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TU NON SEI MIA MADRE! Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Il mito della matrigna cattiva è una (ennesima) creazione del patriarcato

Chiediamoci perché la fidanzata di papà viene odiata di default.
È lo stereotipo della matrigna: un giochino del patriarcato che ci insegna a demonizzare le donne.
di Eugenia Nicolosi

Per chi non fosse millennial, c'è un personaggio che è letteralmente l'icona delle matrigne cattive: Meredith Blake. Ovvero, la matrigna nel film Genitori in trappola del 1998, remake di quello degli anni Sessanta, in cui le gemelle sono entrambe interpretate da Lindsay Lohan.

 

 

Meredith di fatto si trova nel mezzo dei piani di due gemelle bambine, separate alla nascita, di ricongiungere i loro genitori. Anzi, l'ostacolo più grande sulla strada delle ragazze è proprio lei: una pubblicitaria 26enne di cui il padre si innamora e con cui si fidanza mentre la "sua" gemella era al campo estivo. Alla fine, Meredith viene denigrata perché è una donna giovane, bella e ambiziosa la cui differenza di età con il padre delle gemelle (Dennis Quaid) viene ripetutamente sottolineata. E dovremmo diffidare delle sue intenzioni a causa della sua giovinezza, ma non viene attribuita alcuna responsabilità al padre per essere fidanzato con una ragazza di 26 anni. Insomma, Meredith è una cattivissima giovane tentatrice che acceca il Dennis Quaid. Dannis Quaid, sempre visto attraverso la lente patriarcale che demonizza le donne, è una vittima nelle perfide mani di Meredith che, sottinteso, sta con lui solo per i soldi, mica perché lo ama (non viene detto ma viene fatto capire) anche se lavora. Avida Meredith.

la matrigna: nascita e crescita di un mito

Siamo tutte cresciute leggendo o ascoltando diverse fiabe che avevano streghe malvage, regine crudeli e matrigne spaventose. Ma prima di parlare del mito della matrigna chiediamoci perché il volto del male appartiene quasi sempre a una donna (perché le fiabe si basano su una struttura patriarcale in cui le donne sono sante o perfide).

Le donne cattive di fiabe e cartoni animati sono potenti, a volte possono usare la magia, e il potere femminile è qualcosa che mal si adatta al sistema patriarcale. Ecco perché, anche in una terra dalle infinite possibilità come quella immaginaria, solo gli uomini sono i cuor di leone che arrivano giusto in tempo per salvare la damigella in pericolo e sconfiggere il male.

Lady Tremaine (Cenerentola)
Lady Tremaine (Cenerentola)  (disney)

L’idea delle fiabe è di insegnare a bambine e bambini che il bene prevale sul male e che la giustizia alla fine vince sempre. Ma la questione centrale che viene insegnata di rimando è l’identità di questo male, solitamente rappresentato da una donna, sotto forma di una vecchia, di una matrigna o di una strega.

la cultura pop ci insegna a odiare la fidanzata di papà

In Biancaneve e i sette nani, la regina avvelena Biancaneve in modo che possa dormire per sempre. Ne La Sirenetta, Ursula priva Ariel della voce e, in Hansel e Gretel, la vecchia strega cerca di arrostire i bambini nel suo forno. O ancora, per scendere nel particolare della matrigna: in Cenerentola la cattiva è la matrigna, in Biancaneve pure. La matrigna è sempre una cattiva che vuole solo liberarsi dei figliastri per godere del denaro del nuovo marito o per ragioni di invidia e gelosia.

Lo stereotipo della matrigna cattiva esiste però da millenni nelle fiabe e nel folklore di tutto il mondo, con alcune storie risalenti perfino all'epoca romana. Ma circa la rivalità tra madri/matrigne si possono trovare riferimenti anche nella Bibbia: (triplo trigger warning: classismo, razzismo, misoginia) la prima moglie di Abramo, Sara, "non riesce" a dare un figlio al marito, allora gli offre la propria schiava, una straniera di nome Agar, che possa fare da madre surrogata. L''obiettivo è prendere il bambino dopo il parto. Dall'unione di Agar e Abramo nascerà Ismaele. Ma quando anche Sara resta incinta e dà alla luce Isacco sperimenta una profonda rabbia dovuta alla gelosia tanto che spinge Abramo ad allontanare Agar e il suo stesso figlio (Abramo non è cattivo: è una vittima della perfidia femminile come Dennis Quaid).

Uscendo dalle sacre scrittiure, la maggior parte dei personaggi pop che sono alla base del cinema e della letteratura hanno fatto capolino nell'Ottocento, quando i fratelli tedeschi Jacob e Wilhelm Grimm pubblicarono per la prima volta la loro raccolta: Racconti per bambini e famiglie. Gli autori hanno utilizzato frammenti di storie esistenti e appartenenti alle tradizioni orali di tutto il mondo e se ne sono appropriati, dando vita a nuove narrazioni. E sebbene fittizia, l'attenzione alle matrigne riflette alcune verità sulla società del periodo , quado l'aspettativa di vita era parecchio bassa e le donne spesso morivano di parto, lasciando i bambini alle sole cure dei padri. 

Perché le matrigne sono sempre cattive
Perché le matrigne sono "sempre" cattive  (disney)

Le cattive matrigne che apparivano allora nelle pagine delle fiabe offrivano nemmeno troppo velatamente consigli alla famiglia: i padri dovrebbero proteggere e sostenere i loro figli, e le matrigne dovrebbero fare la cosa giusta nei confronti dei figliastri, altrimenti accadranno cose brutte. Con l'arrivo del cinema (e dei classici Disney) l'idea della matrigna negligente, assassina e invidiosa si radica ancora di più.

E cosa succede quando bambini e bambine ascoltano i racconti ripetuti su quanto siano malvagie le matrigne? In I Could Not Call Her Mother: The Stepmother in American Popular Culture, la storica Leslie Lindenauer sottolinea che la matrigna trovò la sua origine nella figura della strega. Lei sostiene che gli attributi sono gli stessi in entrambe. "sono esempi di donne che, contro Dio e la natura, pervertono le qualità più essenziali della madre virtuosa”, dice. Ecco perché, anche nel 2023, le matrigne vengono discriminate.

la donna buona è la donna zitta

Per lo stesso motivo crediamo che le donne che sposano uomini più vecchi possono solo essere cercatrici d'oro. Gli stereotipi hanno origine da fiabe ambientate e partorite nella struttura tipica del patriarcato in cui una donna con autorità è vista come malvagia. Queste storie insegnano alla società e, soprattutto, ai bambini, i pregiudizi di genere e la sottomissione femminile come valore. Guardiamo ad alcune delle donne malvagie delle storie pop: la matrigna di Cenerentola la tiene impegnata con le faccende domestiche mentre si concentra sulle sue figlie biologiche e cerca di diventare ricca e la regina di Biancaneve e i sette nani vuole uccidere la sua figliastra. Le eroine di questi racconti sono però Cenerentola o Biancaneve: remissive, silenziose, non combattono queste donne "malvage" ma sopravvivono in attesa del maschio salvatore. Il più delle volte, la donna dotata di libero arbitrio viene sconfitta. Le fiabe non sono state gentili con le donne, tantomeno con quelle che scavalcano il recinto che il patriarcato ha previsto per loro.