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Decentering Men: in che senso per essere felici occorre decentrare gli uomini?

decentering men 

Decentering men: una nuova filosofia racconta l'esigenza di decentrare gli uomini dalla propria sfera di interesse attraverso una pratica quotidiana che renderebbe felici. 

Un nuovo movimento prende spazio tra i social, almeno nell'alveo femminista: si chiama decentering men, letteralmente "decentrare gli uomini". Ed è una pratica personale che si definisce da sola: spostare gli uomini dal centro della propria esistenza. Tra le varie testimonianze si riesce a ricostruire in che cosa consiste la pratica di decentrare gli uomini, dai vestiti ai capelli, fino al "tempo" che si impiega a ragionare sulla propria relazione (se è con un uomo, ovviamente).

Demi Moore, single a 61 anni, non ha bisogno di un uomo per sentirsi realizzata: "Che importa l'opinione degli altri?"

decentering men: in che senso

Molte ragazze che confessano di avere abbracciato la filosofia del decentering men raccontano di come hanno spostato la propria attenzione sull'indossare abiti che risuonassero con loro. Alcune si sono concesse scollature più audaci perché "chi se ne frega di come reagiscono", altre hanno mollato i vestiti sexy e scelto la comodità dei tessuti naturali, avvolgendosi in strati e strati di maglioni comodi. Hanno "abbandonato l'idea di conformarsi per soddisfare le aspettative di un uomo". I capelli: alcune, sempre sotto l'hashtag #decenteringmen, sollevano la questione della "pressione di avere i capelli lunghi". Denunciano il modo subdolo con cui la società insegna alle donne che gli uomini trovano attraenti i capelli lunghi (sarà poi vero? Non si sa). Non c'è un obbligo a non tagliarsli ma più un invito con ricatto: se vuoi piacere ai maschi i tuoi capelli devono essere lunghi (e non bianchi, né crespi). La società concede a volte degli hair cut meno lunghi (se sei Jessica Biel) ma sempre per periodi di tempo relativamente brevi. Tagliare i capelli in un momento in cui non era di moda farlo, ignorando ciò che pensavano la società o gli uomini "è stato liberatorio", scrive una utente su TikTok.

Spostare gli uomini dal centro, decentrarli, significa anche passare al setaccio i propri hobby e interessi per capire se sono in linea con ciò che gli uomini possono trovare attraente o se interessano realmente alla persona che li pratica. "Ho praticato yoga per il suo potenziale di attrazione sugli uomini. Quando ho cambiato prospettiva, allontanandomi dallo sguardo maschile, ho scoperto gli incredibili benefici personali che lo yoga mi ha offerto andando oltre la prospettiva o l'opinione altrui". 

si ma come si decentrano gli uomini?

Allora come si pratica il decentramento degli uomini? Fondamentalmente significa non lasciare che la prospettiva degli uomini definisca l'identità di ciascuno. In un’epoca in cui le donne sono sempre più indipendenti l’urgenza di avviare relazioni romantiche con uomini è diminuita. Questa indipendenza ha consentito alle donne di essere più selettive nelle proprie relazioni e di valutare criticamente il ventaglio di potenziali partner e, inoltre, grazie a chi sui social media non mente, abbiamo tutte e tutti una visione non filtrata delle relazioni e dei matrimoni. La visibilità degli aspetti sia positivi che negativi delle cose ha spinto molte donne a scegliere la vita da single. Una solitudine voluta che ha portato a un esame critico di come i valori patriarcali abbiano storicamente dato priorità agli uomini, spesso a scapito dell’autostima e dei bisogni delle donne. Dal desiderio del "corpo perfetto" alla fuga dai segni della vecchiaia. Decentrare gli uomini significa dare priorità ai bisogni personali sia in contesti romantici che non romantici. Significa sfidare il concetto di storie d'amore con il finale da favola sperando che la Bestia si trasformi nel principe azzurro per magia e rendersi indipendenti, cercando la realizzazione oltre le mura di casa.

Significa valorizzare le relazioni, tutte, e attribuire pari importanza alle relazioni non romantiche oltre che praticare la sorellanza ("gli uomini ci vogliono nemiche").

anche decentrare i maschi significa mettere al centro i maschi?

