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Lindsey Vonn, la sciatrice più forte del dolore e dell'età

Lindsey Vonn, la sciatrice più forte del dolore e dell'età
Lindsey Vonn è stata la regina della velocità nello sci alpino, fino al ritiro nel 2019: troppi problemi causati dagli infortuni. Nel 2024 il ritorno e un clamoroso podio a oltre 40 anni. Sarà una delle protagoniste a Cortina.
di Sandro Bocchio & Giovanni Tosco

L'appuntamento con la Olympia delle Tofane è fissato per l'8 e 12 febbraio 2026: prima la discesa libera, quindi il supergigante. Lindsey Vonn avrà l'occasione di chiudere i conti con una carriera tanto lunga, quanto segnata dal dolore. Una carriera che si è ufficialmente riaperta il 14 novembre 2024, dopo l'addio alla Coppa del mondo il 20 gennaio 2019, quando non riesce a portare a termine il superG. Sulle Tofane, per l'appunto. A Cortina d'Ampezzo, sede delle gare femminili ai Giochi invernali 2026. La formidabile statunitense li affronterà a una età insolita per una atleta di alto livello, compirà 41 anni il 18 ottobre. Ma potrà presentarsi ai cancelletti di partenza con ambizioni, dopo quanto offerto in questa ultima stagione. Da quel 14 novembre ha dovuto ricredersi chi pensava a una operazione nostalgia. Vonn ha cominciato il 21 dicembre con il poco favorevole pettorale numero 31 e un 14esimo posto nel superG di Sankt Moritz. Il tempo di ritrovare ritmi, linee e sensazioni giuste e ha stupito tutto conquistando il secondo posto nel superG di Sun Valley il 23 marzo: non saliva su un podio di Coppa del mondo dal 15 marzo 2018, terzo posto nel superG di Åre vinto dalla sua grande amica Sofia Goggia. Ha largamente battuto il record di anzianità, che apparteneva all'austriaca Alexandra Meissnitzer, che nel 2008 aveva chiuso tra le prime tre a 34 anni e quasi nove mesi di età.

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SENZA RIVALI IN DISCESA E SUPERG

Occorre fare un lungo passo indietro per chi capire di chi stiamo parlando. Lindsey nasce Kildow il 18 ottobre 1984 a Saint Paul, capitale del Minnesota. Lo sci è un affare di famiglia, che apprende sulle nevi di Vail, in Colorado. Con questo cognome debutta appena 16enne in Coppa del mondo il 18 novembre 2000, nello slalom di Park City, negli Stati Uniti. Diventa Vonn sposando Thomas, ex sciatore, nel 2007 e mantiene il cognome anche dopo il divorzio nel 2011. È uno dei pochi atleti ad aver vinto almeno una gara di coppa in una delle quattro specialità dello sci alpino, ma fino alla metà degli anni Dieci è stata la regina incontrastata della velocità. Una supremazia tale che l'ha portata a primeggiare a livello assoluto, vincendo tre classifiche generali consecutive dal 2008 al 2010 e una quarta nel 2012. In discesa è stata la regina incontrastata dal 2008 al al 2016, perdendo la coppa di specialità soltanto nel 2014 per un grave infortunio. Allo stesso modo ha vinto in superG dal 2009 al 2012 e nel 2015. Per lei 138 podi con 82 vittorie (la prima il 3 dicembre 2004, l'ultima il 14 marzo 2028), 36 secondi posti e 20 terzi. Meglio hanno soltanto la connazionale Mikaela Shiffrin (101 vittorie) e il formidabile svedese Ingemar Stenmark (86). Numeri cui bisogna aggiungere un oro e due bronzi ai Giochi e due ori, tre argenti e tre bronzi ai Mondiali.

