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Frasi&Aforismi 7 minuti di lettura

Rosella Postorino: le frasi e citazioni più belle dell’autrice di "Le Assaggiatrici"

Rosella Postorino: autrice di Le Assaggiatrici e non solo
Rosella Postorino: autrice di "Le Assaggiatrici" e non solo  (getty images)

Scopri le frasi più belle di Rosella Postorino, autrice de Le assaggiatrici e voce tra le più interessanti della narrativa italiana di oggi. Un viaggio nelle sue parole per riflettere su temi come l’amore, la memoria, l’identità e tutto quello che ci rende profondamente umani.Scopri le frasi più belle di Rosella Postorino, autrice de Le assaggiatrici e voce tra le più interessanti della narrativa italiana di oggi. Un viaggio nelle sue parole per riflettere su temi come l’amore, la memoria, l’identità e tutto quello che ci rende profondamente umani.

di Giulia Mariani

Rosella Postorino non è soltanto l’autrice del bestseller "Le assaggiatrici" (a cui è ispirato l'omonimo film diretto da Silvio Soldini ) ma è una scrittrice capace di raccontare, con profondità e delicatezza, la complessità dell’essere umano. Le sue parole sanno toccare corde intime, affrontando temi come la memoria, l’identità, l’amore e la perdita con uno sguardo lucido ma sempre empatico.
Nelle frasi dei suoi libri si intrecciano sensibilità e pensiero critico, dando voce a personaggi alle prese sia con i conflitti della storia che con quelli più silenziosi dell’anima. Il suo stile è diretto, mai banale, e lascia spazio a riflessioni che ci restano in mente anche dopo l’ultima pagina.
In questo articolo abbiamo raccolto le frasi più significative di Rosella Postorino, tratte dalle sue opere più note e da interviste che ne rivelano la visione del mondo. Un viaggio nella sua scrittura, per chi ama la letteratura che parla alla testa e al cuore.

"Le assaggiatrici" di Silvio Soldini, la storia vera di Margot Wölk e delle altre donne che testavano il cibo di Hitler

Chi è Rosella Postorino? Vita, successi letterari e amori 

Rosella Postorino è una delle voci più riconoscibili e raffinate della narrativa italiana contemporanea. Nata a Reggio Calabria nel 1978, si è trasferita da bambina a San Lorenzo al Mare, in Liguria, dove ha trascorso gran parte dell’infanzia. La passione per la scrittura l’ha accompagnata fin da piccola, quando inventava personaggi e storie per dare forma a un mondo parallelo, più denso e sfumato di quello reale. Dopo la laurea in Lettere all'Università La Sapienza di Roma, ha iniziato a lavorare nell’editoria e a pubblicare racconti su riviste e antologie, fino al debutto nel romanzo con La stanza di sopra (2007). Ma è stato Le assaggiatrici (2018) – romanzo ispirato alla vera storia di Margot Wölk, una delle donne costrette ad assaggiare il cibo destinato a Hitler – a consacrarla al grande pubblico, regalandole il Premio Campiello e il Premio Strega Giovani.
Il suo stile è insieme lucido e carnale, capace di raccontare la fragilità e la forza delle donne senza scivolare mai nel cliché. Al centro della sua scrittura ci sono spesso corpi, memorie, legami familiari, maternità mancate o desiderate, identità frantumate ma ancora capaci di cercare un senso.

Rosella Postorino alla consegna del Premio Campiello nel 2018
Rosella Postorino alla consegna del Premio Campiello nel 2018  (getty images)

Il rapporto con la maternità e la “figlia immaginaria”

Una delle tematiche più intime affrontate da Postorino, dentro e fuori le pagine dei suoi romanzi, è proprio quella della maternità – non necessariamente biologica, ma mentale, affettiva, simbolica.
In un toccante articolo per Il Foglio, l'autrice ha raccontato il rapporto con una figlia immaginaria, una presenza nata dalla scrittura più che dalla carne.
«La figlia che non ho avuto, e che forse mai avrò, esiste comunque. È nei miei libri, è nei miei pensieri. È un luogo del possibile, un alter ego a cui rivolgere domande, un tu con cui condividere il mondo».
Questa figura interiore, quasi un personaggio a sé, rappresenta per Postorino una forma di maternità alternativa e profonda, non legata alla biologia ma alla relazione emotiva e narrativa.
Anche nel suo memoir Nei nervi e nel cuore (Feltrinelli, 2024), Postorino torna a riflettere sul significato di essere madre, donna, figlia, scrittrice. Attraverso pagine intime e potenti, racconta come la scrittura le abbia offerto uno spazio di esplorazione e di consapevolezza, un modo per accogliere e dare voce anche a ciò che non ha vissuto direttamente. Lì prende forma anche questa “figlia non nata”, un’idea che non è assenza ma presenza altra, viva nel pensiero e nell’immaginazione.