C'è una piccolissima domanda che si pongono alcune donne e ragazze che seguono questa filosofia: pensare a come decentrare gli uomini è essa stessa una pratica che mette al centro gli uomini? Forse. Del resto "anche fingere di non soddisfare le fantasie maschili è una fantasia maschile", come ha detto Margaret Atwood, autrice de il Racconto dell'ancella. La società, sì ancora lei, ci ha informato che la chiave della felicità delle donne è essere fidanzate, madri e mogli. E attenzione: non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato in questi ruoli, ma il patriarcato ne ha distorto il significato trasformandolo in una vita fatta sostanzialmente di lavoro gratuito e annientamento di bisogni ed emozioni (come la rabbia). Ragione per cui, le sostenitrici della filosofia del "decentering men" si pongono la domanda su quanto sia effettivamente facile o fattibile togliere gli uomini dal centro, sottrarsi allo sguardo maschile che tutto permea e stabilisce. 

decentering men 

Egypt Iredia, una coach per l'empowerment femminile e naturopata, descrive passo dopo passo come decentrare gli uomini spiegando intanto che "gli uomini non sono più un problema: ci sono dei ragazzi fantastici, con un'elevata intelligenza emotiva, profondità di pensiero e capacità di comunicazione. Ma la maggior parte di loro non è eccezionale. No, la maggior parte degli uomini – almeno quelli che ho incontrato – fanno assolutamente schifo in termini di intelligenza emotiva e di comprensione dei delicati bisogni di una donna intelligente e a tutto tondo".

gli uomini sono egoisti perché possono esserlo 

La coach dice di aver scoperto che la maggior parte degli uomini sono egoisti, egocentrici e oggettivanti nei confronti delle donne perché possono essere così. E possono essere così ANCHE perché le loro madri, sorelle, fidanzate, amiche e mogli glielo consentono. "Decentrare gli uomini mi ha costretto a fare un passo indietro e vedere davvero gli uomini per quello che sono. Mi rendo conto che sono solo esseri umani, con degli ego gonfiati dall'esterno".

Nelle relazioni romantiche - ed eterosessuali - le donne tendono a mettere tanta più energia rispetto a quella dei partner. "Pensavo sempre ai ragazzi, mi vestivo per loro, mi preoccupavo per loro e a come uscire con loro. Mi lamentavo di loro con le amiche, ero arrabbiata con loro o bramavo segretamente il loro sguardo e approvazione. Ora tutta quell'energia mentale viene reindirizzata su di me, sui miei sogni, i miei obiettivi e la mia crescita", scrive la coach sul suo blog dedicato al tema. 

decentering: ovvero smettere di cercare la convalida degli uomini

Le donne che praticano la filosofia sostengono che anche se non la padroneggiano totalmente (ci vuole tempo per scardinare tutte le strutture sociali e culturali di cui siamo imbevute) si sentono meno pressate. Sembra che la prima cosa a venire meno è l'interesse rispetto a quello che pensano gli uomini: se sono belle, se sono intelligenti, se sono gentili o se "se la tirano". Non importa più ed è una liberazione che arriva davvero, anche a quelle di loro convinte di aver già superato la pressione dello sguardo e dell'approvazione maschili. 

È facile perdersi in un sistema patriarcale fondato sulla dominazione maschile e sulla sottomissione femminile perché viene presentato come la normalità. Invece, dicono che, scardinando la struttura di questo sistema, avanza perfino del tempo. "Ora apprezzo il mio tempo, la mia energia e la mia tranquillità, sto coltivando l'amor proprio e la cura di me stessa. Ed è rafforzante sapere che io basto a me stessa, che posso essere la mia fonte di amore e cura". 

Nonostante gli aspetti potenzialmente positivi di questo movimento, il viaggio non è privo di sfide. Decentrare gli uomini, per come la racconta chi la pratica, è una filosifia che va oltre la scelta personale: è una forma di cura di sé (femminista) che necessita di una grossa quantità di lavoro su di sé. Perché non significa "ignorare il proprio partner" o smettere di cercarne uno, ma piuttosto significa imparare a ignorare la prospettiva maschile che è però quella dominante.