La cultura pop ha distorto il concetto collettivo di "amicizia"?
Ma non è necessariamente un male.
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A cominciare da Sex and the City, ma anche da Friends o How I met your mother, senza dimenticare Beverly Hlls 90210 (prima versione) e Pretty Little Liars: cambiano le trame, le epoche, gli scenari e il carattere dei prodotti ma resta immutato il racconto dell'amicizia tra i protagonisti e le protagoniste. I prodotti mediatici ci hanno insegnato tante cose, alcune positive e altre meno, ma finiscono per inculcarcene altre. Tra queste l'eterna favola dell'anima gemella nascosta nei centri di periferia (ma solo se rinunci alla carriera) dei film di Natale e il concetto stesso di amicizia.
L'amicizia secondo la televisione
I fine settimana sono sacri e si trascorrono sempre insieme nello stesso posto che è un po' come casa, presumibilmente in un bar di cui nessuno si stanca anche se ci si è state tutti i giorni, tutto l'anno. Ai messaggi e alle telefonate si preferisce correre per raggiungere l'amico o l'amica (che sia in difficoltà o che sia per fare gossip è uguale). Si perdonano sempre, si preferiscono a qualunque altra persona, i gruppi sono coesi e hanno gli stessi orari di lavoro, evidentemente, visto che sono sempre insieme contemporaneamente. Infine il messaggio finale è chiaro: non importa quale sia lo stato sentimentale o se si è genitori, le amicizie sono le uniche cose che contano davvero, nel mantenimento di un atteggiamento spensieratissimo e di perenne "noi contro il resto del mondo" anche se il resto del mondo sono partner romantici di lunghissima data o la famiglia. Il fatto che nella vita reale tutta questa presenza fisica non ci sia (ma chi vede tutti i suoi amici ogni giorno dopo il lavoro?) e che non ci sia quel sostegno emotivo totale, chiaramente, fa sentire le persone vere come se le loro amicizie non fossero buone come quelle della tv.
Oppure, che non è assurdo, le amicizie sceneggiate che si vedono nei film e nelle serie sono una manipolazione positiva, perché insegnano come "ci si dovrebbe comportare" nei rapporti di amicizia? Sta di fatto che sono narrazioni false, distorte e che distorcono la percezione dei rapporti di amicizia.
l'amicizia tra donne secondo la televisione
Molte donne che sono amiche tra loro non possono riconoscersi a pieno, se ci ragionano, nei rapporti di amicizia che vengono presentati da tv e cinema (quando sono prodotti pop). La loro cerchia reale, quella della vita vera, non somiglia e non somiglierà mai a quelle che vedono nelle commedie o nelle commedie romantiche e, a proposito, esattamente come le commedie romantiche offrono una falsa rappresentazione dell'amore e delle sue dinamiche, i prodotti pop raccontano rapporti di amicizia tra donne privi - quasi sempre - delle conflittualità e delle differenze, delle divergenze caratteriali e di pensiero. E anzi, in Tv c'è la celebrazione di differenze che nel mondo reale sarebbero inconciliabili, tanto è vero che quelle protagoniste che sono a occhio e croce il diavolo e l'acqua santa restano amiche del cuore, si vedono tutti i giorni e parlano di tutto. Senza conflitti ma solo con la capacità di entrambe di scendere a compromessi. E quando vengono raccontati i conflitti e pseudo litigi (pensiamo a Carrie che litiga con Miranda perché la seconda non è d'accordo a un ritorno di Big) è solo per raccontare quanto sia facile appianare la cosa: basta una telefonata sotto la pioggia anzi una citofonata sotto la pioggia. Tanto nelle commedie non si lavora e il tempo per attraversare le città senza manco avere la certezza che l'altra è a casa lo si ha sempre.
La maggior parte delle ragazze e delle donne è invece bloccata nella propria routine ed è più facile che le conversazioni si svolgano via whatsapp che di presenza. Per settimane, a volte mesi. Altro che avere le best friends sempre a disposizione per il bruch o per risolvere misteri. Invece, le amicizie dello schermo sono principalmente caratterizzate da una disponibilità senza pari, disponibilità irrealistiche che stabilizzano in alto gli standard rispetto a quanto devono essere disponibili le amiche o gli amici. Il rischio è - ovvio - che se non corrono a casa dell'amica appena mollata o in crisi al lavoro sono delle brutte persone. Ma è lo standard di riferimento a essere ingiusto e inverosimile.
la colpa è di "friends" e "how i met your mother"
Ma se ci sono prodotti che vincono il premio della più falsa e distorta rappresentazione dell'amicizia sono Friends e How I Met Your Mother. Insegnano e hanno insegnato a miliardi di persone che gli amici sono la soluzione a tutte le sciagure e il pronto intervento per ogni esigenza: onnipresenti, con velleità da psichiatri o avvocati, con una maturità emotiva e una profondità intellettuale nascoste (anche Joey) e che all'occorrenza sono fondamentali per la soluzione perfetta, la rassicurazione perfetta e ovviamente per il rinsaldamento dell'amicizia stessa con chi, del gruppo, aveva bisogno "del" consiglio del secolo.
Nonostante siano ridotti tutti a cliché ("quello divertente", "quello responsabile" o "quello romantico") gli amici delle serie tv sono capaci di stupire tirando fuori doti e caratteristiche che, anche qui, finiscono per insegnare al pubblico che può aspettarsi che facciano lo stesso gli amici suoi, quelli della vita vera. Ma ovviamente non succede. Da una parte le idee propagate dalla cultura pop su come dovrebbero essere gli amici finiscono per spingere il pubblico a categorizzare amiche e amici in quei cliché, il che significa perdere il concetto di complessità proprio delle identità personali e anche l'indisposizione a vedere gli amici che si evolvono da quella categoria che il gruppo ha assegnato loro. Dall'altra, aspettandosi exploit di saggezza da "quello divertente" si finisce ovviamente per restare deluse e delusi.
E questa non è nemmeno la cosa peggiore. La cosa peggiore è che in entrambe le serie i protagonisti hanno storie erotico-sentimentali tra loro e quando si lasciano rimangono, ovviamente e subito, amici. Sempre. Perché appunto, l'amicizia viene prima di tutto. Quante volte succede nella vita reale, premesso che sarebbe bello accadesse sempre? Ed ecco un altro aspetto della distorsione di quelle che ormai sono il fondamento del concetto collettivo di amicizia. Ma quelli restano amici perché se smettono di essere amici il pubblico non li guarda più. Ed ecco perché qualunque cosa venga detta e fatta, alla fine dell'episodio viene premuto un pulsante di reset e l'amicizia continua come sempre.
l'amicizia prima di tutto o fare pace serve all'episodio successivo?
C'è un motivo per cui i litigi tra amici in televisione si risolvono in tre secondi: se la discussione dura troppo a lungo diventa difficile da guardare. In uno dei rarissimi casi in cui due personaggi litigano per più di tre o quattro episodi, la trama dell'intera stagione finisce per concentrarsi su quel litigio però se il canone è quello della commedia il pubblico non vuole vedere litigi, vuole vedere la commedia. Quindi l'intrigo che si risolve nello stesso episodio è sostanzialmente funzionale a tenere l'interesse del pubblico alto ma non troppo, perché non smetta di sentire la rassicurazione propria delle commedie.
Quindi: la fiction non ha alcun obbligo etico di radicare le sceneggiature nella realtà, anche se queste hanno un impatto sulla vita reale delle persone reali, infine c'è del positivo - soprattutto se si schiva la trappola dei cliché - e cioè le amicizie irrealistiche dello schermo possono essere d'ispirazione per quelle della vita reale.
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