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Vestiti da adulte e pose hot: le (spaventose) bambine sexy del nuovo millennio

Basta cercare su internet "vestiti per bambina" per vedere come, tra abiti principeschi e tutine rosa, si stiano facendo largo minigonne e top che lasciano scoperta la pancia, bikini con push up e tutta una serie di capi di abbigliamento evidentemente disegnato per donne adulte, solo proposto in taglie microscopiche perché si adattino alle misure di una bambina di cinque anni.
Houston, il problema è gigantesco.

Minigonne, shorts, toppini e pose sexy nei cataloghi: le bambine piccolissime vengono vestite dalle case di moda - e pure da molti genitori - come fossero delle adulte consapevoli del proprio corpo e della propria sessualità Ma non lo sono. E a un certo punto è stato un papà a sfogarsi sui social perché si è reso conto di quanto fosse difficile trovare dei vestiti appropriati per sua figlia, vestiti non "sexy" o comunque senza richiami alla sessualità espliciti. Lui, che ha usato il suo account di TikTok (@world.shaker) per parlare della propria esperienza, ha di fatto sollevato la questione più ampia della iper sessualizzazione dei vestiti da bambina e da pre adolescente. Diversi milioni di visualizzazioni: tanto ha ottenuto il suo video che descrive anche la vestibilità dei vestiti di bambine e ragazzine, secondo lui, spesso più attillata rispetto a quella dei vestiti di bambini e ragazzini. Ma l’ipersessualizzazione dell'abbigliamento per bambine non è solo frustrante per i genitori che vogliono creare ambienti sicuri per le proprie figlie, può anche avere effetti a lungo termine sulla percezione di sé della bambina stessa. Secondo un paper dell’American Psychological Association, le ragazzine esposte a media sessualizzanti e oggettivanti hanno maggiori probabilità di sperimentare insoddisfazione corporea, depressione e bassa autostima. 

Giornata Internazionale delle Bambine

cercare su internet "vestiti per bambina"

Basta cercare su un qualsiasi motore di ricerca "vestiti per bambina" per vedere come, tra abiti principeschi e tutine rosa, si stiano facendo largo minigonne e top che lasciano scoperta tutta la pancia, bikini con push up (per bambine???) e tutta una serie di capi di abbigliamento disegnato per donne adulte, solo in taglie microscopiche perché si adattino alle misure di una bambina di cinque, otto, dieci anni. Le principali catene che producono e vendono abbigliamento per l'infanzia e per la pre adolescenza mettono in commercio abiti - e pure scarpe con piccoli tacchi - che molte persone considerano inappropriati sulle bambine e sulle ragazzine pre adolescenti che non maneggiano il concetto di sessualizzazione. 

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Capi di abbigliamento come questi sono un esempio di come le bambine vengono preparate sin da piccolissme ad adattarsi a una cultura dell'oggettificazione: cultura in cui le donne sono viste come una somma di parti del corpo, sempre sessualmente disponibili, e il cui valore sta in quanto appaiono sexy agli occhi dei ragazzi e degli uomini. La sessualizzazione precoce però è dannosa per le aspirazioni delle bambine e delle adolescenti perché da una parte influenza il modo in cui ragazzi e uomini le vedono e le trattano, ma la cosa più grave è che le priva del diritto allì'infanzia. Non è quindi una pratica senza controindicazioni. Anzi, non ci preoccupiamo di dire ad alta voce che è una pratica vergognosa. 

la vecchia storia delle bambine in pose sexy

Le aziende commercializzano ciò che il pubblico vuole e l'ipersessualizzazione dei vestiti per bambine e ragazzine non è una notizia nuovissima. Le prime storie su cataloghi di abbigliamento per l'infanzia che proponevano bambine in pose sexy le abbiamo lette oltre dieci anni fa. Allora cosa? Allora sembra che la questione venga sollevata caso per caso ma mai del tutto risolta dal momento che nulla sembra cambiare nonostante polemiche e esperienze molto brutte. Come quella di Abercrombie and Fitch, marchio amerciano che l’ha fatta grossissima quando nel 2011 ha proposto, per la linea Kids, costumi a due pezzi imbottiti per bambine di otto anni. Nessuno sa perché il brand abbia pensato di dover esaltare il seno - che non c'è - di bambine di otto anni. Ma lo ha fatto. 

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In realtà sembra che le cose stiano peggiorando

Dove c'è poverta economica ed educativa, il diritto all'infanzia perde peso. Bambine e bambini in alcuni contesti sociali hanno una visione ristretta delle prospettive possibili e non godono degli stessi diritti - al gioco, allo studio, alla serenità - di bambini e bambine che attraversano contesti sociali più privilegiati. Diventa "naturale", allora, la sessualizzazione precoce: non solo l'abbigliamento è sessualizzante ma la società che circonda queste bambine e questi bambini, spesso futuri genitori precoci, lavoratori precoci, adulti precoci.

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Ecco cosa c'è dietro la grande diffusione di abbigliamento sexy: non c'entra essere progressiste o parlare di autodeterminazioone dove mancano le basi perfino della conoscenza di sé. E una bambina che gode del proprio diritto all'infanzia non ha consapevolezza di sé. Quello che le bambine vedono nei film, nei videogiochi, nei video musicali (compresi i testi) e sui social sono immagini inadatte perché possono causare danni psicologici, non perché socialmente la cultura dominante non accetta che le bambine si ispirino ai personaggi sexy dei video di musica trap. Quando permettiamo alle bambine di guardare contenuti in cui giovani adulte hanno dei fidanzati e si vestono in modo provocatorio è anche normale che loro per prime scelgono la minigonna sexy quando si va per negozi. Ma non illudiamoci che sappiano cosa stanno facendo, le bambine copiano senza analizzare, non sanno che quello a cui aspirano è una (auto)sessualizzazione precoce.