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L'acqua sporca della vasca di Sydney Sweeney (ma non solo): quando gli oggetti delle celebrities diventano frammenti dei corpi

Sydney Sweeney
Sydney Sweeney  (getty)
La "scena della vasca" di Saltburn che a molte persone è sembrata grottesca è in realtà la restituzione di una esperienza molto diffusa e molto antica: gli oggetti, anche l'acqua, che stanno a contatto con il corpo desiderato diventano frammenti di quel corpo. E allora anch'essi diventano desiderati.
 
di Eugenia Nicolosi

Sembra che alcune persone si eccitino immaginando o toccando le cose disgustose delle persone che desiderano sessualmente o, ovvio, delle celebrità. L'ultima di queste ad approfittare dell'inclinazione al feticcio del prossimo è stata l'attrice Sydney Sweeney, quando ha annunciato, pochi giorni fa, di aver messo in vendita i rimasugli della sua saponata, ovvero l'acqua del suo bagno in bottiglia. Non è ovviamente un caso isolato. E certamente non sono solo le star a mettere in vendita oggetti che vengono investiti di un potere quasi vitale, cioè oggetti che diventano quasi una cosa viva. Pensiamo alla carica emotiva che hanno i cimeli appartenuti a persone che non sono più nella nostra vita. Ecco, c'è chi ne apprezza più l'aspetto erotico.

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Prima di lei l'attrice Gwyneth Paltrow ha venduto una candela al profumo della sua vagina. Megan Fox e Machine Gun Kelly hanno messo in vendita collane con il sangue. Belle Delphine, star di internet e del porno, aveva già battuto tutti vendendo la sua acqua da bagno nel 2019, diventata virale e sold out in poche ore. Ma ci sono persone comuni e star di Onlyfans che vendono biancheria intima evidentemente usata. No: in Giappone non esistono distributori automatici di mutandine usate, però vengono vendute in negozi fisici specializzati.

la parola "feticcio" significa "incantesimo"

Siamo nel regno del feticcio, un territorio in cui le barriere tra desiderio sessuale, consumo e identità evaporano. Se la domanda è "perché desideriamo queste cose", rispondere è facile, suvvia. Quando compriamo l'acqua del bagno in cui si è immersa una celebrità che troviamo attraente, stiamo cercando molto più che un souvenir. È un rituale intimo, quasi religioso. È come comprare una reliquia. Un modo per possedere, letteralmente, una parte della persona che desideriamo. Il termine "feticcio" deriva dal portoghese feitiço (incantesimo, oggetto stregato) e nasce nel 16simo secolo tra le comunià di coloni europei, che lo usavano per descrivere gli oggetti di culto delle popolazioni dell’Africa occidentale. Oggetti e rituali che non capivano.

Questi oggetti - amuleti, statue, totem - erano considerati dotati di potere, spirito o forza magica. Il feticcio è quindi di per sé un oggetto sacro o magico, investito di potere vitale. In molte culture tribali, il feticcio protegge, guarisce, porta fertilità o punisce. È strettamente connesso all’animismo, la credenza che oggetti, animali o elementi naturali siano animati da uno spirito. In psicoanalisi (cioè Freud), il feticcio diventa un oggetto erotico sostitutivo, un frammento che rappresenta il desiderio, spesso al posto del corpo intero. Volendo sintetizzare: il feticismo è la pratica di investire oggetti di un potere extracorporeo — magico, erotico o economico — e si manifesta in religioni tribali, psicoanalisi moderna, pornografia e shopping online.

comprare mutande usate o l'acqua sporca della vasca di qualcuno

In un'epoca in cui la distanza tra star e pubblico si è ridotta drasticamente grazie ai social, la vera intimità resta un miraggio, oggetti come questi diventano un surrogato: una scorciatoia verso una connessione impossibile o temporaneamente inattuabile. Non è allora la cosa in sé che attira, ma l’idea che rappresenta: vicinanza, possesso, esclusività. Comprare la "saponata" di Sweeney o la candela di Paltrow significa dire: io posso avere ciò che è inaccessibile.

