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Raffa, il ritratto inedito di un’icona senza tempo

 Raffa, il ritratto inedito di un’icona senza tempo
Dal 6 al 12 luglio 2023, il docufilm Raffa sarà disponibile nelle sale cinematografiche. Il tributo necessario a un'icona immortale.
di Roberta Lippi

Esce finalmente nelle sale cinematografiche Raffa, il documentario dedicato a Raffaella Carrà. Il 5 luglio saranno trascorsi due anni da quando l’icona della tv italiana è scomparsa, e bisogna ammettere che abbiamo lasciato passare troppo tempo senza riconoscerle il giusto tributo.
Mentre Madrid le dedicava una piazza in una delle zone più conosciute della movida, ovvero Malasaña, riconoscendole così anche il ruolo avuto nel traghettare il Paese dal franchismo verso un’estetica almodovariana e il coraggio di fare Fiesta senza limiti, mentre sempre la Spagna le dedicava, ancora in vita, addirittura un film musical (Ballo Ballo), in Italia, a parte sporadici tributi partiti “dal basso”, come il Pride di Roma del 2022 a tema “Rumore” o il libro di Paolo Armelli, dovevamo proprio aspettare questo docu-film di Daniele Luchetti per concedere al nostro cuore la giusta riconoscenza e affetto per un personaggio che ha fatto la storia della televisione italiana e contribuito a cambiare la vita di tante persone.

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Un’affermazione che può apparire estrema se non si conosce fino in fondo l’evoluzione del personaggio Raffaella Carrà e quello che ha rappresentato per intere generazioni la sua determinazione: arrivare nonostante non si sia “la preferita”, sbaragliare le carte in un’Italia bigotta a cui si mostra l’ombelico, ricoprire di paillettes e magia i sogni di pre-adolescenti che si vivevano in un modo e dovevano per forza essere in un altro, sollevare le ansie di un Paese spaventato dagli anni di piombo.
Ed è anche per questo che si prova una certa commozione immergendosi in queste tre ore di racconto, che ripercorrono una vita che è spaccata in due, con una Raffaella che si definisce doppia, come il suo segno, in una danza perpetua tra Raffaella Pelloni e Raffaella Carrà: la prima alla ricerca dell’approvazione che la seconda può portarle, la seconda pronta a realizzare le ambizioni della bimba che ha desiderato amore per tutta la vita, orfana della figura di un padre che se ne va dalla famiglia troppo presto.
Non è dunque un caso se è forse la figura maschile quella che emerge come più problematica in questo racconto cronologico. I due compagni storici, Gianni Boncompagni e Sergio Japino, ricoprono ruoli diversi ma in fondo simili nella vita di Raffaella: nessuno dei due è il grande attore hollywoodiano a cui sicuramente l’artista avrebbe potuto avere accesso. Raffaella s’innamora invece di uomini che possono “presiedere” la sua vita e dirigerla sul lavoro, anche se, in fondo, non ne aveva alcun bisogno, soprattutto per quanto riguardava il palcoscenico. Ma, come ricordano le tante persone intervistate in questo progetto, era sì unica, non convenzionale, energica, determinata, disciplinata ma, come spesso accade, anche molto insicura. Insicura di un’insicurezza che si portava dietro dall’infanzia e grazie alla quale forse è riuscita a entrare così profondamente nei cuori delle persone di mezzo mondo durante i lunghi anni del suo successo, quelli in cui faceva e disfaceva, ripartendo sempre da una cosa nuova quando la precedente si era esaurita. 
Questo docu-film ha la forza di mostrarci la parte di Raffaella che abbiamo sempre intuito e mai davvero conosciuto, l’irrequietezza di una ragazza sensibile e ambiziosa, con i suoi alti e bassi, con le sue rigidità (che tanto hanno coinvolto anche le persone che lavoravano con lei), con la sua voglia di amare e essere amata, argomento a lei caro ma che forse è rimasto troppo a lungo sospeso. Un giornalista le chiede: “Chi vorrebbe essere se non fosse Raffaella Carrà?” e lei risponde “Raffaella Pelloni”. Come a dire a se stessa quanto le sarebbe piaciuto riappropriarsi davvero di quella parte di sé che aveva dovuto inevitabilmente immolare alla notorietà. La nostra Raffaella nazionale si è lasciata divorare dallo schermo e lo ha divorato per regalare al pubblico tutta la Raffaella possibile, e morire poi in silenzio, senza comunicare la sua malattia neppure alle persone più prossime. Andandosene come una vera diva, o forse, semplicemente, finalmente, soltanto come “la Pelloni”.

 

Raffa sarà disponibile nelle sale cinematografiche dal 6 al 12 luglio 2023