La libertà è dipinta come un peso, la maternità come rifugio: così gli USA hanno ottenuto l'esclusione delle donne
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Cosa sta succedendo, in breve: intellettuali e personalità della politica si chiedono come mai siano molte le donne a cui piace Donald Trump nonostante sia evidente che la sua linea politica preveda esplicitamente la subordinazione delle stesse attraverso la negazione dei diritti fondamentali (quello di scegliere quando e se diventare madri, per esempio) e l'alimentazione di tutte le forme di discriminazione di genere (e non solo quelle) mediante progetti mirati, interventi sessisti e prese di posizione ultraconservatrici.
Ebbene: Donald Trump e il suo staff hanno lusingato le donne statunitensi, promettendo loro una "via di fuga al burnout" tipico della vita contemporanea di qualunque professionista. Come? Facile: chiudetevi in casa e tornate a fare solo le madri. All'amministrazione conviene; è più facile eliminare forza lavoro sottopagata e infelice che costruire servizi alla cittadinanza e sistemi di sostegno all'autonomia e alla vita (soprattutto delle madri) e soprattutto, in questo modo si procede verso un modello di società ultraconservatrice in cui a lavorare, ad avere soldi, quindi potere, sono solo i maschi. Meglio se bianchi.
la libertà delle donne è raccontata come un peso inutile
Quando un movimento politico propone alle giovani donne un ideale rassicurante (meno burnout, più bambini, ritorno ai valori tradizionali) non sta semplicemente offrendo consigli di stile di vita. Sta, in realtà, normalizzando un modello di subordinazione e limitando lo spettro delle possibilità. Ed è inquietante. La retorica conservatrice non è neutra: dipinge la libertà femminile come un fardello e la realizzazione personale come incompatibile con la maternità.
Promuovere la nostalgia per un passato idealizzato e insesistente significa manipolare le aspirazioni delle giovani donne, facendo leva sulle paure del burnout, della solitudine o della carriera frustrata. In cambio, viene offerta una promessa illusoria di protezione e riconoscimento sociale. Il pericolo non risiede soltanto nelle scelte personali che una donna può fare, ma nella costruzione culturale che le attribuisce valore in funzione della riproduzione e dell’adesione a un modello patriarcale. Ogni adesione a questa narrativa rafforza una struttura autoritaria che prospera su obbedienza e conformismo, mascherata da libertà di scelta. Il messaggio subliminale è chiaro: il successo femminile è legittimo solo se incorniciato dai valori che servono la causa politica dominante. Conquistare il consenso delle giovani donne significa dunque annullare la loro autonomia critica e trasformarle in strumenti di legittimazione di un progetto autoritario.
La promessa di “meno burnout” diventa così un esca: un sollievo temporaneo che oscura le conseguenze a lungo termine per la libertà e la dignità femminile. L’equilibrio tra lavoro, cura di sé e realizzazione personale non può e non deve essere ridotto a un problema di semplice scelta morale o famigliare: è una questione politica, di democrazia e di pari opportunità. Per le donne, cedere a questa narrativa non è una concessione innocua ma una involuzione silenziosa verso l’accettazione di una cultura che misura il loro valore in base alla capacità di riprodurre e sostenere il sistema rimanendone escluse, altro che realizzare sé stesse.
la denuncia del New York Times: manipolazione e uso della paura
Sul New York Times dello scorso giugno 2025 è uscito un editoriale intitolato "Trump, MAGA and the Women Who Love Him": è uno scritto che offre uno spunto per comprendere le dinamiche di un movimento che, pur dichiarandosi popolare e inclusivo, sembra sempre più orientato verso una forma di autoritarismo mascherato da democrazia.
L'articolo esplora come il movimento MAGA (Make America Great Again) abbia attratto un numero crescente di donne, molte delle quali si identificano come "tradizionaliste" o "patriottiche". Queste donne, pur condividendo alcune delle politiche conservatrici promosse da Trump, spesso non riconoscono appieno le implicazioni autoritarie delle sue azioni e dei suoi programmi politici.
Il loro supporto si basa su una percezione di protezione e stabilità, piuttosto che su una riflessione critica sulle conseguenze delle sue politiche. Trump e il suo movimento hanno saputo sfruttare le paure e le insicurezze di queste donne, presentando un'immagine di sé come difensore della famiglia, della religione e dei valori tradizionali. Cose che per inciso: nessuno mette in pericolo. Questa strategia emotiva ha avuto successo nel creare un legame profondo e personale con i suoi sostenitori e sostenitrici, rendendo difficile per molti riconoscere le tendenze autoritarie del suo governo.
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