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Esplode il fenomeno "nonnamaxxing": ma siamo sicure di sapere tutto delle vite delle nonne italiane?

Nonnamaxxing: le nonne italiane diventano icone di benessere e incarnazione della vita lenta. 
Ma siamo sicure di riconoscere il prezzo che molte di esse hanno pagato quando erano ragazze?

Quando il collega di The Guardian ha chiesto alla giovane intervistata cosa fa per mettere in pratica il nonnamaxxing, (nuovo trend che consiste nel massimizzare la propria vita affinché somigli a quella delle nonne italiane) la ragazza ha risposto: «Passeggiando, cucinando per gli altri, trascorrendo del tempo con la famiglia e impicciandomi degli affari di tutti».

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di cosa parliamo quando parliamo di nonnamaxxing

Al netto del fatto che potrebbe benissimo trattarsi di un ennesimo trend legato all'attuale (ridicola) ossessione per la massimizzazione di ogni cosa, il nonnamaxxing si aggancia a un'idea di vita lenta e soprattutto analogica, che pare sia aspirazionale già da un pezzo tra giovanissimi e frustrati nativi digitali. Così hanno silenziato le notifiche e scelto di accendere un simbolico forno per "cucinare per tutti".

La parola nonnamaxxing significa, letteralmente "massimizzare la nonna": cioè prendere in prestito lo stile di vita delle nonne italiane e trasformarlo in un antidoto allo stress, alla fretta e alla produttività obbligatoria.

Il termine unisce la parola italiana "nonna" al suffisso inglese "maxxing" usato online per indicare il potenziamento estremo di qualcosa (esiste pure il Chinamaxxing che massimizza lo stile di vita cinese). E qui si tratta di massimizzare la lentezza, la cura, la presenza, il buonumore, che vengono stereotipicamente affiancati alla figura della nonna italiana, immaginata seduta su una sediolina in un vicolo di qualche paesino mentre attende che sia pronta la salsa di pomodoro.

In un’epoca che misura tutto in performance, il nonnamaxxing si propone come una piccola rivoluzione: vivere meglio facendo meno, ma facendolo con più attenzione e al centro c’è appunto lo slow living, una specie di dolce far niente che non coincide con l’ozio passivo, ma con il diritto al riposo senza senso di colpa. 

profumo di basilico e sorrisi: le nonne italiane nella lente dello stereotipo

Le nonne in questo immaginario vivono fuori dalle dinamiche dei social e della pressione: apparecchiano, impastano, annaffiano il basilico, chiacchierano tra amiche e si siedono sotto al sole. Agli occhi di molti giovani il nonnamaxxing passa ovviamente anche dalla cucina: mani perennemente in pasta e piatti della tradizione preparati in casa come gesto di cura e di benessere.

Nella sua dimensione "sociale", la vita da nonna italiana - per come è immaginata - è positivamente carica del senso della famiglia e di comunità. È fermarsi a parlare senza telefoni che suonano, ricordarsi i compleanni, portare qualcosa da mangiare a qualcuno e partecipare alla vita del quartiere. In questo senso il trend intercetta un bisogno di cui abbiamo già parlato: quello di relazioni meno rapide o performative e più concrete.

Il fenomeno del nonnamaxxing ha attirato l’attenzione anche di media internazionali come appunto The Guardian perché, intanto, arriva da fuori: arriva cioè da giovani della Gen Z che vivono fuori dall'Italia, e poi perché è il sintomo di una esigenza evidentemente condivisa, cioè trovare nel passato delle vie di fuga al presente. 

le nonne italiane sono state ragazze: chiediamo loro che vita hanno avuto

Secondo noi andrebbe però evitata una lettura troppo romantica della vita delle nonne italiane. L'idea che circola online è molto, molto stereotipata: grembiule, pasta, sorrisi a mai finire, saggezza popolare, sedioline pieghevoli sulla strada davanti casa e profumo di basilico. Ma moltissime nonne reali non hanno avuto vite lente né leggere: hanno lavorato duramente, spesso senza riconoscimento, dentro a regole sociali e di genere che lasciavano poco spazio alla libertà personale e ai sorrisi, o al basilico, oltre che all’indipendenza economica e libertà alla scelta.

Per questo crediamo che il nonnamaxxing non vada trasformato in una esaltazione di icone decorative che nei fatti non esistono, piuttosto è l'occasione per chiedere alle nonne - italiane e non - come stanno davvero, che vita hanno avuto e se sono davvero "felici" per come la narrazione le descrive. Per molte la vita è stata faticosa, non possiamo pemetterci di dimeticare il prezzo che hanno pagato prima di diventare allegre nonne felici.