Una vita privata discreta 

Rosella Postorino non ama esporsi troppo nella sua vita privata, ma in alcune interviste ha raccontato del suo amore per la lettura compulsiva, della formazione letteraria segnata da autori come Elsa Morante e Dacia Maraini, e della vita di coppia con il marito, lo scrittore Alessandro Piperno, conosciuto all’università. Un’unione che si alimenta anche nel confronto creativo, seppure entrambi tengano distinti i propri mondi narrativi

Il successo con "Le Assaggiatrici": un romanzo (e anche un film) che racconta una storia straordinaria

Con "Le Assaggiatrici", Rosella Postorino ha saputo dar vita a un romanzo storico che ha toccato il cuore di molti lettori, raccontando una delle storie più incredibili e sconosciute della Seconda Guerra Mondiale. Ispirato alla vicenda di Margot Wölk, una delle quindici donne che, durante il regime nazista, erano incaricate di assaporare i pasti destinati a Hitler per verificarne la sicurezza, il romanzo esplora temi universali e profondi come la paura, la sopravvivenza, la colpa e la responsabilità. Con uno stile incisivo e coinvolgente, Postorino ci immerge nelle difficoltà morali e psicologiche di chi viveva in un clima di continua minaccia e incertezze.​
Nel 2025, il libro ha preso vita anche sul grande schermo con l'omonimo film diretto da Silvio Soldini. Il film, distribuito da Vision Distribution, è stato rilasciato nelle sale italiane il 27 marzo 2025. 
Ambientato nell'autunno del 1943, racconta la storia di Rosa Sauer, una giovane donna in fuga da Berlino, che si rifugia in un villaggio vicino al confine orientale. Qui, insieme ad altre donne, viene costretta a degustare i pasti destinati a Hitler per verificarne la sicurezza, vivendo ogni giorno con il rischio di avvelenamento. Il cast del film include Elisa Schlott nel ruolo di Rosa, Max Riemelt e Alma Hasun
Il film ha ricevuto recensioni positive per la sua capacità di trasporre fedelmente la drammaticità e la tensione del romanzo, offrendo al pubblico un'esperienza cinematografica intensa e coinvolgente. La collaborazione tra Soldini e sceneggiatori di rilievo come Cristina Comencini e Giulia Calenda ha contribuito a creare una narrazione potente e emozionante, che rende giustizia alla storia di queste donne straordinarie.​

Rosella Postorino e Silvio Soldini al Bifest - Bari International Film & Tv Festival 2025
Rosella Postorino e Silvio Soldini al Bifest - Bari International Film & Tv Festival 2025  (getty images)

Oltre "Le Assaggiatrici": gli altri romanzi e racconti di Rosella Postorino

Rosella Postorino ha saputo conquistare il panorama letterario italiano non solo con "Le Assaggiatrici", ma anche con una serie di opere che testimoniano il suo talento nella costruzione di storie profonde, mai banali, e con una straordinaria capacità di esplorare la psicologia dei suoi personaggi. Ogni suo romanzo è una finestra su emozioni complesse, relazioni intricate e, soprattutto, sulla condizione umana in tutta la sua vulnerabilità e bellezza.
Tra i suoi lavori precedenti, "L’estate che perdemmo Gulliver" (2000) segna il suo esordio nella narrativa, un racconto di formazione che esplora il periodo dell’adolescenza con uno stile delicato ma incisivo, che poi diventerà il tratto distintivo della sua scrittura. La storia ruota attorno al tema del "perdersi" – nella mente e nei propri sogni – mentre il mondo adulto diventa sempre più incomprensibile e distante. Il romanzo si distingue per la sua capacità di esprimere la solitudine tipica della giovinezza, un tema che Postorino esplorerà spesso nei suoi lavori successivi.
Nel 2007, con "La Stanza di Sopra",  Rosella Postorino continua il suo viaggio nell’esplorazione della condizione umana, stavolta affrontando temi come la maternità e la separazione. In questo romanzo, la protagonista è una giovane donna alle prese con il proprio desiderio di indipendenza e la necessità di accettare l’ambiguità della vita familiare. Ancora una volta, la Postorino riesce a disegnare un racconto che affonda nelle emozioni più intime e nascoste dei suoi personaggi, senza mai ricorrere a soluzioni facili.
Nel 2013, "Il Corpo Docile" segna un ulteriore passo avanti nella carriera dell'autrice, immergendosi in una riflessione più profonda sulla memoria e il corpo come luogo di conflitti interni. Ambientato in un contesto che sfida la normalità e la quotidianità, il romanzo affronta temi dolorosi e universali come il trauma, la ricostruzione della propria identità e la necessità di accettare la propria vulnerabilità. Qui, Rosella Postorino ci regala una storia di ricerca personale, di scontro tra desideri e realtà.
Nel 2023, con "Tre Donne che Cambieranno il Mondo", l'autrice si concentra su un nuovo tema: la potenza trasformativa delle donne nella società contemporanea. Il romanzo intreccia le vite di tre donne, ognuna alle prese con le proprie sfide, ma unite da un forte spirito di cambiamento. La Postorino continua a dimostrare la sua capacità di scrivere con uno stile impeccabile e profondo, sempre sensibile ai cambiamenti sociali e psicologici che definiscono l’esistenza femminile. La sua narrazione, in questo caso, assume una dimensione quasi collettiva, poiché queste tre donne rappresentano le voci di una generazione che sta cercando di ribaltare i ruoli tradizionali, cercando spazio, e riconoscimento.

