Approvata la prima legge UE sulla la violenza di genere, eppure per lo stupro e le molestie sul lavoro non c'è obbligo di persecuzione
Non c'è da festeggiare per l'approvazione della prima direttiva comune dell'Unione Europea contro la violenza di genere: il testo che è passato non definisce lo stupro come mancanza di consenso e fa sì che gli stati non siano obbligati a criminalizzarlo in caso di ebbrezza o in assenza di pesante costrizione fisica. Anche le molestie sessuali sono un punto di criticità. "Un passo indietro più che in avanti."
È stata approvata una legge europea sulla violenza di genere, che ha come scopo quello di unificare le normative sullo stupro in tutta l’Unione; il processo in passato aveva subito una battuta di arresto nella sede del Consiglio Ue, a causa della contrapposizione tra due schieramenti tra 27 paesi su due articoli: il 4 ed il 5. Ecco le motivazioni di questo rallentamento e su cosa si è scatenato il dibattito.
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L’articolo 5 e la definizione di stupro
La diatriba si concentrava attorno a due punti: il testo dell’articolo 5, quello che definisce lo stupro come ogni attività sessuale avvenuta senza consenso e che di conseguenza ne favorisce la penalizzazione negli ordinamenti di tutti gli Stati. La spaccatura tra paesi vede un fronte (che comprende Polonia, Ungheria, Francia e Repubblica Ceca) che cercava di far cassare questa definizione in favore dell'imposizione che siano le vittime a dimostrare l’avvenuto uso della forza o della minaccia e l’altro schieramento (composto anche da Spagna, Lussemburgo, Svezia, Belgio e Italia) che lottava per mantenerla, rispettando lo slogan “no significa no”, il quale terrebbe invece conto delle diverse sfumature, più sottili, secondo le quali una violenza discriminatoria può manifestarsi.
L’articolo 4: molestie sul lavoro
L’articolo 4 è l’altra voce che è stata completamente eliminata dalla versione finale: definiva le molestie sessuali nel mondo del lavoro. Questa cancellazione ha fatto insorgere le preoccupazioni dei sindacati e delle associazioni che si occupano delle vittime di violenza (che hanno infatti lanciato una serie di petizioni). In Italia in particolare i sindacati Cgil, Cisl e Uil si sono espressi estremamente contrari all’indebolimento voluto dalla direttiva europee delle norme sullo stupro nel mondo lavorativo.
La direttiva europea sulla violenza di genere: perché si è arrestata
Elisa Ercoli, presidente di Differenza Donna, aveva descritto così la situazione: “La Direttiva europea sulla violenza contro le donne che rischia di essere approvata il 6 febbraio è stata gravemente modificata dai ministri degli stati membri riuniti nel Consiglio dell'Unione Europea. Se fosse approvata così – anziché con il testo votato a marzo dell'anno scorso dal Parlamento europeo – la Direttiva rischia di vanificare le misure della Convenzione di Istanbul, in particolare per quanto riguarda lo stupro, le molestie sessuali nei luoghi di lavoro, il cosiddetto revenge porn". Alcuni Paesi stanno bloccando l'iter del testo proprio per evitare di compiere passi indietro nell’ambito di tutela delle donne.
La Convenzione di Istanbul: cos’è e cosa dice
La Convenzione di Istanbul è il più importante trattato internazionale contro la violenza contro le donne e quella domestica ed ha stabilito che la violenza di genere (la quale comprende atti di abusi discriminatori fisici, sessuali, psicologici, economici, la privazione della libertà pubblica e privata e le minacce di perpetrare tali atti) è, a tutti gli effetti, una violazione dei diritti umani. Il Consiglio d’Europa l’ha approvata nel 2011. La nuova direttiva, carente della definizione e penalizzazione di stupro, anche sul lavoro, costituirebbe un cambio di rotta all’indietro ed una vera e propria violazione di questo trattato.
In vista dell’imminente decisione, è stato chiesto a Giorgia Meloni di dare una risposta forte per creare un coordinamento tra nazioni per permettere l’avanzamento di una norma condivisa da tutti in difesa effettiva delle donne in tutta Europa.
Aggiornamento: la legge è stata approvata
Una giornata buia per i diritti delle donne in tutta Europa: è stata ufficialmente appovata, nel maggio 2024, la legge contro la violenza sulle donne dal Parlamento Europeo, con il testo modificato. Ciò significa che i Paesi europei non sono obbligati a perseguire come stupro, secondo quanto definito dalla Convenzione di Istanbul, il rapporto sessuale che avviene senza il consenso esplicito della donna, senza necessariamente coinvolgere costrizioni fisiche da parte dell'autore o considerare lo stato di ebbrezza della donna. È davvero questa l'Unione Europea che vogliamo?