È una dinamica di potere rovesciata: la celebrità, come la persona comune che vende le proprie mutande usate, si fa volontariamente oggetto, il fan si fa possessore. Il marketing dell’erotismo grottesco. C’è anche un aspetto commerciale: oggi il corpo non si vende solo come immagine, ma in frammenti simbolici. Il disgustoso (come l’odore corporeo o l’acqua sporca) non viene più nascosto, ma venduto come esclusivo, sdoganando delle pratiche antichissime ma che l'ipocrisia moderna - e bianca e occidentale e puritana - aveva messo al bando. Il mercato del desiderio, come è giusto che sia, sta uscendo dalle logiche del puritanesimo.

gwyneth paltrow goop
gwyneth paltrow goop  (getty images)

La frammentazione simbolica del corpo è quindi un fenomeno antico ma che oggi, nell’era digitale e iperconsumista, assume nuove forme e intensità. È il processo attraverso cui il corpo - umano, ma soprattutto il corpo femminile e celebre - viene ridotto a singoli pezzi: i piedi, i capelli, la voce, l’odore, il sudore, l'acqua del bagno. Questi frammenti non solo acquisiscono significato autonomo, ma diventano oggetti di desiderio, commercio e, per l'appunto, feticcio.

Questa logica ha radici tutt'altro che pornografiche o erotiche, ma religiose e antropologiche. Nel Medioevo, le reliquie dei santi - un dente, un dito, un frammento di osso - erano oggetti sacri perché portatori del potere spirituale della persona. Oggi, la celebrità è una figura quasi religiosa e la sua fisicità frammentata diventa una reliquia secolare. Non vendono il “corpo intero”, ma qualcosa che lo evoca, lo rende toccabile. Pensiamo alle ciocche di capelli di Elvis Priesley vendute all’asta: non è il corpo intero che conta, ma la parte come simbolo, come “traccia” erotica.

La logica pornografica che si rivela del dettaglio, parlando di fetici, la individuiamo sugli zoom di piedi, mani, bocche. Questa estetica iper-segmentata è lo specchio visivo del nostro modo di desiderare: non più l’altro nella sua totalità, ma un punto focale che ci ossessiona. Il mercato oggi risponde di conseguenza: se vuoi un frammento, puoi comprarlo. Se non puoi avere la persona, puoi avere un feticcio carico della sua aura.

la candela che odora della vagina di Gwyneth Paltrow

Chiudiamo in leggerezza: elencando gli oggetti che più di recente sono stati messi in vendita dalle celebrità che hanno voluto lucrare, why not, sul sistema del feticcio. Non potevamo che iniziare dalla candela "This Smells Like My Vagina", di Gwyneth Paltrow. Lanciata da Goop, la candela ha fatto scalpore proprio per il suo nome provocatorio ma diciamo subito che non è realmente composta da secrezioni vaginali. Infatti, mescola geranio, bergamotto e rosa. Non soddisfatta, ne ha lanciata poi una all'odore di orgasmo

L’acqua del bagno di Belle Delphine prima di Sydney Sweeney: Belle Delphine, influencer e cosplayer, ha venduto “GamerGirl Bath Water” nel 2019, provocando isteria (e copie contraffatte) dell'acqua della propria vasca da bagno. Nel 2025, Sydney Sweeney ha fatto lo stesso, ma in versione luxury, con bottiglie numerate in stile profumo di nicchia. 

Prima di lasciarsi nel 2024, Megan Fox e Machine Gun Kelly hanno dichiarato di bere il sangue l’uno dell’altro “per amore” e hanno lanciato un profumo con l’essenza del loro legame, cioè al sangue. Ovviamente non è un prodotto che è stato venduto in massa ma ha fatto tendenza.

I piedi sono uno dei feticci più comuni tanto è vero che, oltre alle persone comuni che pare si facciano i miliardi, anche alcune celebrità monetizzano questo interesse pubblicando contenuti ad hoc o vendendo foto autografate. Cardi B ha scherzato sull’essere pagata per i piedi, mentre Bella Thorne ha creato contenuti specifici per i suoi fan.