L'amicizia occasionale: parlare di più (e meglio) con chi è fuori dalla cerchia
E sono importantissime per il benessere sociale.
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Le amicizie sono importanti - e lo dice la scienza - ma sono importanti anche le amicizie occasionali: persone conosciute al lavoro, in palestra o perché lavorano - o noi lavoriamo - in un negozio o locale che frequentiamo abitualmente. Pensiamo a quanto è facile chiacchierare mentre una fa la manicure o i capelli all'altra. Potrebbero non essere le persone da cui corriamo quando abbiamo bisogno di conforto o se restiamo chiuse fuori di casa perché perdiamo le chiavi, ma sono persone che svolgono un ruolo importantissimo nel semplificare il modo in cui attraversiamo rotture di scatole quotidiane. E basta chiacchierare con loro pochi minuti.
le amicizie occasionali allungano la vita
Le amicizie occasionali possono per esempio offrirci più supporto pratico (per esperienza personale, lavoro, commercio) piuttosto che emotivo perché con loro affrontiamo questioni che con la nostra cerchia intima non hanno sfogo (banalmente non abbiamo amiche che fanno il nostro lavoro o che abitano nel nostro quartiere). Ma le amicizie occasonali, dal momento che nascono dalle circostanze, sono spazi in cui paradossalmente si condividono gli stessi problemi o si chiacchiera più facilmente proprio perché quella persona è fuori dalla cerchia delle amicizie o della famiglia. Quindi si potrebbe ricevere perfino il supporto emotivo che non si riceve altrove. La psicologia ha esplorato i diversi vantaggi di legami di natura amicale che nascono in modo casuale e restano "superficiali". Secondo la ricerca questi legami possono offrire un senso di appartenenza, fornire esplosioni di energia positiva, motivarci a impegnarci in attività ed esporci a nuove informazioni e opportunità, il tutto senza le sfide emotive che spesso accompagnano le relazioni strette con familiari e amici.
Numerosi studi hanno anche scoperto che le persone anziane con un’ampia gamma di legami “deboli” e “stretti” godono di un migliore benessere fisico e psicologico e vivono più a lungo rispetto alle persone con reti sociali più ristrette e meno diversificate. Inoltre, gli anziani con reti sociali ampie e diversificate hanno maggiori opportunità di sviluppare nuove relazioni quando amici o familiari cari si trasferiscono o perdono la vita.
il benessere sociale dei "legami deboli"
Essendo una delle "otto dimensioni del benessere", il benessere sociale è fondamentale per creare fiducia in sé, migliorare il proprio benessere e affrontare situazioni difficili (le otto dimensioni del benessere sono: benessere emotivo, spirituale, sociale, ambientale, lavorativo, finanziario, intellettuale e fisico.
Anche se con le amicizie occasionali il contenuto delle conversazioni potrebbe non reggere il peso emotivo delle conversazioni che teniamo con chi siamo in relazioni intime, sono rapporti fondamentali per il benessere psicologico. Prima che la pandemia interrompesse la maggior parte delle nostre interazioni casuali con gli altri, la quotidianità delle nostre interazioni casuali dava a tutte e tutti un senso di connessione e appartenenza La connessione sociale non intima quindi ci nutre, anche se si tratta solo di conversazioni da bar o di pettegolezzi inutili con i colleghi, di chiacchiere dalla parrucchiera o con altri genitori fuori da scuola o con la vicina di tapis roulant. E anche se questi amici casuali potrebbero non diventare mai parte della cerchia intima possono comunque influenzare la nostra vita in vari modi: che sia il consiglio per un ristorante, un medico, una tisana o un film.
Nessuna persona può essere “tutto” per un’altra
Non c'è dubbio che le relazioni più strette abbiano un impatto sostanziale sul benessere sociale ma molte persone sottovalutano l'importanza delle amicizie occasionali, relazioni che in sociologia si chiamano "legami deboli": di breve durata, contestuali a una o più occasioni sociali sporadiche che non giustificano automaticamente la creazione di un rapporto di lungo periodo. I legami deboli non creano un senso di sicurezza e di attaccamento profondo, come invece accade con quelli forti, nonostante abbiano una indubbia utilità sociale. Il docente di sociologia della Stanford University Mark Granovetter ha coniato il termine nel lontano 1973: Secondo Granovetter, la forza di un legame sociale si basa su una combinazione di “quantità di tempo, intensità emotiva, intimità e servizi reciproci”. Prima dell'articolo di Granovetter, l'idea diffusa era che fossero i legami forti quelli che influenzavano maggiormante il benessere sociale ma il professore ha dimostrato l'incredibile valore dei legami deboli, delle amicizie occasionali, soprattutto per quello che riguarda "nuove informazioni e idee".
Secondo il suo studio, quanto più forte è il legame tra due persone, tanto più loro tendono a somigliarsi: vuol dire che ci sono più differenze tra noi e i nostri legami deboli. Ma mentre alti livelli di somiglianza hanno senso per relazioni più forti, le differenze tra persone con legami deboli sono preziose. Trascorrendo più tempo con gli amici occasionali, che sono più diversi da noi, siamo esposte a nuovi concetti, nuove prospettive e opportunità. Le persone con cui stringiamo legami deboli, quindi le nostre amicizie occasionali, sono in grado di fornirci nuove informazioni e quindi di aprire la nostra mente. Al contrario, le persone più vicine generalmente condividono le nostre stesse opinioni, prospettive ed esperienze di vita. Questo può portarci ad adottare un "pregiudizio di conferma", che significa che siamo interessate e interagiamo solo con chi la pensa come noi. Le amicizie più distanti, di circostanza, contribuiscono invece con idee diverse nutrendoci e arricchendoci, facendoci acquisire nuove prospettive. Il che significa essere più empatiche e accoglienti.
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