"Le Assaggiatrici": citazioni da un romanzo crudo e commovente

"Le assaggiatrici" è un romanzo che ti prende a pugni nello stomaco, ma allo stesso tempo ti accarezza l'anima. Le parole di Rosella Postorino sono taglienti come lame, ma anche piene di compassione e umanità. Ecco alcune delle frasi più significative del libro:

  • "La paura è un animale che si nutre di silenzio."
  • "La memoria è un labirinto senza uscita."
  • "La colpa è un peso che non si può cancellare."
  • "La verità è una merce rara in tempo di guerra."
  • "L'amore è un'arma a doppio taglio."
  • "La vita è un equilibrio precario tra speranza e disperazione."
  • "Non si può scegliere chi amare, ma si può scegliere come amare."
  • "Il passato è un fantasma che ci perseguita."
  • "Il futuro è un'incognita che ci spaventa."
  • "La libertà è un sogno irraggiungibile."
  • "A volte, per sopravvivere, bisogna rinunciare a se stessi."
  • "La guerra è una follia che distrugge tutto."
  • "La speranza è l'ultima a morire."
  • "Anche nel buio più profondo, c'è sempre una luce."
  • "Non si può dimenticare il passato, ma si può imparare da esso."

Riflessioni profonde: le frasi di Rosella Postorino sull'amore e le relazioni

Rosella Postorino non si limita a raccontare storie, ma le usa come pretesto per esplorare le dinamiche complesse dell'amore e delle relazioni umane. Le sue frasi sono un invito a riflettere sui nostri sentimenti, sui nostri desideri e sulle nostre paure.

  • "L'amore è un rischio, ma vale la pena correrlo." ("Il corpo docile")
  • "A volte, per amare qualcuno, bisogna lasciarlo andare." ("La stanza di sopra")
  • "La gelosia è un veleno che corrode l'anima." ("Le assaggiatrici")
  • "Il perdono è un atto di coraggio." ("Tre donne che cambieranno il mondo")
  • "La fiducia è la base di ogni relazione." ("L'estate che perdemmo Gulliver")
  • "L'amicizia è un tesoro prezioso." ("Il corpo docile")
  • "La solitudine è una condizione che si può superare." ("La stanza di sopra")
  • "La comunicazione è fondamentale per capirsi." ("Le assaggiatrici")
  • "Il rispetto è alla base di ogni convivenza." ("Tre donne che cambieranno il mondo")
  • "L'empatia è la capacità di mettersi nei panni degli altri." ("L'estate che perdemmo Gulliver")
  • "A volte, le parole non bastano per esprimere ciò che si prova." ("Il corpo docile")
  • "I silenzi possono essere più eloquenti delle parole." ("La stanza di sopra")
  • "Gli sguardi possono rivelare segreti inconfessabili." ("Le assaggiatrici")
  • "I gesti possono comunicare affetto e tenerezza." ("Tre donne che cambieranno il mondo")
  • "I ricordi possono essere dolci o amari." ("L'estate che perdemmo Gulliver")

Identità e memoria: quando le parole di Rosella Postorino scavano nel profondo

Un altro tema ricorrente nelle opere di Rosella Postorino è quello dell'identità e della memoria. Le sue frasi ci invitano a interrogarci su chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare.

  • "Chi siamo veramente? Siamo ciò che ricordiamo, o ciò che dimentichiamo?" ("Le assaggiatrici")
  • "Il passato ci definisce, ma non ci determina." ("Tre donne che cambieranno il mondo")
  • "La memoria è un'arma a doppio taglio: può consolare o tormentare." ("L'estate che perdemmo Gulliver")
  • "L'identità è un mosaico di esperienze, emozioni e ricordi." ("Il corpo docile")
  • "A volte, bisogna perdersi per ritrovarsi." ("La stanza di sopra")
  • "La ricerca di sé è un viaggio lungo e tortuoso." ("Le assaggiatrici")
  • "Non si può fuggire dal proprio passato." ("Tre donne che cambieranno il mondo")
  • "Bisogna accettare le proprie fragilità." ("L'estate che perdemmo Gulliver")
  • "Bisogna imparare a perdonarsi." ("Il corpo docile")
  • "Bisogna avere il coraggio di essere se stessi." ("La stanza di sopra")

Ci pare evidente che Rosella Postorino non scriva per rassicurare, ma per interrogare, per scavare in profondità, per “mettere a nudo le ossa delle emozioni”, come ha detto lei stessa una volta. E forse è proprio per questo che le sue storie – come la sua “figlia immaginaria” – rimangono con noi ben oltre l’ultima pagina.