Michela Moioli, talento e determinazione dello snowboard
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Ottenere una Olimpiade non è solo una questione di capacità organizzative. Conta anche l'immagine. Per questo Michela Moioli e Sofia Goggia furono molto importanti a Losanna, nel giugno 2019, quando si doveva decidere tra Milano-Cortina e la svedese Åre per l'edizione 2026: inglese perfetto, spigliatezza sul palco e una presenza scenica importante, per sostenere con successo la candidatura italiana. Un affiatamento favorito dalle comuni radici bergamasche (Moioli di Alzano Lombardo, Goggia del capoluogo), dall'amicizia e dall'essere entrambi due atlete vincenti, in specialità differenti: rispettivamente, snowboard cross e velocità nello sci alpino. Moioli è di tre anni più piccola rispetto a Goggia (è nata il 17 luglio 1995) e brucia le tappe velocemente, debuttando in Coppa del mondo a 17 anni.
TUTTI CONTRO TUTTI DAL CANCELLETTO
Molti scommettono su un futuro importante per questa ragazza, subito in evidenza in una specialità giovane e in grande espansione. Lo snowboard è stato spesso - e a torto - considerato un figlio minore della montagna, a uso e consumo di giovani un po' fuori di testa, alla ricerca di acrobazia fuori pista invece che delle traiettorie eleganti lungo un pendio. Una convinzione che, a poco a poco, ha dovuto fare i conti con il successo sempre più crescente della tavola rispetto agli sci, e non solo tra i giovani. In Italia il numero dei praticanti è aumentato anno dopo anno, insieme con quello degli sportivi di alto profilo. E lo snowboard cross appassiona, per la sua semplicità e immediatezza. Si parte in quattro dal cancelletto e vince chi mette la propria tavola davanti a tutti, dopo un percorso fatto di dossi, curve e rettilinei, dove indovinare la traiettoria giusta con cui infilare le avversarie. Uno sport in cui Moioli emerge, fino a essere oggi una delle atlete da battere a livello internazionale.
«UN COLPO DI FULMINE»
Conosce lo snowboard quando ha otto anni, dopo aver cominciato a tre con lo sci classico sulle montagne bergamasche di Colere: «Un colpo di fulmine immediato», racconta. Il suo è un talento puro, sostenuto da un carattere volitivo. Quello che le consente di ripartire dopo la prima sfortunata Olimpiade, a Sochi in Russia, nel 2014. Ha già collezionato le prime vittorie in Coppa del mondo, al debutto ai Giochi è subito in finale per la medaglia ma, mentre sta lottando per il bronzo, cade malamente dopo un contatto fortuito. L'esito è terribile, per una atleta: rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro. Un colpo durissimo, ma il direttore tecnico Cesare Pisoni guarda oltre, scommettendo sul futuro di una ragazza non ancora 19enne: «È arrivata fin qui grazie alla forza di volontà e alla grinta. Ha dimostrato di essere uno dei più grandi talenti al mondo in questa disciplina, sfiorando la medaglia. Ha una determinazione incredibile, una come lei si vede ogni vent'anni: è nata per lo snowboard cross». Una previsione cui Moioli dà ben presto ragione. A settembre, sette mesi dopo la caduta, ha già la tavola sotto i piedi e a gennaio 2015, al Mondiale austriaco di Kreischberg, ottiene il bronzo: è la prima italiana a salire su un podio nello snowboard cross. È l'inizio di un cammino che la fa diventare la prima italiana a vincere la Coppa del mondo nel 2016 e la prima a conquistare l'oro olimpico. Accade a PyeongChang in Corea del Sud, quattro anni dopo la delusione di Sochi. Michela è tra le favorite, regge benissimo la pressione, aiutata da una cena prima della finale con mamma Fiorella (che l'aveva spinta a dedicarsi allo snowboard), la sorella Serena e gli amici. Sempre prima, dai quarti alla finale, dove chiude davanti alla francese Julia Pereira de Sousa-Mabileau e alla ceca Eva Samkovà.
UN TRIS DA CAMPIONESSA ASSOLUTA
Da quel giorno Moioli è presenza sul podio in tutti gli appuntamenti cui si presenta. A Pechino 2022 la delusione per l'eliminazione in semifinale è mitigata dall'argento conquistato nella gara a squadre con Omar Visintin. Vince altre due volte la Coppa del mondo (nel 2018 e nel 2020) e in questo 2025 taglia l'ultimo traguardo che le mancava, conquistando l'oro nel Mondiale svoltosi in Engadina. Il 28 marzo, sulle nevi di Sankt Moritz, non sbaglia di nuovo una manche, ancora prima dai quarti alla finale, dove brucia sul traguardo al photofinish la britannica Charlotte Bankes, dopo un entusiasmante duello fatto di sorpassi e controsorpassi. È la terza italiana a conquistare un oro olimpico, un titolo mondiale e il primo posto nella classifica di Coppa del mondo in una specialità invernale dopo Gerda Weissensteiner nello slittino e Arianna Fontana nello short track. Un successo che corona il cammino avviato nel 2018: «Ora sento di aver chiuso un lungo capitolo della mia vita, posso pensare al futuro con più leggerezza». Un futuro che l'attende il prossimo anno a Livigno, dove lo Snow Park ospiterà le gare per gli specialisti della tavola. Sarà il quarto appuntamento olimpico per Michela, il più importante perché di fronte ai propri tifosi, nell'appuntamento che ha contribuito a portare in Italia in prima persona. Forse l'ultimo per lei come atleta, prima di trasmettere le sue conoscenze: «Conto di rimanere di insegnare ai giovani la passione per lo snowboard e la montagna. A loro e anche ai figli, che spero arriveranno».
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