Mai così tante persone single (eppure il single shaming è ancora tra noi)
In una cultura che attribuisce un valore sproporzionato alla situazione sentimentale delle persone resiste ancora il mito del lieto fine.
E infatti resiste anche il single shaming, dove le donne single meritano un discorso a parte.
Benvenuta nel futuro: dove i single non esistono perché ci sono le app ultratecnologiche che ti garantiscono non solo di trovare l'amore, ma proprio l'anima gemella, grazie al DNA o chissà cos'altro. Quando meno di quattro anni fa uscivano serie come The One o episodi di Black Mirror come Hung the Dj pensavamo che questo futuro futuribile sarebbe rimasto utopico anzi distopico per chissà quanto tempo ancora. E invece eccoci. Il single shaming non è mai arrivato così in alto.
Quante volte la paura di stare da soli ci spinge in relazioni sentimentali in cui non crediamo davvero?
Non c'è più la velata compassione per chi è single, soprattutto se non più giovanissimo o giovanissima: oggi attraversiamo rapidamente il concetto del single shaming per passare direttamente a come risolvere "la cosa" tramite dating app sempre più evolute e compromessi vari ed eventuali. Perché purtroppo essere single è ancora visto come una cosa che va risolta. E le serie di cui sopra problematizzano la questione del single shaming ma in mezzo a molte altre questioni (avanzata tecnologica, cultura del profitto, iperperformatività, il controllo delle masse da parte di mega aziende / istituzioni). Il che impedisce a moltissimi dei fruitori di concentrarsi sul fatto che ancora oggi le persone single sono viste come casi da risolvere.
fare shaming contro chi evade dai ruoli
Non ci siamo spostate di un metro o quasi, dall'idea che sposarsi sia un imperativo, una tappa che nella vita prima o poi si deve raggiungere: il tema è “quando”, non “se”. E questo nonostante il numero di persone single nel mondo cresca vertiginosamente. Italia compresa. In Italia i single superano le coppie con figli, dice l’Istat: sono oltre 8 milioni e rappresentano il 33,2 per cento degli italiani. In particolare sono 3 milioni e 331mila i single per scelta. Ma tant'è. E accade perchè le abitudini sono dure a morire. Storicamente era impensabile che una persona potesse raggiungere la felicità senza una relazione fissa, peraltro canonizzata da un rito. Ed è stato a lungo impensabile che si vivesse da sole, se donne. E anche se non ci sono più norme sociali che vietano alle persone di vivere sole (per quanto il costo della vita sia talmente alto che di fatto è un divieto a vivere da soli), l'idea che felicità uguale vita di coppia è ancora profondamente radicata nella società e pressa psicologicamente moltissime persone. Alcune si affiancano a partner nell'idea che uno vale l'altro tanto l'amore svanisce, altre compatiscono chi è single. Di conseguenza, molte persone che non hanno una relazione si ritrovano compatite o addirittura derise, per il fatto di essere single.
single shaming: dannoso per la salute mentale (collettiva)
Questo comportamento è noto come "single shaming". Nella migliore delle ipotesi è solo fastidioso, mentre nel peggiore dei casi è dannoso per la salute mentale. In tutti i casi è socialmente distruttivo perché alimenta la cultura eteropatriarcale della coppia a tutti i costi: coppia quindi famiglia, quindi bambini e tutto il carrozzone di stereotipi e ruoli di genere più o meno violenti. Letteralmente l'espressione vuol dire vergogna di essere single. Come si manifesta? Nel chiedere a qualcuno perché è "ancora" single e assicurargli che "troverà presto la persona giusta", supponendo quindi che sia una fase quella che vive, peraltro suo malgrado quindi con ansia e tristezza. La pratica di fare single shaming nasce dalla cultura eteropatriarcale che si basa a sua volta sui pregiudizi negativi sulle persone che non sono sposate o almeno conviventi a lungo termine: persone che devono essere per forza tristi o che forse hanno qualcosa che non va. Il single shaming è presentissimo, ancora. I dati di un sondaggio condotto dal servizio di incontri Match e poi diffusi da BBC Worklife, mostrano che il 52 per cento dei single (intervistati) del Regno Unito dice di aver sperimentato “vergogna da single”. E anche se il 59 per cento ha affermato di essere “contento della propria situazione sentimentale”, sono stati comunque oggetto di domande intrusive da parte di amici, familiari, colleghi di lavoro. Quindi vediamo che anche se le persone single sono spesso serene, sia che sia una scelta che una circostanza temporanea, subiscono ancora la pressione esterna.
In una cultura che attribuisce un valore sproporzionato alla situazione sentimentale delle persone resiste infatti ancora il mito del lieto fine, insieme al non detto (ma esplicitato in molti modi) secondo cui ogni donna dovrebbe sposarsi entro una certa età. E infatti le donne single meritano un discorso a parte.
zittella contro scapolo
Le donne single fanno parte di uno dei gruppi più stigmatizzati che ci rifiutiamo di riconoscere. Anche gli uomini single ovviamente devono affrontare lo shaming, lo stigma, ma non nella stessa misura. Basti considerare il contrasto tra il termine “zitella” e il termine “scapolo”: i frutti marci della bugia culturale secondo cui una donna non può dirsi realizzata finché non cammina lungo la navata o almeno non ha un anello al dito. Zitella contro scapolo, quindi, è il peso delle culture che enfatizzano il matrimonio e l’avere figli come la misura della validità di una donna e che descrive gli "scapoli" come esseri divertenti, eternamente bambinoni, che vivono la loro best life finché non “mettono la testa a posto”. Ma viene detto sempre con quel tono spensierato che distingue tutti i discorsi sui maschi e le loro prerogative. Come ci spiega l'Accademia della Crusca: una donna single in italiano si può definire nubile oppure zitella ma non sono termini intercambiabili, come lo sono invece celibe o scapolo. “Zitella non può sostituire nubile se non in un registro fortemente colloquiale e informale”. E continua “Nell’uso odierno zitella conosce solo l’accezione spregiativa ancor più evidente negli alterati che ne derivano: zitellaccia, zitellina, zitellona, mentre scapolone conserva una connotazione positiva”. Per esempio “Scapolo impenitente, anche di età avanzata”.
Secondo il luogo comune – che non è né utile a nessuno né scientificamente provato – le donne si preoccupano più degli uomini di sposarsi, per questo le donne single sono più spesso soggette a domande fastidiose sulla loro vita sentimentale o sessuale. E infatti sono ancora tante le donne single intelligenti e risolte convinte che manchi loro qualcosa, perché la narrazione ha insegnato loro che “da qualche parte esiste la persona giusta”. Quindi si domandano se non ci sia qualcosa di sbagliato in loro. Ma questa è una convinzione totalmente distorta che riflette una norma culturale totalmente distorta, per quanto radicata e diffusissima. Ma perché nonostante l'attivismo, la rappresentazione di persone single e favolose, quella (politica) delle persone aromantiche si continua a credere che essere single sia una cosa brutta, una fase, una condanna? Abbiamo bisogno di più Samantha Jones e meno amiche che ci chiedono di sforzarci di essere “brave” altrimenti non ci vorrà nessuno.