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endometriosi e relazioni Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Endometriosi e relazioni: come viverle quando se ne soffre

Endometriosi e relazioni: come viverle quando se ne soffre

L’endometriosi colpisce il 10-15 % delle donne in età fertile ed ha una notevole influenza sulla qualità della vita di chi ne soffre e, inevitabilmente, sul sistema relazionale nella quale si inserisce. Come vivere meglio una relazione quando se ne soffre?

 

di Erika Desambrois

Marzo è il mese dedicato alla consapevolezza dell’endometriosi. Una patologia che colpisce tre milioni di donne in Italia. Se ne parla spesso ultimamente, descrivendola come una patologia che ha un forte impatto sulla vita di chi ne soffre, a causa dei sintomi che comporta. Tuttavia, non si parla abbastanza di come essa possa influenzare la relazione, se non gestita adeguatamente. 

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Che cos’è l’endometriosi? 

È una malattia infiammatoria cronica, caratterizzata dalla presenza di tessuto simile all’endometrio in sede anomala.Tale tessuto può formare aderenze, cisti ovariche che contengono sangue e noduli profondi. Ne vengono colpiti diversi organi, tra cui le ovaie, l’utero, la cervice, la vescica, il retto e anche altre aree come i polmoni e non solo. Tale malattia, quindi, può diffondersi nel corpo, producendo diversi sintomi che si caratterizzano, soprattutto, ma non soltanto, per il dolore. Il dolore è un sintomo che non va mai sottovalutato. Un messaggio che il corpo manda per segnalare che c’è qualcosa che non va. Se si avvertono forti dolori durante la penetrazione e si hanno mestruazioni molto dolorose, ad esempio, potrebbe essere un sintomo di endometriosi da all’attenzione di un ginecologo esperto, chiaramente. 

Endometriosi e sessualità 

Come scritto poc’anzi, il dolore accomuna l’esperienza sessuale di chi è affetto da endometriosi. Nello specifico si prova dolore profondo, vale a dire nella profondità del canale vaginale durante la penetrazione, soprattutto in alcune posizioni. Se una persona prova dolore durante il rapporto, è evidente che sarà meno motivata ad avere delle interazioni che prevedono la penetrazione. Un secondo sintomo, indiretto dell’endometriosi, infatti, è il calo del desiderio. Se si prova dolore, si innesca un circolo vizioso di paura e di perdita di motivazione che conduce a evitare le interazioni sessuali. Il desiderio, tra l’altro, cala non solo perché c’è dolore, ma anche perché una delle terapie di elezione di tale malattia è l'assunzione di un contraccettivo ormonale a base progestinica. Inoltre, sempre per i motivi appena descritti, vi sarà anche un calo di lubrificazione. Non desiderare i rapporti, o evitarli per paura del dolore, così come l’assunzione della terapia ormonale, non favoriscono l’eccitazione sessuale e quindi non si innesca il meccanismo di lubrificazione vaginale. 

Endometriosi e relazioni 

Raramente viene preso in considerazione il “sistema relazione”, da chi si occupa di endometriosi. Questa carenza di focalizzazione è soprattutto a opera dei clinici che, difficilmente, quando iniziano un percorso di cura con la paziente, si occupano di indagare come stia la relazione e di prendere in carico anche il partner. Il partner, infatti, vive indirettamente i sintomi della malattia e può necessitare anch’esso di una presa in carico.

Inoltre, generalmente, chi soffre di endometriosi è maggiormente soggetto allo sviluppo di ansia e depressione e queste hanno impatto, come potrà risultare chiaro, sulla relazione. I partner delle persone affette da deflessioni del tono dell’umore e ansia possono vivere con disagio la sintomatologia dell’altro e per questo si possono generare conflitti e malesseri individuali e relazionali

Come aiutare la relazione?

Partendo dal presupposto che ogni persona che soffre di endometriosi, e ogni relazione, è unica e può trovare giovamento da opzioni diverse, ci sono delle strategie che si possono adottare da un punto di vista psicologico e sessuologico. Innanzitutto, se possibile, sarebbe consigliato fare un percorso psicosessuologico di coppia. Per aiutare sia chi soffre di endometriosi sia partner a gestire i sintomi e il disagio che deriva dalla malattia. Riuscire a comunicare le proprie emozioni e i propri bisogni non è semplice e farlo nel contesto protetto di una seduta professionale può facilitare il dialogo e il benessere di quegli individui e di quella relazione. Dato che la sessualità è spesso dolorosa in profondità, il consiglio è quello di modificare il modo in cui viene vissuta. In primo luogo, non è necessario limitarsi alla penetrazione. Fortunatamente la sessualità è variegata e si possono sperimentare altre forme per provare piacere che non comprendano la penetrazione. Tale tipologia di interazione sessuale è spesso sopravvalutata e spostare il focus aumenta il desiderio perché ciò che prima era doloroso, a causa della dispareunia profonda, diventa piacevole. Facendo ciò anche il desiderio e l’eccitazione aumentano. (E anche gli orgasmi!).

In secondo luogo, esistono degli ausili per ridurre la profondità di penetrazione. Tali dispositivi generalmente si compongono di quattro anelli da inserire sull’asta del pene, a seconda di quanto si voglia “ridurne la lunghezza”. In questo modo, durante la penetrazione, non si vanno a sollecitare quei punti profondi che causano dolore. 

Infine, a causa del calo di lubrificazione che deriva dall’assunzione di contraccettivi ormonali, il suggerimento è di utilizzare un lubrificante. Non c’è nulla di male nel farlo e, anzi, può diventare un elemento di novità per il rapporto. Sbizzarrisciti e cerca quelli più adatti a te. Ne esistono di diversi gusti e tipologie. Alcuni sono anche commestibili!