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Auguri e figli maschi! Ma anche meno: l'origine del modo di dire

"Auguri e figli maschi" non è un modo di dire esclusivo di noi italiani.
O meglio, "auguri e figli maschi" si dice solo in Italia ma la preferenza verso un figlio maschio appartiene più o meno a tutte le culture.
Accade perché, banalmente, si conoscono le discriminazioni di genere.

Auguri e figli maschi: perché si augura (anche parlando a una donna) di non avere figlie femmine? Nessuno si scandalizza – o si domanda il perché – per una esternazione, in pratica, della scarsa considerazione di cui godono le femmine, tutte, anche quella donna incinta a cui si augura di non avere una sua simile. Ma “un maschio”. Quindi, auguri e figli maschi. Ogni uomo a quanto pare vuole un figlio maschio, anche se maschera il desiderio rispondendo "basta che sia sano" ma ogni uomo desidera un erede maschio, qualcuno che porti avanti il nome della famiglia, un ragazzo da portare con sé a fare cose da maschi e che non gli dia gli stessi "pensieri" che potrebbe dargli una figlia femmina (questioni di sicurezza, perché gli uomini per primi sanno quanto possano essere fastidiosi i loro simili con le ragazze). 

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auguri e figli maschi: un breve riassunto

Ma l’espressione "auguri e figli maschi" è dovuta anche ad altro: i maschi in famiglia erano una forza lavoro garantita e senza alcun diritto all'infanzia. E questo accadeva fino al 1967, quando anche in Italia la Costituzione ha iniziato a tutelare i bambini che venivano sfruttati dalle stesse famiglie, regolando l'ingresso al lavoro non prima dei 15 anni di età (e a condizione di aver assolto l’obbligo scolastico di 10 anni).

Ma storicamente per un padre - e per il sostegno della famiglia intera - avere un figlio maschio da mandare a lavoro, prima o dopo, era la sicurezza di guadagno. Soprattutto nelle società contadine: i campi venivano coltivati a mano e occorreva forza lavoro.  Al contrario le femmine, nelle famiglie che potevano permetterselo, non lavoravano quindi l'unico modo per farle "fruttare" era "darle" in sposa o metterle a servizio, dentro la propria casa o per altre famiglie. Dove comunque a comandare era un capofamiglia, per legge (in Italia l'abbiamo abolito negli anni Settanta).

Nelle classi più agiate, nell'aristocrazia e nella borghesia industriale le cose non andavano troppo diversamente: la nascita di un figlio maschio rappresentava ugualmente la prosecuzione del cognome o della dinastia, significava assicurarsi che fosse un erede di sangue a portare avanti eventuali attività commerciali o industriali e che si occupasse delle donne di casa. Nei contesti più ricchi chiaramente era escluso che le donne lavorassero, quindi quelle che non trovavano marito venivano spesso costrette a prendere i voti o restavano a occuparsi della casa insieme alla madre e alle zie nubili o vedove. Insomma essere femmina non conveniva né a chi ci nasceva né alla famiglia che doveva occuparsene

auguri e figli maschi non si dice solo in Italia

O meglio, "auguri e figli maschi" si dice solo in Italia ma la preferenza verso un figlio maschio appartiene più o meno a tutte le culture. Accade perché, banalmente, si conoscono le discriminazioni di genere. La preferenza del figlio maschio in Cina è sostenuta dalla convinzione che i maschi abbiano più valore delle ragazze. E qui, dove fino al 2016 c'era la legge del figlio unico, era diffuso l'aborto nel caso di un feto con genitali femminili o dell'infanticidio femminile. Ed è inutile che storciamo il naso: esistono prove che suggeriscono che anche le famiglie italiane ricorressero all’infanticidio femminile come mezzo per controllare le dimensioni e la composizione sessuale della prole. Il desiderio di avere un figlio maschio invece che una femmina è antico e interculturale e soprattutto è diffuso tra tutte le classi sociali, dalle famiglie reali a quelle contadine. E il vantaggio nell'avere un figlio biologicamente maschio sarebbe sia genetico che, come detto, economico.

Pensiamo al fatto che molte famiglie continuano - continuvavano - a mettere al mondo bambine finché non arrivava il tanto, desiderato, maschietto e pensiamo che è stato dimostrato che la presenza di figli maschi può aumentare il coinvolgimento paterno nella genitorialità. Come dicevamo: è globale. Augurarsi di avere figli maschi è anche una tradizione del gruppo etnico Igbo della Nigeria: leggiamo che "Lo status di un uomo è valutato in parte dal suo numero di figli maschi: un uomo con molti figli è visto come un uomo ricco o compiuto". E infatti gli uomini Igbo che muoiono senza generare figli maschi sono visti come "incompiuti o disadattati" e il rito di sepoltura per loro è differente da quello messo in pratica per i padri di figli maschi.

Come fare per avere un figlio maschio?

Su internet si trovano milioni di articoli - scientifici e non - che raccontano i retroscena della selezione genetica del sesso biologico del nascituro o della nascitura. Ma è quasi sempre la preferenza verso un figlio biologicamente maschio a determinare l'avvio di pratiche di selezione del sesso. Soprattutto sono gli uomini a volere dei figli maschi, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Open Anthropology.

E come abbiamo visto è abbastanza facile da spiegare partendo proprio dal retaggio culturale di ciascuno di noi ma anche da una prospettiva evoluzionistica: i maschi hanno biologicamente possibilità infinite di perpetuare i geni della famiglia generando molti più figli di quanti una donna potrebbe mai partorire.

Augurarsi di avere dei figli maschi è quindi dare voce al proprio pregiudizio. È una preferenza "biologica" che però si costruisce socialmente e culturalmente. Non per nulla in una società patriarcale, le coppie preferiscono avere un bambino che abbia le caratteristiche, lo status e il potenziale economico culturalmente associati al "genere maschile". Ma questa preferenza influenza il comportamento di bambini e bambine, di adulte e adulti, e può dar luogo a pregiudizi di genere che influiscono negativamente sul benessere, sulla salute e sulla sopravvivenza, soprattutto delle ragazze e delle donne. 

Secondo le Nazioni Unite, a livello globale, 142 milioni di ragazze scompaiono a causa del fenomeno della “preferenza per i figli maschi”. Cioè, l''avversione per le figlie femmine e una visione distorta dei sessi biologici basata su credenze popolari causa maltrattamenti, abbandoni e assenza di cure essenziali laddove c'è "posto" per un figlio soltanto.