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Più le donne abbracciano il progresso, più gli uomini reagiscono (diventando sessisti): gli studi

Lo avevamo notato, ma per carità: lo dicono gli studi che, dalla Spagna alla Corea del Sud, registrano un aumento della violenza sessista degli uomini ogni volta che le donne aprono bocca su questioni di genere.

Al netto di fenomeni come le trad wives, fortunatamente limitati, esistono delle ricerche che su scala globale mostrano come le donne stiano diventando una categoria sempre più progressista. Secondo alcune teorie, e non è nemmeno la prima volta, è proprio la spinta progressista delle donne a creare, di rimbalzo, un clima reazionario tra i maschi. Ogni volta che le donne, da qualche parte, si inalberano per chiedere più diritti, gli uomini reagiscono male: diventano sessisti, misogini e violenti (e votano partiti di estrema destra).

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più le donne sono progressiste, più gli uomini sono conservatori

Per esempio, su The Atlantic sono state citate delle fonti che confermerebbero questa ipotesi. Uno studio condotto in Spagna ha evidenziato che, dopo la Marcia femminista del 2018, si è verificato un aumento del sessismo ostile, che a sua volta ha portato a un incremento dei voti per il partito spagnolo di estrema destra Vox. Ed è un chiaro esempio di come il patriarcato sia una ideologia reazionaria. Qualcosa di simile si sarebbe verificato in Corea del Sud, dove il crescente conservatorismo maschile sta coincidendo con l’esplosione del movimento #MeToo: la Corea del Sud è infatti una società che in linea teorica idealizza l’armonia collettiva, ma che sul piano pratico ha un problema diffuso di spycam (vengono rubati e diffusi i video delle telecamere di bagni, camerini, spogliatoi), di molestie sessuali e di diffusione non consensuale di materiale intimo. In risposta a questa realtà che non sembra suscitare l'interesse delle autorità, le donne si sono mobilitate a migliaia per marciare e protestare. Ma proprio questa mobilitazione avrebbe innescato la risposta maschile: un forte movimento reazionario di solidarietà maschile e sessismo.

In entrambi i casi, Spagna e Corea del Sud, le donne che manifestano, che alzano la voce e che si oppongono a violenze sistemiche e non punite, hanno generato nei maschi una reazione violenta che si esprime nelle posizioni e nei linguaggi sessisti e misogini. E se di per sé è un problema, val la pena di dire, che questo sentimento di astio maschile viene strumentalizzato dai politici di estrema destra per ottenere consensi. Piccola parentesi: in Spagna è proprio il partito di Vox a usare la retorica delle false accuse di stupro per screditare le istanze legate al genere e in Corea del Sud il presidente eletto ha basato la sua campagna elettorale sulla promessa di abolire il Ministero per le Pari Opportunità, posizionandosi apertamente contro il femminismo.

Ma il tema non è come la politica si serve dei maschi offesi dalle donne che li accusano perché non vogliono essere riprese nude di nascosto, il tema è che, grazie a i maschi che si offendono perché le donne reagiscono alle loro violenze, stiamo assistendo a una normalizzazione del conservatorismo e a una creazione del nemico in quel femminismo violento che di certo esiste, ma che non è quello più diffuso.

altri studi e i social: i maschi si vantano del loro essere retrogradi

Esistono altri studi recenti che evidenziano il crescente clima reazionario tra gli uomini, specialmente tra i più giovani. Sul Financial Times si legge di dati raccolti in oltre venti Paesi che rilevano come, mentre sempre più giovani donne abbracciano valori progressisti, i loro coetanei maschi tendono ad adottare posizioni più conservatrici. Questo ha portato a un "divario ideologico" di circa trenta punti tra ragazze e ragazzi della Generazione Z, in particolare su questioni di genere.

Anche in Francia, l'Haut Conseil à l'Égalité entre les femmes et les hommes ha segnalato una crescita di atteggiamenti maschilisti tra gli uomini più giovani: secondo un report di gennaio 2024, il 28 per cento dei ragazzi tra i 25 e i 34 anni ritiene che "gli uomini siano fatti per occupare posti di controllo più delle donne", rispetto al 9 per cento nella fascia 50-64 anni. Inoltre, il 52 per cento di questi giovani uomini percepisce un "accanimento contro gli uomini".

Sui social media, piattaforme come TikTok hanno visto l'emergere di figure maschili che promuovono comportamenti violenti e possessivi, soprattutto, ancora, tra la Generazione Z. E queste rappresentazioni possono influenzare eccome la percezione delle disuguaglianze di genere e contribuire alla normalizzazione della violenza, sulla base di un falso storico: il femminismo raccontato come “nemico” e come “minaccia”.

Alla base di espressioni sessiste e misogine ci sono sempre delle accuse di estremismo che i maschi muovono verso il femminismo. Ma non sono altro che un modo per screditare in generale le istanze femministe più banali, come l'equo compenso o il diritto all'aborto. I maschi reazionari credono davvero che il femminismo sia una minaccia? Sì, perché aprire un articolo o leggere un libro è molto più faticoso rispetto alla visione di un reel di trenta secondi in cui l'influencer machista di turno racconta quanto le femministe che vogliono l'equo compenso odino i maschi.

l'effetto backlash dell'effetto backlash: reagire alla reazione

Ma in questo clima di ignoranza da social, dove l'odio reciproco crea engagement, a nessuno interessa quale sia la verità. E poi proprio dai social emergono le voci femministe più feroci, che, sebbene servano anche loro alla causa, non sono le uniche. Questi fenomeni innescano una reazione, o "backlash": in risposta ai progressi del movimento femminista e alle crescenti richieste di uguaglianza di genere da parte delle donne – o in generale di minoranze sociali che vorrebbero pari diritti – gli uomini, dalla cima della piramide del potere, lanciano pietre. Non vogliono ascoltare.

Quindi, mentre molte donne giovani vivono sulla loro pelle le violenze e le disuguaglianze e manifestano per le strade o ne parlano sui social, una parte dei giovani uomini sembra rispondere con un rafforzamento di quegli atteggiamenti conservatori e maschilisti che quella violenza e quella disuguaglianza la creano e la nutrono ogni giorno. Soluzioni a portata di mano? Resistere: di certo non sarà la paura del conservatorismo maschile a impedire alle donne di pretendere l'uguaglianza. I rigurgiti sessisti sono esplosi dopo ogni conquista femminile, le donne non si sono mai fermate.