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queer family Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Che l'amicizia è importante lo dice anche la Scienza

La Scienza suggerisce di investire nell'amicizia più che nella cerchia familiare: l'ideale sarebbe costruirsi una queer family, come ha fatto Michela Murgia
di Eugenia Nicolosi
Che l'amicizia è importante lo dice anche la Scienza

Il sangue è più denso dell'acqua, ma ciò non significa che le amicizie debbano passare in secondo piano rispetto alle relazioni familiari, anzi. Abbiamo sentito la compianta scrittrice Michela Murgia parlare di queer family: una sorta di famiglia di elezione, per renderci conto che le persone tra noi più fortunate la queer family l'hanno già. Forse da anni.

Si tratta di quella cerchia più o meno ristretta di amici e amiche che per vicinanza emotiva, intellettiva e geografica hanno finito per diventare una seconda famiglia (sempre se siamo fortunate) se non "l'unica" famiglia dove l'altra, quella di sangue, per qualsiasi motivo manca.

L'amicizia secondo la scienza

Un nuovo studio, condotto e diffuso dalla Michigan State University, ha scoperto che l'amicizia può avere sulla nostra salute e sulla nostra felicità un impatto più intenso rispetto alla famiglia. E il gruppo di ricerca ha concluso che vale la pena investire in quelle relazioni in modo da poter "invecchiare" con gli amici e le amiche. "Le amicizie diventano più importanti con l'avanzare dell'età", si legge sulla pagina dell'Università dedicata allo studio, "Mantenere stretti i contatti con alcuni buoni amici può fare una differenza enorme per la nostra salute e il nostro benessere: sarebbe intelligente quindi investire nelle amicizie che ci rendono più felici". 

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Ma non c'è una guerra tra sfera amicale e sfera parentale: investire nei rapporti di amicizia non significa abbandonare la propria famiglia. Anche perché purtroppo sappiamo che le amicizie possono frantumarsi molto più facilmente di quanto possa accadere alla relazione con un fratello o una sorella, un cugino o una cugina. D'altro canto non significa che la relazione con chi ha il nostro stesso sangue riesca sempre ad appagarci o a restare salva da conflitti e liti. Infatti l’evidenza della ricerca fatta in Michigan suggerisce che dobbiamo tenere presente che sono le relazioni che non scegliamo ma quelle che ci capitano in sorte (famiglia) ad avere un impatto minore sulle nostre vite man mano che diventiamo adulte o invecchiamo.

l'amicizia allunga la vita

Una ricerca condotta in tutto il mondo mostra che avere connessioni sociali è uno dei predittori più affidabili di una vita lunga, sana e soddisfacente. Una revisione di 38 studi ha rilevato che le amicizie tra adulti, soprattutto quelle di alta qualità che forniscono supporto, non solo compagnia, possono proteggere da problemi di salute mentale come depressione e ansia, e tali benefici persistono per tutta la durata della vita. Secondo un'analisi condotta su oltre 308mila persone, le persone senza amici o con amicizie di scarsa qualità hanno il doppio delle probabilità di morire prematuramente, un fattore di rischio persino maggiore degli effetti del fumo di 20 sigarette al giorno.

Ma come è scientificamente possibile? "Di fronte alle sfide della vita, avere un caro amico a cui rivolgersi può fare da "cuscinetto" ed essere un fattore protettivo nei momenti negativi che potremmo attraversare", dice Catherine Bagwell, professoressa di Psicologia al Davidson College nel Nord Carolina. "Le amicizie ci proteggono cambiando il modo in cui rispondiamo allo stress. La reattività della pressione sanguigna è inferiore quando le persone parlano con un amico che li sostiene piuttosto che con qualcuno nei confronti del quale provano sentimenti ambivalenti". Tanto è vero che in uno di questi studi le persone hanno addirittura giudicato meno ripida una collina quando nell'esperimento erano accompagnate da un amico.

Gli esperti e le esperte di psicologia, soclologia e psichiatria che studiano l'amicizia hanno anche scoperto un'attività cerebrale simile tra amici nelle regioni del cervello responsabili di una serie di funzioni, tra cui motivazione, soddisfazione, identità ed elaborazione sensoriale.

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è importante avere uno spazio di accettazione

Chiunque abbia studiato l'amicizia come dinamica sociale – e forse chiunque abbia un buon amico o una buona amica – dirà che l'amicizia è essenziale per vivere bene. Oltre a permetterci di sentirci più connessi in senso comunitario e sociale, l'amicizia, quella sana, ha il potere di aumentare in chi la vive sentimenti come l'autostima e il senso di appartenenza a uno spazio sicuro, di accettazione e condivisione. Quelle veramente buone toccano delle corde che altri tipi di relazioni non possono raggiungere, a cominciare proprio dalla sensazione di accettazione incondizionata e non vincolata da questioni di sangue, appunto né dagli sbalzi che si hanno nelle relazioni di natura romantica.

Nell'amicizia questioni come la compagnia e la cura si incrociano e si mescolano liberamente e spontaneamente, sulla spinta di un attaccamento sincero e non soggetto a vincoli di nessun altro genere. Secondo Psychology Today è esattamente la mancanza di formalità, tuttavia, a rendere l'amicizia un legame vulnerabile (più degli altri). 

La forza dei legami "deboli"

L'American Psychology Association ha scoperto che le interazioni con conoscenti – o anche con estranei – possono essere una coccola per la nostra salute mentale. A studiare come i legami considerati fragili, vulnerabili e deboli facciano bene è stata Gillian Sandstrom, docente di psicologia all’Università del Sussex. Sandstrom ha scoperto che le persone che hanno più interazioni attraverso i legami deboli sono più felici di quelle che ne hanno di meno perchè si confidano o interagiscono quasi esclusivamente con persone della propria cerchia familiare o ristretta.  E anche che le persone tendono a essere più felici nei giorni in cui hanno un più interazioni di questo tipo.