Perché sono tutti impazziti per Nobody Wants This?
Condividi su
Inizieremo con un affermazione forte: Nobody Wants This, la serie Netflix arrivata sul piccolo schermo il 26 settembre con Adam Brody e Kristen Bell, è un'occasione sfumata per parlare dell'amore a 40 anni. Sono consapevole di trovarmi in una minoranza piuttosto schiacciante perché tra TikTok, riviste online, Reddit e qualsiasi altra forma di comunicazione umana, non si trova una singola recensione negativa di Nobody Wants This. C'è chi lo paragona a Fleabag di Phoebe Waller Bridge - giudizio che mi preme personalmente di sfatare - chi parla dell'inequivocabile alchimia tra Adam Brody e Kristen Bell - ma davvero? - chi dice che non vedevamo una rom com così edificante da tempo. Ma a ben guardare nel catalogo Netflix, di altri titoli del genere, e anche meglio riusciti, ce ne sono. Ma facciamo un salto indietro.
Nobody Wants This ha raggiunto in qualche giorno (anzi qualche ora, giusto il tempo di una maratona) l'interesse di un numero incalcolabile di spettatori attorno al globo. Il merito è di Erin Foster, creatrice, sceneggiatrice e showrunner della serie che prima di tutto ha fatto centro con il casting. Riunire in un solo colpo due icone dei primissimi anni 2000 non è da tutti: così Kristen Bell (Veronica Mars) e Adam Brody (The O.C.), che per la cronaca sono amici da anni, si trovano a condividere il set. Lei interpreta i panni di una showrunner di podcast, Joanne, insieme alla sorella Morgan. Lui è invece calato nel ruolo di Noah un rabbino di spicco nella comunità. Senza grossi spoiler: i due si incontrano a una cena di amici comuni, si piacciono e, tra scaramucce più o meno grandi, approfondiscono la loro relazione.
Teen drama per Millennial o amore adulto?
Ciò che è piaciuto a tanti è il fatto che i personaggi creati da Erin Foster siano piuttosto lineari, senza grandi traumi o dipendenze, e che fin dal minuto uno, Adam Brody sia il sexy bravo ragazzo disposto a curare ogni ferita di Kristen Bell. Realizzato nella carriera e nella vita, il rabbino Noah sa cosa vuole, tanto che spesso si fa carico anche delle insicurezze di Kristen Bell. Un gesto eroico (dicono) ma che porta inesorabilmente a una riflessione parallela: non è che nel tentativo di rendere intrigante il bravo ragazzo si è finito per stereotiparlo? In una serie che viene retta da due singoli protagonisti è la rotondità dei personaggi, la capacità di farne trasparire sullo schermo persino il retropensiero, a rendere uno show un grande show. In Nobody Wants This, Joanne e Noah risultano a tratti unidimensionali e, anzi, alcune scene danno l'idea che i due protagonisti si trovino proprio fuori posto. Mi spiego meglio: nel secondo episodio, quando i genitori del rabbino si precipitano a casa sua facendogli giurare di non frequentare una ragazza che non appartiene alla comunità, i protagonisti vengono scaraventati all'interno di un teen drama. Com'è possibile altrimenti che la relazione tra un uomo e una donna di 44 anni siano minacciate da una strigliata materna? Un momento simile è quando Joanne si trova al campeggio per la prima fuga romantica con il suo innamorato e, dopo aver consultato le adolescenti che si trovano insieme a loro, si fa assalire dai dubbi sulla relazione con Noah, tanto da scappare verso la città, lasciandolo solo. Verso la fine dell'episodio, Joanne aggiunge poi riferendosi al gruppo di ragazzine: "Per me è importante la loro opinione". Una dissonanza piuttosto grande tra quello che potrebbe essere il reale pensiero di una over quaranta e il personaggio sullo schermo. L'impressione quindi è che l'ottima occasione per raccontare il mondo del dating tra più-che.adulti viene un po' persa in favore di accorgimenti da teen drama.
La storia vera dietro a Nobody Wants This
Nella trama di Nobody Wants This c'è molto della vicenda personale dell'autrice, Erin Foster, che si è ispirata al modo in cui lei e il marito si sono conosciuti e innamorati e a come, alla fine, Foster si sia convertita all'ebraismo per lui. E forse in tutto questo c'è un'altra grande falla: nel tentativo di romanticizzare sullo schermo la propria vita Foster ha finito per rendersi fin troppo perfetta, fin troppo patinata, giusta in ogni risposta e in ogni scelta (persino quella più sbagliata). Per non cadere nell'errore, i guizzi comici risultano piuttosto prevedibili, gli sguardi di intesa persino troppo frequenti e il tutto sembra un tantino artefatto, come la pelliccia di cincillà (finto) che Joanne indossa nel primo episodio. Finisce così che anche la possibilità di immedesimarsi in Joanne o Noah, per quanto nettamente più puliti della Mickey dei Love e meno psicopatici di un James di The End of The F***ing Word, risulti poco plausibile. Come possiamo sentirci affini a questo stuolo di personaggi decisamente benestanti? Così tanto da potersi permettere enormi ville sulle colline di Los Angeles, lì dove si accomodano ai vertici della scalata sociale, a un passo da Hollywood.
Nobody Wants This e le altre serie
Al netto della salubrità del rapporto che si instaura tra Noah e Joanne, ciò di cui risente la trama è quella mancanza di suspance, d'imperfezione, quella risata amara e viscerale che ha reso Fleabag di Phoebe Waller Bridge un capolavoro. Non c'è bisogno che l'interesse amoroso della protagonista sia un prete cattolico (e quindi non sentimentalmente disponibile) per rendere uno show rotondo, ma di certo aiuta nell'aumentare la complessità della trama e dei personaggi, a renderli così sbagliati da poterci specchiare in loro. Lo stile di Waller Bridge e di Foster sono ciò che di più lontano ci potrebbe essere nella storia della serialità e, proprio per questo, non c'è nei due prodotti una similitudine che non sia quella religiosa.
Ovviamente non a tutto il pubblico interessa soffrire mentre guarda una serie tv e, anzi, a volte non c'è cosa più bella di somministrarsi una dose di umorismo leggero e sognante, per togliere dalle spalle il peso di lunghe giornate e pensieri negativi. E dove, nella vita reale (lo dimostrano i tantissimi commenti su Reddit) può essere complesso incontrare un partner che sia in grado di essere presente, disponibile, interessante e interessato, Nobody Wants This riesce a portare almeno sullo schermo una relazione in cui tutto procede senza grossi drammi. Evidentemente la fame del pubblico di una relazione sana con il bravo ragazzo, realizzato nella vita e con se stesso, è tanta. Questo però non è il primo esperimento Netflix di una serie incentrata unicamente su una coppia, o meglio, due individui e il loro percorso umano, come singoli e in relazione. Tra gli esperimenti meglio riusciti possiamo citare la comica Love di Judd Apatow (2016-2018), la dark The End of The F***ing Word (2017) con Jessica Barden e Alex Lawther, o il più recente Heartstopper (2022-in corso) basata sul libro di Alice Oseman. Dategli una chance e poi ci aggiorniamo.
Condividi su