Parte del gruppo e

Magazine
Forum
Argomenti
Sanremo 2024 Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Violenza di genere e femminicidio: il cast di "Mare Fuori" racconta il vocabolario di Matteo Bussola a Sanremo 2024

Il monologo del cast di Mare fuori contro la violenza di genere a Sanremo 2024
Il monologo del cast di Mare fuori contro la violenza di genere a Sanremo 2024  (getty images)
Il vocabolario contro la violenza di genere, stilato dallo scrittore Matteo Bussola per ripensare il rapporto e l'amore, non più violento e tossico. Recitato dal cast di "Mare fuori".
di Ileana Dugato

Il cast di Mare fuori è tornato a Sanremo 2024, in occasione dell'uscita della quarta stagione della serie. Oltre a cantare l'ormai iconica sigla O' mar for, gli attori si sono prestati a recitare un discorso contro la violenza di genere: il nuovo vocabolario delle parole da usare secondo lo scrittore Matteo Bussola per mettere fine ai femminicidi.

Alessandra Amoroso travolta dall'odio social. Il discorso integrale

Il cast di "Mare fuori" contro la violenza di genere

Lo scrittore Matteo Bussola, su invito di Amadeus, ha stilato una lista di vocaboli da imparare a usare contro la violenza di genere. Una serie di parole e concetti per porre fine alla violenza e all'amore malato che ha causato la morte di centinaia di donne.

Per raccontare al pubblico di Sanremo 2024 queste parole, è salito sul palco dell'Ariston parte del cast di Mare fuori: Giovanna Sannino, Matteo Paolillo, Yeva Sai, Domenico Cuomo, Antonio d'Aquino, Francesco Panarella, Maria Esposito e Massimiliano Caiazzo.

Le parole contro la violenza di genere

Nel corso del monologo, gli attori di Mare fuori hanno elencato le parole selezionate da Matteo Bussola al fine di affrontare con profondità il delicato tema della violenza di genere e dei femminicidi. Tale scelta si configura come una decisione ponderata, mossa dalla volontà di non lasciare cadere nell'oblio tutte le vittime che hanno tragicamente perso la vita a causa della persistente piaga della violenza di genere che affligge l'Italia, e non solo. 

Le parole usate scelte contro il femminicidio sono: “No”, “insieme”, “accetta”, “impara”, “ascolta”, “accogli”, “verità” e “accanto”. Di seguito il testo integrale del monologo del cast di Mare fuori a Sanremo 2024.

Violenza di genere: il monologo del cast di "Mare fuori"

"Ascolta, è la prima parola. Una donna che ti parla, si fida di te. Non trattarla mai con sufficienza o con fastidio neanche quando ti sembra che si stia lamentando di qualcosa, perché c’è differenza tra lamentarsi di te e lamentarsi con te.

Accogli è la seconda parola. Nessuno si merita la violenza di dover aderire ad aspettative altrui, di essere considerato troppo o troppo poco, non ancora o non più. Facciamo invece sempre sentire chi amiamo accolto, esattamente per quello che è, perché tutti noi abbiamo il diritto non a sentirci amati nonostante, ma ad essere amati proprio perché.

Accetta è la terza. Non sempre l’amore dura e dopo un percorso condiviso può succedere di dover spezzare un cuore, pur di non spezzare noi stessi, perché siamo al mondo per fiorire, non per appassire all’ombra di rapporti in cui non ci riconosciamo più. Ecco perché amare a volte può voler dire accettare che le persone siano felici anche senza di te.

Impara è la quarta. L’amore è un lavoro e impararlo è forse la cosa più importante per la quale siamo qui. Ci riusciremo solo con un’applicazione quotidiana, tu insegni le tue parole e lei insegna le tue, fino a quando non inventerete le vostre.

Verità è la quinta. Abbandoniamo gli stereotipi del vero uomo e della vera donna, per ambire a essere uomini veri e donne vere. Gli uomini veri e le donne vere vivono e amano nel mondo, accolgono le proprie diversità e quelle degli altri come risorse, sapendo che sono proprio quelle a renderli liberi.

Accanto è la sesta. Una coppia non si fonda sull’attribuire ruoli ma sul condividerli, non sul tracciare confini ma sullo starsi accanto. A volte perfino sull’attendersi, accettando anche momenti di silenzio in cui ti pare non stia succedendo niente. Ma quell’attesa è solo ciò che prepara il tuo meglio e quel silenzio è solo ciò che testimonia il tuo amore.

No è la settima. È una parola dura ma che dobbiamo riuscire a pronunciare, e che gli altri devono essere pronti a ricevere. ‘No’ è la parola che stabilisce il perimetro della nostra volontà, e rende chiaro che l’amore non deve c’entrare mai con il possesso. Per questo a volte ‘no’ è la più alta dichiarazione d’amore che si possa fare.

Insieme è l’ottava. Una parola che può sembrare fuori moda sopratutto oggi in cui uomini e donne si vivono come avversari. Per questo che questa parola è la più preziosa, quella su cui investire per il futuro. Ciò che conta è che ricominciamo a guardare gli uni negli occhi degli altri. Quello che sceglieremo di vedere dipenderà solo da noi."