Parte del gruppo e

Magazine
Forum
Argomenti
Aggiornato il: 2 minuti di lettura

Troppa felicità ci terrorizza

La paura della felicità
La paura della felicità  (getty images)
A volte quando ci si sente felici non sempre si riesce ad apprezzare questo sentimento come si vorrebbe. Anzi, in alcuni casi può anche terrorizzare ed essere motivo di ansia. Ma perché abbiamo così paura della felicità?
di Chiara Ugolini

Dopo aver affrontato un momento complicato della propria vita o aver superato difficoltà sul lavoro o personali non si vede l’ora di essere sereni e felici. A volte, però, quando arriva davvero la felicità non sempre la si riesce ad apprezzare come si vorrebbe. Anzi, in alcuni casi può anche terrorizzare ed essere motivo di ansia. Ma perché abbiamo così paura di essere felici?

“Mi capita spesso di temere i momenti in cui non sono triste o non ho preoccupazioni, quindi quando sono serena, perché so che prima o poi questo sentimento finirà e quindi preferirei quasi non viverlo proprio”, racconta a Fem, Sandra, 29enne di Bologna. Anche Andrea, 38 anni, spiega che difficilmente si sente veramente felice, non perché non ne abbia mai motivo ma perché "secondo la legge del karma, se si gioisce troppo dopo arriva la batosta".

Le giocatrici della Juventus Women raccontano le tradizioni natalizie di cui non possono fare a meno

La fobia di essere felice

Si chiama cherofobia, la paura della felicità. Il termine, con etimologia greca, deriva da kairós “ciò che rallegra” e fóbos "paura”. Non si tratta di una malattia e, infatti, non è inserita nel manuale diagnostico dei disturbi mentali (Dsm-5) dell’American Psychiatric Association, ma in psicologia è definita come una forma d’ansia anticipatoria che impedisce di raggiungere la felicità e si basa sulla paura che la serenità sia passeggera e lasci sempre il posto a qualcosa di negativo. Una delle maggiori preoccupazioni di chi soffre di cherofobia, infatti, è proprio la convinzione che dopo un momento felice ci sia necessariamente uno negativo e traumatico. Di conseguenza, la paura di affrontare un periodo difficile o un evento doloroso limita il modo cui si vive il presente che sarebbe, invece, felice e spensierato e si tende a evitare di essere felici per paura di diventare infelici.

Paura felicità
Paura felicità  (getty images)

In alcuni casi ci si impone proprio di non essere allegri e spensierati. Quando le persone depresse e ansiose evitano di sentirsi positive a causa di esperienze passate con esiti negativi si parla di teoria della svalutazione della ricompensa, introdotta nel 2016 da Sam Winer, professore di psicologia alla New School for Social Research. In questi casi, le persone sentono che le cose sono "troppo belle per essere vere" e quindi tendono ad auto-sabotare la propria felicità.

Di che cosa abbiamo paura

Secondo Michael R. Gallagher, professore al dipartimento di psicologia della Mississippi State University, a volte le persone arrivano a temere di essere felici perché magari in passato hanno subito dei traumi, oppure hanno avuto esperienze negative dopo momenti molto gioiosi e allegri, e questo li spinge a stare costantemente in guardia, in attesa che possa continuare a succedere qualcosa di brutto dopo la felicità. In questi casi, le persone tendono così a vedere i momenti spensierati e sereni come una minaccia e vivono nella convinzione che la felicità abbia un tempo e quando questo sarà scaduto sopraggiungerà la tragedia distruggendo tutto il bello ottenuto. 

Paura felicità
Paura felicità  (getty images)

Quali sono le conseguenze 

Quando si soffre di cherofobia si evita ciò che può rendere gioiosi, come investire nelle relazioni e nei rapporti o godere dei successi ottenuti, tendendo invece a vedere sempre “il bicchiere mezzo vuoto”. Di conseguenze, si vive il presente senza godere appieno degli aspetti positivi che succedono, ma trovandosi in uno stato di ansia che guarda al futuro e a ciò che potrà accadere. “Ho sempre pensato di essere ambizioso e quindi che per questo non riuscissi a festeggiare appieno gli obiettivi raggiunti, ma in verità spesso ho paura che ‘a cantare vittoria troppo presto’ possa finire per rovinare tutti gli sforzi fatti”, sottolinea a Fem Marco, 31 anni.

Paura
Paura  (getty images)

La perfezione non esiste

Da uno studio del 2022 su 871 adulti in diversi Paesi è emerso che più le persone sono avverse alla felicità più sono perfezioniste, si sentono sole e credono nella legge del karma, cioè quel fenomeno per cui dopo il male viene il bene e viceversa. Ciò deriva anche dal tentativo di voler controllare la felicità, come accade anche per altri sentimenti, per sentire di avere il potere di decidere come queste emozioni possono influire sulla propria persona e, nel momento in cui non ci si riesce, si dà la responsabilità a una forza maggiore, sconosciuta e mistica come il karma. Ma che sia dovuta a se stessi o ad altro, la felicità è un sentimento naturale e come tale dovrebbe essere costodito e utilizzato per far fronte ai momenti più difficili e non dovrebbe essere temuto in previsione di tempi più duri.