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Campionesse Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Robinson, la campionessa del lungo inverno

La gigantista Alice Robinson vive in Nuova Zelanda, dove le stagioni sono invertite rispetto a Europa e Nord America: si allena sulla neve quando per lei è estate e gareggia in inverno.
di Sandro Bocchio & Giovanni Tosco

La biografia non ancora, ma il titolo sì. Quello c'è. Come racconta in una intervista a Mattia Chiusano, uscita su Repubblica nel febbraio 2025, sarà "Alice in Winterland". Dal Paese delle Meraviglie a quello dell'Inverno, perché è la stagione più familiare per Alice Robinson, nata in Australia e cresciuta in Nuova Zelanda. Quando da noi è inverno laggiù è estate, e viceversa. La condizione ideale per chi abbia deciso di diventare una sciatrice alpina: si allena a casa, quando in Europa si va al mare, e gareggia in inverno, quando la neve accoglie chi prende parte alla Coppa del mondo tra Europa e Nord America.

Da Sydney alla Nuova Zelanda

Per i primi quattro anni la sua casa è Sydney, la metropoli australiana che si affaccia su una delle più belle baie del mondo. Poi i genitori decidono di volare in Nuova Zelanda a Queenstown, località sciistica sul lago Wakatipu. Alice ha quattro anni (è nata il 1° dicembre 2001) e, come la protagonista del romanzo di Lewis Carroll, si ritrova in un nuovo mondo. Ama lo sport, scopre quanto sia eccitante lanciarsi in pista affrontando una discesa. Dalla scuola sci alle prime gare il passo è breve: ha talento e coraggio per una specialità che non è di casa da quelle parti. Ai Giochi invernali l'Australia ha conquistato diverse medaglie nello short track, nel freestyle e nello snowboard. La sola eccezione è il bronzo di Zali Steggall nello slalom femminile di Nagano nel 1998. La Nuova Zelanda sale per la prima volta in assoluto sul podio a Pyeongchang 2018 con un paio di bronzi. Si migliora quattro anni dopo a Pechino, quando Zoi Sadowski-Synnott conquista l'oro e l'argento nello snowboard tra le donne e Nico Porteous l'oro nel freestyle maschile. Manca però la medaglia nello sci alpino. E questa è la missione di Robinson, una delle atlete di riferimento nello slalom gigante.

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Il precedente di Riegler

In Coppa del mondo non è stata la prima neozelandese a imporsi all'attenzione generale. L'ha preceduta Claudia Alice Riegler, con quattro successi in slalom tra gennaio 1996 e febbraio 1997. Ma era una neozelandese "sui generis", perché nata a Ebenau, nel Salisburghese. Gareggia per l'Austria e quando capisce che la Federazione non punta su di lei, perché evita le discipline veloci, a 17 anni passa alla Nuova Zelanda, sfruttando la nazionalità della madre e facendo pentire i vertici federali (che tentano invano di farla tornare successivamente sui propri passi). La traiettoria che l'Italia sta vivendo per Lara Colturi, che oggi difende i colori dell'Albania. Robinson è invece una "kiwi" a tutto tondo: «Siamo un piccolo Paese in fondo al mondo, ma nello sport contiamo molto. Possiamo sfidare i migliori con gli All Blacks nel rugby o Team New Zealand nell’America’s Cup di vela. Nello sci non c'è una grande tradizione, ma è bello portare una cultura diversa».

Davanti alle più grandi

Dalle prime competizioni a otto anni sulle piste del Coronet Peak - sfondo di alcune scene di "Il Signore degli anelli - Le due Torri" - a un ruolo da protagonista, il passo è breve. A sedici anni, a Pyeongchang, è la più giovane neozelandese di sempre a una edizione invernale dei Giochi. A diciotto vince la prima gara in Coppa del mondo, il gigante di Sölden. La conoscevano per l'oro al Mondiale giovanile in Val di Fassa conquistato a febbraio 2019 («Un successo speciale, che ha segnato una svolta nella mia carriera»), la gara austriaca la pone all'attenzione generale visto che batte due mostri sacri come Mikaela Shiffrin e Tessa Worley. Da quel giorno i successi in specialità sono quattro. Possono apparire pochi, ma Robinson ha dovuto fare i conti con fenomeni come Federica Brignone e Lara Gut-Behrami (oltre a Shiffrin, ovviamente). Però è sempre stata protagonista. Nella Coppa del mondo 2025 ha mancato solo due volte l'appuntamento con il podio in nove gare ed è giunta seconda nella classifica di specialità dietro l'azzurra. È anche l'anno in cui diventa la prima neozelandese a conquistare una medaglia mondiale con l'argento di Saalbach-Hinterglemm, dietro alla solita e formidabile Brignone («Una campionessa che scia con il cuore», sottolinea).

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Obiettivo medaglia

Tale continuità di rendimento la pone non solo come candidata al podio a Milano-Cortina 2026, ma come una delle favorite per la gara che si svolgerà domenica 15 febbraio. È una pista che Robinson conosce bene: «Per anni ho vissuto in Val di Fassa, che è molto vicina a Cortina. Mi sento a mio agio nelle Dolomiti. Cortina è anche uno dei primissimi posti in cui ho sciato in Europa, perché avevo lì degli amici. Ed è uno dei posti più belli del mondo: dopo aver gareggiato ai Giochi in luoghi come Corea del Sud e Cina, che sembravano così strani, è bello farlo a Cortina». Sarà l'occasione per tentare di conquistare la prima medaglia olimpica, portando la Nuova Zelanda agli onori del mondo anche nello sci alpino: «Non abbiamo i mezzi tecnici ed economici come i team europei, dalle nostre parti lo sci è uno sport ignoto. Le stazioni sciistiche sono più piccole, anche se ci sono grandi montagne. Sono luoghi incredibili dove poter camminare. Ho sempre amato stare nella natura, forse anche per questo ho scelto lo sci». Per diventare Alice in Winterland.