Momenti iconici (nel bene e nel male): top e flop della seconda serata di Sanremo 2024
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Partiamo col botto: il look di Mahmood della seconda serata
Mahmood ha evidentemente deciso che un eventuale terzo Sanremo vinto non gli è sufficiente, e sta quindi cercando di farsi strada anche nella carriera da modello, sfoggiando dei look Prada e Rick Owens. Durante la serata di mercoledì, infatti, l’artista si è esibito in Tuta Gold, presentato da Alessandro Amoroso, sfoggiando un outfit Rick Owens che ha lasciato buona parte di Italia a bocca aperta. Che il semi-monospalla, il tacco largo e la vita accentuatissima siano i nuovi signature traits degli outfit di Mahmood? Noi speriamo di sì.
Il ballo del qua qua con John Travolta
In nessun universo parallelo ci si aspettava di vedere l’attore John Travolta impegnato a ballare insieme ad Amadeus e Fiorello il celeberrimo ballo del qua qua. Eppure eccoci (qua), a cercare di eliminare dalle nostre menti immagini indelebili di piume e passetti di danza sforzati. E ci vengono in mente tante domande diverse: perché Travolta ha accettato? Quanto lo abbiamo pagato? Perché proprio questa canzone? Soprattutto: non potevamo fare un banalissimo remake della scena di ballo di Pulp Fiction? Fiorello avrebbe indossato un caschetto nero e ci saremmo comunque ridicolizzati, ma con stile.
Il discorso e l’esibizione di Giovanni Allevi
Forse il momento più toccante della serata, quello in cui il Maestro Allevi si è presentato sul palco di Sanremo per tornare a esibirsi, per la prima volta dopo due anni, in seguito alla diagnosi di mieloma. Un’esibizione che ha sfiorato il cuore di tantissimi e che è stata preceduta da un monologo mai banale, puntuale ed emotivo, condito dal carisma inestimabile di Giovanni Allevi che ha fatto della sua sensibilità un’arma di forza e condivisione davvero indistruttibile.
Il discorso sulla violenza di genere non buca lo schermo
Nonostante l’importanza del tema su cui non si può discutere, quest’anno per ora, purtroppo, il testo di Matteo Bussola portato all'Ariston e interpretato dal cast di Mare Fuori non sono stati capaci di coinvolgere lo spettatore, di agganciarlo allo schermo.
Giorgia amarcord e il suo omaggio (brillante) a sé stessa
Giorgia, co-conduttrice della seconda serata, è stata un’esplosione di frizzantezza: sarà stata la felicità di tornare all’Ariston e di farlo senza il peso di una canzone in gara, ma la sua esibizione della magica E poi ci ha trasportato in un mare di dolcissimi ricordi. I suoi look, poi, piuttosto divisivi, hanno avuto il pregio di raccontare la sua personalità sbarazzina, giocosa ma anche estremamente composta e professionale quando serve. Insomma, un mix perfetto di ironia e talento.
Romagna Mia: Sanremo is the new balera
Avranno pensato gli autori: in tutte queste ore di musica dance, dai richiami anni Ottanta, dinamica e a cassa dritta, dobbiamo per forza infilare un momento nostalgia per le generazioni più over che ci stanno guardando. Albano forse non era disponibile, ma la decisione di trasformare l’Ariston per qualche minuto in una piazza da sagra romagnola non ha convinto in molti, che hanno trovato la scena dissonante e piuttosto kitch (perché ancora non era arrivato Travolta).
Big Mama dedica il brano alla comunità queer
Perché possiamo e dobbiamo amare chi vogliamo, questo vuole dirci Big Mama che dopo aver sfoderato l’outfit più memorabile della serata, con collant rosse agguerritissime, lancia un messaggio di puro amore alla comunità queer.
Il fuso orario Sanremese
La durata di ogni puntata di Sanremo fa parte del suo fascino, che però ci costringe a fare le ore piccole per riuscire a seguire tutto e, di conseguenza, parlarne con gli amici. Mezzo flop, solamente perché non scambieremmo con nulla al mondo le nostre otto ore di sonno a notte.
Dargen e Diodato: uno scambio per la pace
Dopo le sue prime dichiarazioni dal palco dell’Ariston (un “cessate il fuoco” relativo alle guerre che si stanno in questi mesi combattendo, e in particolare al conflitto israelo-palestinese), Dargen D’Amico è stato aspramente criticato da alcuni, che hanno definito le sue parole come “troppo politiche”. In occasione della seconda serata, Dargen ha ribadito il suo concetto con l’aiuto, non programmato, di Diodato che lo ha presentato sul palco e che ha giudicato la sue parole come "semplicemente umane".
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