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evitamento relazioni Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Perché alcune persone evitano le relazioni?

Perché alcune persone evitano le relazioni?
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L’uomo è un essere sociale, sosteneva Aristotele. Secondo lui, siamo per natura portati a entrare in contatto con gli altri. Le relazioni interpersonali diventano dunque una parte fondamentale della vita umana. Ma è così per tutti e in tutte le relazioni? 

di Erika Desambrois

Non tutte le persone sentono il bisogno o il desiderio di immergersi nelle relazioni amorose ed esistono diverse ragioni che portano a farlo. Da cosa dipende questa differenza tra individui? 

Le convinzioni sbagliate che limitano le nostre relazioni

Stare con l’altro

Lo stare in relazione è una competenza che si sviluppa nel bambino fin dai primi anni di vita. E anzi, ciò accade già ancora prima che nasca. Non è un caso, infatti, che esistano addirittura delle tecniche basate sulla relazione, o meglio sul contatto, per favorire il benessere del bambino. Questa terapia, di cui qui non farò che un accenno, si chiama “Kangaroo care” e la “skin to skin”, che consiste nel contatto diretto tra la pelle della mamma e del bambino appena nato, è una parte della stessa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità la riconosce come uno degli strumenti principali per aiutare lo sviluppo naturale del bambino. Grazie a questo, il benessere del neonato e dei genitori migliorano notevolmente attraverso il contatto pelle-a-pelle, inoltre contribuisce a mantenere rilassato il bambino, diminuisce i tempi di ricovero, stimola l’allattamento al seno e aiuta l’adattamento alla vita extra-uterina sia da un punto di vista respiratorio che metabolico. Stare con l’altro, quindi, e starci a contatto, sono benefici. E sono dei bisogni innati per l’essere umano. 

Diversi bisogni relazionali

La relazione è un bisogno fondamentale per l’essere umano e, all’interno della piramide dei bisogni di Maslow, la si ritrova all’interno di diversi scalini di essa, soprattutto in quello relativo al bisogno di appartenenza. Nello specifico mi riferisco all’appartenenza ad un gruppo, ad una relazione amicale, familiare e/o affettiva. 

Tuttavia, non tutte le persone necessitano allo stesso modo degli stessi modelli relazionali. Ho scritto varie volte di come esistano le differenze individuali e le relazioni, in generale, non ne sono esenti. Quando sostengo che vi sono delle differenze individuali, mi riferisco a quelle che si legano ai tratti di personalità. Ci sono persone (lo scrivo nel modo più divulgativo possibile, non me ne vogliano i colleghi) più propense di altre alla socializzazione e che ricercano più probabilmente l’incontro con l’altro di altre. 

Attenzione: non è solo la personalità a dettare queste distinzioni, ma anche l’educazione ricevuta e le esperienze di vita che si sono vissute. Chiaramente, oltre alle differenze individuali circa la ricerca in generale della relazione, non va dimenticato che esistono delle differenze specifiche legate anche alle particolari relazioni a cui ci si riferisce. Differendo nel caso in cui si parli di relazioni amicali o amorose, ad esempio. E queste distinzioni possono variare anche nel corso del tempo, adattandosi alle circostanze di vita e agli obiettivi che ci si pone. 

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Quando la relazione non è ricercata 

Come scrivevo nel paragrafo precedente, nonostante le relazioni siano fondamentali per l’essere umano, non è detto che tutti gli individui siano alla ricerca di tutte le tipologie di relazioni. È il caso delle relazioni amorose, ad esempio. Non sono desiderate da tutti, sempre. E le ragioni possono essere variegate. Tra queste si ritrovano:

Desiderio di indipendenza e di autonomia 

Tralasciando le diagnosi cliniche che portano all’isolamento, molte persone amano la propria indipendenza e autonomia. Per questo motivo, semplicemente, preferiscono vivere in modo indipendente, valorizzando la loro libertà e il loro spazio di vita. 

Preferenza per la Solitudine

Alcune persone stanno bene da sole. Non sentono il bisogno di ricercare la vicinanza e la presenza di una persona nell’ambito di una relazione amorosa. Preferiscono la condivisione di alcuni momenti nelle relazioni amicali o familiari, ad esempio. E non c’è nulla di male. Non si parla di solitudine o di sofferenza emotiva, ma di preferenza. 

Orientamento aromantico

Tempo fa scrissi un articolo sull’asessualità (leggilo qui) e spiegai come non esista soltanto la mancanza di attrazione sessuale, ma anche quella romantica. Ci sono persone che non provano attrazione romantica. Detto in parole semplici, non sentono la spinta a intraprendere una relazione amorosa, con nessuno. L’aromanticismo è uno spettro, quindi, che può variare in diversi modi e gradi. 

Bassa autostima 

In alcuni casi, invece, una bassa autostima fa sì che la persona senta di non meritare amore o affetto. Per questo motivo evita le relazioni perché teme di essere rifiutata o non apprezzata. Si evitano le relazioni per proteggersi dal dolore emotivo che deriverebbe dal rifiuto e dal fatto che questo significherebbe, secondo loro, un fallimento. 

Esperienze Traumatiche

Alcune persone, purtroppo, vivono esperienze traumatiche di abuso, violenza o tradimento e questo porta a sviluppare una difficoltà di apertura verso l’altro. La priorità per la persona diventa proteggere se stessi e l'evitamento delle relazioni diventa un meccanismo di difesa dalla possibilità di essere feriti emotivamente e non solo.

Psicopatologie

In alcuni casi, l'evitamento delle relazioni amorose dipende dalla presenza di specifiche psicopatologie, come disturbi della personalità, disturbi d’ansia o dell’umore.

 

Negli ultimi tre casi, chiaramente, l'evitamento delle relazioni non è una scelta, una preferenza o un orientamento, ma il risultato di una sofferenza o una difficoltà. Per questo motivo il suggerimento è quello di richiedere un supporto psicologico per affrontare la situazione in cui si trova e stare meglio sia in solitudine che nelle relazioni.