Selvaggia Lucarelli su Jovanotti e Gaza: "Delusa da lui. Non si può parlare solo di pace mentre avviene un genocidio"
"Prima o poi doveva succedere anche con lui". Selvaggia Lucarelli rompe il silenzio su Jovanotti e Gaza, ecco cos'ha detto.
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Selvaggia Lucarelli ha commentato con fermezza il recente intervento di Jovanotti dal palco del No Borders Festival, dove il cantante ha parlato di Gaza senza prendere una posizione netta. La giornalista non ha nascosto la delusione per le sue parole, e lo accusa di non usare la sua autorevolezza per dire la verità: "Non è più tempo di parlare solo di pace". Ecco il suo intervento integrale.
Selvaggia Lucarelli contro le parole di Jovanotti sulla pace
"YUna delusione, prima o poi doveva succedere anche con lui"
Il colpo, inaspettato e diretto, arriva da una delle voci più graffianti del panorama mediatico italiano: Selvaggia Lucarelli. Il destinatario: Jovanotti, che dal palco del No Borders Festival ha parlato di Gaza in termini generici, auspicando semplicemente "pace". Una posizione che la giornalista ha trovato non solo insoddisfacente, ma dannosa.
"Anche le persone a cui vuoi bene da sempre da lontano, possono deluderti. Prima o poi doveva succedere anche con Jovanotti", ha scritto Lucarelli nelle sue storie social. E continua: "Anche perché lui, intelligente com'è, potrebbe dire cose intelligenti, con mezzi, pubblico e autorevolezza."
"Non si può più essere pavidi"
Il punto centrale del discorso è tutto qui: per Lucarelli, nel contesto attuale, chi ha visibilità non può sottrarsi a una presa di posizione. E no, non si tratta di un conflitto da "entrambe le parti".
"Si sta consumando un genocidio, non si può essere pavidi. E no, non è DA ENTRAMBE LE PARTI. Di fronte a tutto questo non si può più parlare solo di pace. Bisogna dire a chiare lettere che Israele sta sterminando un popolo. Bombardandolo, affamandolo. È un popolo di momentanei sopravvissuti ridotti a morire di fame, ferite, agonia. Con una salute mentale che avrà strascichi infiniti."
Lucarelli insiste sulla necessità di un linguaggio più chiaro, schierato, diretto. "Bisogna essere pacifisti e anti-coloniali. Una pace colonizzata è solo una prigione raccontata meglio."
"Non basta tirare in ballo i bambini"
Lucarelli punta poi il dito su una forma di narrazione strumentale che, a suo dire, non basta più: quella che tira in ballo i bambini di Gaza per scuotere la coscienza pubblica. "C'è una cosa ulteriore che voglio dire sulla comunicazione che si fa a proposito di Gaza. E riguarda, appunto, i bambini (non a caso nominati anche da Jovanotti)." Ma per Lucarelli, l'orrore non ha bisogno di essere filtrato attraverso l'infanzia per risultare evidente: la tragedia in corso è tale anche senza questa retorica. L'empatia non dovrebbe scattare solo al pensiero dei più piccoli, ma davanti alla condizione dell'intero popolo palestinese.
Il silenzio degli intellettuali
Nel mirino della giornalista non c'è solo Jovanotti. Lucarelli denuncia anche il silenzio colpevole di molti intellettuali, citando anche Roberto Saviano, tra coloro che, secondo lei, avrebbero potuto e dovuto dire qualcosa di più. Il tono è quello di chi non ha più voglia di girare attorno alle parole. Per Selvaggia Lucarelli, è tempo di scegliere da che parte stare. E di dirlo, ad alta voce.
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