Smettiamola di obbligare i bambini a dare i baci
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Ci siamo passati tutti, ci siamo passate tutte. Solo che non ne abbiamo memoria. In un tempo in cui non si pensava nemmeno al tema del consenso, noi bambine e bambini subivamo costantemente l'obbligo di dare un bacio o un abbraccio a parenti che non avevamo mai visto, quindi estranei, e a persone che magari conoscevamo bene ma che non ci andava di baciare o abbracciare. Spesso il bacino o l'abbraccio venivano richiesti in cambio del giocattolo o della caramella, anche con fare scherzoso, da nonni e genitori. Oggi che siamo adulte più consapevoli, ci interroghiamo sul senso di questa forzatura, anche perché dal forzare i bambini e le bambine a dare baci controvoglia si può sviluppare la cultura dell'abuso. Di fatto, forzandoli, insegniamo loro che il bacio è una merce di scambio, che il loro consenso non è importante, che non sono padroni dei loro corpi.
chiedere baci ai bambini e alle bambine
Dai un bacino alla zia, abbraccia i nonni. O ancora, rispondere "e tu prima dammi un bacio" quando un piccolino chiede il giocattolo o del cibo. I primi "inviti", sono sollecitazioni che gli adulti - i genitori, di solito, ma anche maestre e maestri - possono dare ai bambini quando vedono che loro non si muovono spontaneamente per lanciarsi al collo del parente di turno. Il secondo è una forma di ricatto: riceverai la merenda se prima mi dai un bacio. In entrambi i casi si tratta di scegliere di ignorare l'istinto e la volontà della bambina o del bambino, insegnando loro che non contano: non importa se non vogliono abbracciare o baciare, devono farlo. Che sia per una forma di educazione (nonna o zia ci tengono al bacetto) che sia per una forma di esercizio di potere (solo noi possiamo dare loro del cibo e quindi pretendere un bacio in cambio).
Ma il consenso è importante: permette alle persone di interagire con il prossimo nel modo in cui si sentono più a loro agio. E sì: il consenso viene espresso attraverso l'affermazione dei propri confini. Ma quando subentra una figura di autorità (come gli adulti di riferimento quali i genitori, i maestri e le maestre) a chiedere ai bambini di oltrepassare quei confini loro si sentono in obbligo di farlo e compiono un passo indietro nel processo di crescita e affermazione di sé.
la cultura del consenso per gli adulti (di domani)
Insegnare ai bambini che devono oltrepassare i propri confini per "accontentare" l'adulto di riferimento che chiede baci o abbracci per sé o per terze persone significa insegnare ai bambini che la loro volontà può essere oggetto di negozio, di contrattazione, che non è importante. E naturalmente significa gettare le basi per le relazioni squilibrate che vivranno da adolescenti e poi da adulti. Ma come detto all'inizio, di cultura del consenso si parla da pochissimo, soprattutto in Italia, ed è difficile che gli adulti per primi la padroneggino e la rispettino. Ma se il desiderio è che i bambini e le bambine crescano consapevoli e autodeterminati rispetto al proprio corpo non ci sono strade alternative: baci e abbracci, affetto e amore, non sono una moneta con cui "comprarsi" cibo e giocattoli. Né baci, abbracci e altre espressioni fisiche di affetto possono essere elargite su richiesta dietro il ricatto morale che la zia o i nonni altrimenti ci restano male. Insegnare ai bambini il rispetto del proprio corpo significa, in poche parole, non prendere decisioni sui loro corpi.
insegnare a bambine e bambini il potere del "no"
"No" è una frase di senso compiuto ma lo disimpariamo. Ci insegnano che dire di "no" è sbagliato e ce lo insegnano proprio durante l'infanzia, quando ci forzano a essere disponibili e obbedienti. Dovremmo, come adulti, imparare a insegnare a bambine e bambini il contrario: come dire "no" all'affetto fisico quando non lo vogliono. Insegnamo a bambini e bambine che a volte le persone a cui vogliamo bene potrebbero sentirsi un deluse quando diciamo loro "no", ma che poi staranno bene. Non è compito dei piccoli sentirsi a disagio per evitare disagi agli adulti.
E la lezione sul consenso va in entrambe le direzioni. Alcuni bambini danno con entusiasmo baci e abbracci praticamente a chiunque. Occorre pure insegnare loro a fare prima un check chiedendo il consenso dell'altra persona o facendo notare loro quali sono i segnali di disagio. “Vedi come si allontana / vedi che non ricambia l'abbraccio? Lasciamo un po' di spazio al compagnetto di classe".
La cultura del consenso ci permette di esprimere sentimenti e sensazioni nelle giuste modalità per noi e per gli altri. Ed è il senso stesso del motivo per cui ci abbracciamo, ci baciamo e da adulti, facciamo sesso.
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