Madri morte e traumi infantili: se è normale sottoporre i bambini alle tragedie
Bambi, La Sirenetta, Cenerentola, il Re Leone, la Bella Addormentata, Biancaneve (e pure Batman): dove sono le madri dei protagonisti dell'infanzia?
Sono tutte morte. È arrivato il momento di parlarne.
Prima un elenco dei film e cartoni animati in cui la madre è morta (o assente) per capire l'entità del problema: Il Libro della Giungla, Harry Potter, Alla ricerca di Nemo, Batman, Cenerentola, Biancaneve, La. bella addormentata, Red e Toby nemici amici, ovviamente Bambi, La Sirenetta, il Gobbo di Notre Dame, Tarzan, Lilo e Stitch, Chicken Little, Oceania, Aladdin. E ne dimentichiamo di certo qualcuno.
Gli eroi e le eroine della maggior parte dei film e soprattutto di quelli Disney provengono da contesti familiari instabili, la maggior parte di loro sono orfani della madre (quando non di entrambi i genitori) e spesso si trovano a subire le angherie di matrigne cattive.
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il cliché la madre morta nei cartoni animati
Una diffusa leggenda metropolitana spiega in parte il fenomeno della madre morta, almeno rispetto ai lungometraggi Disney: il fondatore della casa di produzione è rimasto orfano della madre, Flora, morta nel 1938 a causa di una fuga di gas nella casa che Walt e suo fratello avevano acquistato per lei. Ma è una bugia. Biancaneve e i sette nani è uscito l'ìanno precedente e aveva già aperto le danze alla ricorrente questione della madre assente (e della matrigna cattiva). Infatti è già nelle trame originali delle fiabe e favole da cui sono tratti i lungometraggi che si nota l'assenza della madre. Come si vede dalla storia originale di Cenerentola del 1923 o in Bambi.
Secondo Wikipedia, alcune femministe (come Amy Richards) credono che la morte della madre biologica del protagonista o della protagonista sia un evento necessario e funzionale a creare un interesse drammatico: se le madri fossero presenti e svolgessero il ruolo genitoriale di guida e protezione, non ci sarebbe alcuna vicenda a cui appassionarsi. Naturalmente, in tutti questi prodotti, è spinta l'ideologia secondo cui un padre - che sono quasi sempre presenti - non è bastevole a coprire da solo il ruolo genitoriale. Nel senso: questi prodotti vogliono suggerirci che una famiglia felice è quella in cui la mamma è presente, ma laddove la mamma non c'è succedono cose brutte (pure se poi c'è il lieto fine).
Sì, è vero: ai tempi della stesura delle trame originali si moriva spessissimo di parto. Ma molti degli esempi a cui possiamo fare riferimento sono di cartoni animati o film abbastanza moderni e come viene stravolta parte della trama perché si adatti alla morale contemporanea, si potrebbe evitare di sottoporre bambini e bambine al trauma della morte (della madre, peraltro: figura che nel frattempo viene presentata come unica e insostituibile da pubblicità e altri film).
Esiste anche un'altra pagina di Wikipedia ed è sulla “Mortalità materna nella narrativa” . Nella letteratura fantasy la morte di una madre al momento del parto è uno strumento potente che colloca il bambino sopravvissuto in un ambiente ostile - proprio per via dell'assenza della madre - e che deve essere superato. C'è anche un'altra questione: quella del divorzio. Fino a un certo punto, per quanto la legge consentisse di divorziare, in America era proibito parlare di divorzio. E i film per bambini vengono quasi tutti da lì. La maggior parte delle trame di conseguenza si attengono a uno schema di personaggi che privilegia, per assenza anche di tempi e risorse, al genitore rilevante. Trame che generalmente coinvolgono un genitore tutt’altro che ideale (e la mamma non si tocca quindi deve essere per forza il padre, uno zio, la matrigna) e un bambino problematico.
la mamma in vita influenzerebbe tutta la trama
Come abbiamo detto, la mamma morta mette il bambino in una situazione nuova (e spaventosa, avventurosa, di conflitto, di crescita) in cui spesso ha bisogno di superare ostacoli e imparare a sopravvivere senza un ruolo materno. E anche se in alcuni prodotti anche i papà sono assenti o morti, quelli in vita non influenzano affatto la trama che si inpernia tutta sull'assenza della madre. Anche perché i papà sono spesso uniti in seconde nozze con donne che ci vengono presentate come orrende e cattivissime. Ciò è dovuto al fatto che le donne sono generalmente previste e scritte come badanti, mogli e madri, mentre agli uomini raramente viene assegnato questo ruolo (banalmente "genitoriale").
Ma quando si ha una mamma morta significa che si ha anche una moglie morta, e una moglie morta significa che c'è un padre vedovo che cerca di assumere il ruolo di genitore in modo spesso goffo, quando lo fa. Si prende cura dei suoi figli, cucina e cerca di essera una guida. Cosa che non farebbe se ci fosse la madre viva. Quindi uccidere la madre consente al padre di ricoprire un ruolo che non è tradizionalmente maschile? Sì.
i padri che fanno "le madri" (se non sposano le matrigne)
Esaminando il cliché della mamma morta The Atlantic si chiede se l'obiettivo inconscio di questi film senza madri è quello di nascondere la realtà o se è di incoraggiare gli uomini a essere "materni" suggerendo che i padri sarebbero migliori delle madri se solo ne avessero la possibilità. La critica del collega ha un che di verosimile perché la "mamma morta" consente al papà vedovo di vivere una gamma completamente nuova di emozioni che i personaggi maschili generalmente non riescono a provare. Le mamme morte permettono ai papà/personaggi di essere sensibili, premurosi, tristi. I padri vedovi possono sfuggire al machismo, alla mancanza di emozioni, alla violenza e al ruolo di maschio alpha che i personaggi maschili generalmente ricoprono nei media. Ma è davvero necessario uccidere la madre per permettere alla trama di svolgersi? Nel senso: perché una donna deve morire per rendere migliore o più avventurosa la vita di tutti gli altri?
in conclusione
Per fortuna è ancora Disney a proporci nuovi modelli. Ma abbiamo vissuto un'infanzia in cui i protagonisti e le protagoniste del nostro quotidiano vivevano tragedie immonde: orfanotrofi, violenze, madri uccise, madri ingabbiate (Dumbo). La questione della madre morta non è che uno dei molti traumi a cui ci hanno educate ed educati. In quale mondo giusto e civile si sceglie deliberatamente di sottoporre bambini e bambine a storie atroci come quella di Pinocchio, per esempio, ma si accusano gli autori di "propaganda" se la famiglia che scelgono di mettere in scena è composta da due mamme? Quante probabilità ci sono che i bambini vedano morire la propria madre sotto i colpi di un fucile, mentre la neve cade copiosa, come in Bambi, se vivono in Italia? E quante di incontrare famiglie omogenitoriali? Chiediamoci infine, perché continuiamo a normalizzare la violenza e a darla in pasto ai piccoli come fosse una sana minestra di verdure.