David e Victoria Beckham, ma non solo: perché le power couple ci fanno perdere la testa?
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Il documentario su David Beckham, e quindi sulla supercouple Beckham
Su Netflix, infatti, la pubblicazione del documentario su David Beckham (chiamato, letteralmente, “Beckham”) ha permesso alla folle, folle tendenza di ritorno agli anni Duemila di farsi sentire con voce ancora più grossa. Tra le passioni delle adolescenti dell’epoca, infatti (vere e uniche trend setter di ogni generazione), la coppia Beckham composta da una delle cantanti più popolari di una delle band più popolari e dal calciatore più popolare di una delle squadre di calcio più popolari, stavano esattamente in mezzo tra i jeans a vita bassissimissima e la posta del cuore del Cioè. Quindi, parecchio in alto nella lista delle priorità.
Ma i Beckham non sono l’unica coppia ad aver ossessionato i teenager di tutto il mondo. In ordine sparso dai primi Duemila circa a oggi, abbiamo avuto: Brad Pitt e Jennifer Aniston (c’è una buona percentuale di bambini nati negli anni in cui i due sono stati insieme che si chiamano Brad e Jennifer, e non è esattamente una coincidenza); Brad Pitt e Angelina Jolie (i Branjelina) e no, il comune denominatore di questa strana mania nei confronti delle celebrity couples non sta nel maschio bianco e biondo. Ci sono stati, infatti, anche Jay-Z e Beyoncé, Ben Affleck e Jennifer Lopez prima, Garner poi (in entrambi i casi: i Bennifer), e poi altri biondi, come Ryan Gosling e Rachel McAdams. E non è neppure una questione che rimane circoscritta agli anni passati: oggi diamo “parzialmente” di matto, chi più chi meno, per Ryan Reynolds e Blake Lively, Tom Holland e Zendaya, Rihanna e ASAP Rocky.
La domanda che (non) sorge spontanea, poiché ci viene così naturale diventare fan sfegatati di una coppia, che sia reale o di fantasia, che sia effettiva o solo un costrutto (come tutte le varie ship alla base di tanti fandom di prodotti di intrattenimento, per esempio), è: perché ci fissiamo così tanto?
Chi sono le power couple?
Esiste un’espressione, supercouple o, ancora meglio, power couple, che indica quelle coppie di persone da cui il pubblico è immediatamente stregato e delle quali si creano vere e proprie orde di fan. Esse affascinano il pubblico per la loro capacità di influenzarlo, un processo il cui raggio d’azione ha una profondità vasta e trasversale. Di queste coppie, possono intrigarci la popolarità, i soldi, la reputazione o il modo in cui modellano i desideri dei consumatori e le realtà a loro vicine, come quella della moda. Il tutto, ovviamente, raddoppiato.
Una delle prime supercouple è stata individuata nella soap opera General Hospital: Luke Spencer e Laura Webber, infatti, hanno contribuito a rendere “la coppia di potere” un vero e proprio fenomeno pop transmediale. Ma perché non citare, allora anche Rhett Butler e Scarlett O’Hara in Via col vento, per dire. Le qualità principali di questi archetipi sono il loro stato economico abbiente e il fatto che la loro relazione sia caratterizzata da una forte attrazione fisica, chimica o dall’idea che la loro unione sia stata voluta dal destino, per quanto è perfetta.
Ci viene in aiuto la filosofia dei due
In un articolo del The Guardian del 2020, l’autrice Cathy Newman parla (anche) di power couple attraverso la lente filosofica, sfruttando il lessico di George Simmel che, per primo, ipotizzando numerose geometrie sociali, ha parlato di “dyad”, diade, per descrivere unità composte da due individui. Per il filosofo, la caratteristica decisiva di questo soggetto è che ogni membro di cui è composto “realizza qualcosa”. E, nel caso di fallimento, ha l’altra persona, fidatissima. A valere, più di ogni altra cosa, è il fatto che “ognuno dei due sa che dipende solo dall’altro”, il che attribuisce alla diade una reputazione speciale, come avviene nel matrimonio e nella migliore amicizia. Concetti, soprattutto il primo, che nella società di oggi che cerca di contrastare l’egemonia delle narrazioni relazionali stantie e tradizionali, cercando di lasciare spazio ad altre forme di rapporti sentimentali, appaiono come anacronistici. Eppure esistono.
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Nel caso delle power couple, credo che più di ogni altra cosa ci affascini non la loro popolarità, pur rimanendo un elemento da non sottovalutare, ma i concetti che questa coppia veicola, e nel duo formato da David e Victoria Beckham ciò è lampante più di molti altri esempi fatti.
Questa, poi, è anche la ragione per cui quando una power couple si lascia, noi crolliamo con loro: la popolarità cessa di funzionare come specchietto per le allodole e ci rendiamo conto che trovare rifugio nel successo altrui (economico, lavorativo, amoroso) non ha senso, perché le vite, altrui, sono esattamente come le nostre. E forse è meglio accorgercene il prima possibile.
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