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Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Mentire in una relazione è sempre sbagliato?

Mentire in una relazione è una forma di protezione
Mentire in una relazione è una forma di protezione  (getty images)

E se Amleto si fosse chiesto “mentire o non mentire?”, quella volta? Al pari della famosissima domanda “essere o non essere?”, il quesito sulla menzogna è altresì importante e ricco di sfaccettature. Scopri di più nell’articolo.

 


 
di Erika Desambrois

La questione della menzogna nelle relazioni, specialmente quelle romantiche, è complessa e suscita sempre dibattiti accesi. “In tempi di menzogna universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”, scriveva George Orwell. Infatti, da sempre, la verità è uno dei pilastri sui quali si basano le relazioni sane e durature. Ma è sempre così? Ci sono delle volte in cui mentire va bene per la relazione?

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Perché si mente?

Innanzitutto occorre partire dalle ragioni per cui si mente in una relazione. Queste sono varie e complesse e si legano a motivazioni personali, dinamiche di coppia e contesti situazionali. Uno dei motivi più comuni che spingono a mentire in una relazione è il desiderio di protezione. Di se stessi o dell’altra persona. Nel primo caso, l’oggetto da cui ci si protegge è multiplo. In primis si protegge se stessi da conseguenze che si considerano negative, come la rottura della relazione o altre ripercussioni che si pensano intollerabili. La menzogna, infatti, può servire a chi la mette in atto, per non incorrere in conseguenze spiacevoli, evitando di soffrire. Ad esempio, nel caso di un tradimento, la menzogna protegge dal doverlo comunicare e dall’eventuale rottura della relazione, con annesse emozioni spiacevoli. 

Inoltre, la protezione può essere dal giudizio degli altri. Il timore del giudizio, infatti, è molto frequente e le persone, in generale, agiscono con l’intento di non essere giudicate da nessuno, cercando di apparire sempre perfette. Quando si tratta di verità, se il timore è che questa possa esporre a critiche riguardo la propria persona, spesso si preferisce distorcerla o nasconderla. La bugia, infatti, potendola plasmare a proprio piacimento, consente di essere maggiormente ammirati e accettati. A titolo esemplificativo, un individuo potrebbe omettere informazioni che considera imbarazzanti sulla sua storia o su precedenti relazioni, con l’intento di migliorare ciò che gli altri pensano di lui. 

La protezione di se stessi però riguarda anche il dolore. Infatti, alcune verità possono essere estremamente dolorose da affrontare e, quindi, la scelta di mentire può essere vista come un modo per evitare di affrontare le emozioni spiacevoli che si associano ad essa. Come nel caso in cui finisca l’amore. Doverlo comunicare è estremamente doloroso. Mentire protegge da tale spiacevolezza. 

mentire per proteggere l'altro dalla sofferenza
mentire per proteggere l'altro dalla sofferenza  (getty images)

Come scrivevo poco fa, la protezione non è solo riferita a se stessi, ma anche verso il partner. A volte le bugie vengono dette perché la verità potrebbe creare dispiacere e ferire i sentimenti dell’altra persona. Si pensi, ad esempio, a una persona che scopre di avere una malattia. Può capitare che questa informazione non venga comunicata al partner per non farlo soffrire o preoccupare. 

Un ulteriore motivo che spinge a non dire la verità è l’evitamento dei conflitti. Per molte persone non è semplice avere a che fare con le discussioni e le tensioni. Per questo fuggono da tutte quelle che potrebbero essere fonti di ostilità. 

In ultima istanza, la menzogna può essere uno strumento per mantenere il controllo. L’intento è quello di modificare la percezione e le azioni del partner, creando uno squilibrio di potere e agendo una forma di manipolazione sull’altro. Si omettono informazioni che rendono l’altra persona autonoma di prendere delle decisioni, solo per citare una possibilità tra le tante. 

Riflettendo, quindi, sembra quasi che mentire, e suona paradossale, sia usato dalle persone con l'illusione di mantenere la relazione così com’è. Mantenerla salda e senza la possibilità che si disgreghi. Tuttavia, la domanda che ci si dovrebbe porre è se questo equilibrio sia reale o solo apparente. 

Relazioni ed etica

La questione della menzogna nelle relazioni non può essere esaminata senza considerare l'aspetto etico. La fiducia è il fondamento su cui, generalmente, si costruiscono le relazioni sane. Quando la fiducia viene compromessa, l'integrità della relazione stessa potrebbe risentirne. È importante, quindi, riflettere sull'impatto che le bugie possono avere sulle persone coinvolte. Quando la verità viene sacrificata per evitare il dolore o il conflitto, si rischia di costruire una relazione su fondamenta poco stabili. Al contrario, un impegno verso la verità, anche quando difficile, può rafforzare la relazione a lungo termine, promuovendo una comunicazione autentica e una comprensione reciproca e profonda. Tra l’altro, comunicare con verità non significa necessariamente essere “crudeli” e non curarsi dell’altro. Si può comunicare la verità in modo empatico e rispettoso senza causare sofferenze. In questo modo, però, la relazione matura grazie anche all’etica di entrambi i partner.

Tuttavia, riguardo all’etica va detto che non tutte le persone vedono le bugie allo stesso modo. Alcune persone possono vederle come necessarie per proteggere se stesse o il partner e quindi “giustificate e giuste”, anche se commesse dall'altro, mentre altre vedono ogni forma di menzogna come una violazione della fiducia. Per coloro che abbracciano questa visione, la verità è un valore imprescindibile nelle relazioni, indipendentemente dalle conseguenze immediate nel comunicarla. 

Quindi, per rispondere alla domanda di partenza, verità e menzogna sono due braccia di una stessa bilancia, il cui equilibrio è frutto dei membri di quella relazione, dei loro valori e di quanto considerino l’etica importante ai fini di quella relazione.