, la mobilità lavorativa: la globalizzazione e le opportunità di lavoro in città o Paesi diversi da quelli d'origine spingono molte persone a trasferirsi. La necessità di costruirsi un'indipendenza economica o di tentare di svolgere il lavoro per il quale si ha studiato o, banalmente, di trovare un lavoro che sia regolare e non sottopagato, costringono le persone di ogni età e città ad accettare offerte anche molto lontano da casa. In tal senso hanno un ruolo le pressioni sociali e i cambiamenti delle dinamiche interne alle relazioni: ieri le "mogli" seguivano i "mariti" ovunque dovessero o volessero andare. Oggi le aspirazioni e ambizioni individuali influenzano l'evoluzione di molte storie, per molte coppie, che scelgono di vivere separate pur di continuare a perseguire i propri obiettivi.
Prima del lavoro c'è lo studio: l'accesso a programmi universitari internazionali, scambi culturali o corsi di specializzazione particolarmente buoni hanno portato a una normalizzazione della mobilità - per chi può permettersela - incentivata dalla estrema competitività del mondo accademico e del lavoro. In questo quadro, anche l'insicurezza economica costringe molte persone ad accettare, loro malgrado, anche lavori precari o a breve termine però ben pagati in luoghi lontanissimi dai propri affetti.
Per chi è single subentrano allora le app di incontri e i social network che per primi hanno di certo facilitato la nascita di connessioni di varia natura e che consentono alle persone di mantenere relazioni a distanza.
la tecnologia e l'illusione della vicinanza
Se tra i chiari vantaggi delle nuove tecnologie c'è che sono universalmente accessibili e consentono a chiunque di partecipare e sentirsi coinvolti e coinvolte, alimentando un sentimento di comunità, c'è anche quello di mantenere un contatto costante, dando alle coppie, alle famiglie e agli amici gli strumenti per colmare, almeno in parte, la distanza fisica. Ma la mancanza di interazioni, di condivisione fisica e di reciprocità nella cura quotidiana può mettere a dura prova le relazioni, aumentando il rischio di incomprensioni e di isolamento emotivo.
La tecnologia aiuta a mantenere una connessione continua tra persone che sono fisicamente lontane grazie a strumenti come videochiamate, messaggi istantanei e social media: applicazioni come FaceTime, WhatsApp e Zoom offrono con rapidità anzi, con immediatezza, l'illusione di un senso di vicinanza dove c'è distanza e l'illusione di condividere esperienze come guardare un film, cenare, stirare o perfino passeggiare.
Ma non sono esperienze reali, sono virtuali. Anche se si è sempre connessi, l'interazione virtuale non sostituisce l'intimità fisica o la profondità di una connessione che si svolge ogni giorno, in presenza. La tecnologia è un sostituto imperfetto, che lascia le persone con un senso di solitudine e alimenta lo stress di dover essere sempre "raggiungibili" e aspettative non realistiche rispetto a ciò che una relazione restituisce.
Normalizzare la distanza: un gioco pericoloso
Le relazioni sono fatte di tantissime cose e sono tutte diverse tra loro. Insomma non c'è un modo giusto e un modo sbagliato per volersi bene in modo romantico o fraterno, però ci sono degli indici che inevitabilmente stabiliscono la realtà concreta di una relazione: conversazioni su argomenti pratici, ideazione di progetti, condivisione di scelte, cura reciproca, aiuto quotidiano o emergenziale sono gli spazi in cui una relazione si manifesta nella sua concretezza e alla lunga, una relazione per dirsi tale deve occuparne almeno un paio.
La tecnologia non va certamente demonizzata: è uno strumento. Può essere una risorsa straordinaria per mantenere relazioni affettive e romantiche ma deve essere usata con equilibrio e consapevolezza. Coltivare l'intimità richiede uno sforzo che va, o almeno dovrebbe andare, oltre lo schermo: occorrono empatia, ascolto e creatività per mantenere un legame forte, nonostante la distanza. Se utilizzata male infatti la tecnologia rischia di amplificare la solitudine e di rendere evidenti i vuoti, evidenziando tutto ciò che manca, invece di colmarli. E la cosa peggiore che possiamo fare come civiltà è normalizzare l'isolamento emotivo.
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