IL GINOCCHIO FA CRAC

Una carriera straordinaria, con una cesura decisiva. Accade nel 2013, ai Mondiali austriaci di Schladming. La gara inaugurale, il 5 febbraio, è il superG. Vonn cade malamente, con un danno serissimo al ginocchio destro: rottura del legamento crociato anteriore e del collaterale mediale, oltre alla frattura del piatto tibiale. Un infortunio che la tiene lontana dalla gare fino al 6 dicembre. Ma due settimane dopo, nella libera di Val-d'Isère, si fa di nuovo male allo stesso ginocchio. Non soltanto salta i Giochi di Sochi ma comincia un calvario che la tormenterà in continuazione. Vonn si presenta nuovamente ai cancelletti di partenza il 5 dicembre 2014 nella libera di Lake Louise. Dimostra di essere ancora competitiva, vincendo la discesa del giorno successivo, ma deve fare i conti con i dolori continui al ginocchio e con un secondo grave infortunio l'11 novembre 2016, la frattura dell'omero durante un allenamento.

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Una convivenza con il male che, tra successi e piazzamenti di alto livello, dura per fino a quel 2019, quando annuncia che la gara sulle Tofane sarà l'ultima in Coppa del mondo: Goggia, infortunata, salta in auto a Bergamo e va fino a Cortina, dove si presenta nella zona traguardo con un mazzo di fiori per celebrarla. «Il mio corpo mi grida di smettere, è tempo che io lo ascolti. È stata la decisione più difficile della mia vita - racconta la statunitense -, ma ho accettato che non posso continuare con lo sci da professionista. Sto per cominciare un nuovo capitolo della mia vita». Il congedo è da protagonista, con il bronzo in discesa al Mondiale svedese di Åre, il 10 febbraio. Gli anni successivi li vive tra interviste, comparse televisive e storie sentimentali molto seguite dai media. Ma il richiamo delle neve permane, irresistibile e ininterrotto

UNA OPERAZIONE CHIRURGICA DECISIVA

Nell'aprile 2024 si sottopone a un intervento con cui le viene installata una protesi parziale in titanio al ginocchio, con tecniche mini-invasive. Questo le permette un recupero più veloce, favorito dal possedere ancora una condizione di atleta. Le si instilla un tarlo nella mente: pensava solo a poter camminare di nuovo senza fitte, ma il fisico è integro, la determinazione intatta. Perché non tornare in pista? Il 14 novembre arriva il comunicato ufficiale della federazione sciistica statunitense («U.S Ski & Snowboard è lieta di annunciare che la grande Lindsey Vonn si unirà alla squadra per la stagione 2024-25. Ha potuto tornare ad allenarsi e testare il ginocchio negli ultimi due mesi. Questo per lei rappresenta un nuovo ed entusiasmante capitolo della sua già leggendaria carriera»).

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Vonn sente di poter dare ancora qualcosa in pista: «Non avevo nessuna intenzione di tornare a sciare, ma farlo senza provare dolore è stato un viaggio incredibile. Avevo un sorriso così grande che mi usciva dal casco. Quando ho parlato con Roger Federer, mi ha detto di aver smesso perché sentiva si aver spremuto ogni goccia dal suo limone. Anch'io pensavo di aver fatto la stessa cosa durante la mia carriera e di avere spinto più forte che potevo. Ma adesso mi sento come se avessi ancora tanto succo da spremere».

IL RITORNO ALLE TOFANE

Dopo il secondo ritorno a Sankt-Moritz il cammino è stato accidentato: buoni risultati (un sesto posto in libera e un quarto in superG a Sankt Anton, l'11 e il 12 gennaio) si sono alternati a un Mondiale sottotono (anche a causa di una influenza) e all'ennesima caduta, in allenamento a Cortina d'Ampezzo, senza conseguenze. C'era un po' di ruggine da togliere e c'era da trovare confidenza con i materiali, cambiati nei tanti anni di assenza dal Circo Bianco. Poi il podio a oltre 40 anni, a regalare nuovo entusiasmo a una atleta che ha dettato i tempi al mondo dello sci. Con vista Milano Cortina 2026, su una pista dove detiene il record di vittorie, dodici: «Questo è il livello in cui so di poter sciare, so che posso fare anche meglio. È stata una stagione dura, molti dicevano che ero troppo vecchia, che non ero più abbastanza brava. Penso di aver dimostrato che si sbagliavano: è il miglior modo per avvicinarsi a Cortina».