Scarlett Johansson dalla voce di "Her" a quella di ChatGpt: "OpenAI l'ha usata senza il mio consenso"
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L'attrice si scaglia contro ChatGpt: "Quando ho sentito la voce creata dall'intelligenza artificiale ero scioccata". Con le nuove frontiere della tecnologia, anche il discorso sul consenso deve evolvere.
Scarlett Johansson contro ChatGpt: che cosa è successo?
La nota azienda di intelligenza artificiale avrebbe utilizzato la voce dell'attrice senza però chiederle il permesso. Per chi non lo sapesse, Scarlett tempo fa si era rifiutata di "donare" la sua voce in licenza alla startup, quindi a maggior ragione quanto successo ha ovviamente irritato l'attrice, che subito ha reagito scagliandosi proprio contro ChatGpt.
La reazione dell'attrice alla replica della sua voce senza consenso
"Quando ho sentito la voce creata dall'intelligenza artificiale, ero scioccata, arrabbiata e incredula. Era così simile alla mia, che i miei amici più stretti non sapevano dire quale fosse quella vera". Con queste parole Scarlett si è raccontata al Washington Post, dimostrando la sua delusione e la sua rabbia verso un gesto inaccettabile, oltre che imperdonabile, da parte di OpenAI. Il fatto che una voce possa infatti essere replicata senza consenso da parte della persona che la detiene è solo il preludio di qualcosa di molto più sinistro: che venga usata e manipolata per fare dichiarazioni e fatti senza alcuna base reale. Prima di arrivare alla manipolazione della realtà, insomma, il tema del consenso è assolutamente fondamentale da portare sul tavolo.
Che cosa c'entra ChatGpt con Scarlett Johansson?
Per quanto possa risuonare strana l'associazione Scarlett Johansson e ChatGpt, in realtà non lo è così tanto. Infatti, attrice e startup erano già in contatto prima dello spiacevole evento: il motivo? Il lancio del nuovo modello ChatGpt 40.
Che cosa prevede il nuovo modello di ChatGpt 40
Il programma di intelligenza artificiale più utilizzato al mondo ha presentato un nuovo aggiornamento. In questo (e qui torna Scarlett) è incluso un approfondimento sulla nuovissima e altrettanto efficace modalità vocale, per la quale sono state inserite voci "più umane" volte a rispondere alle varie domande degli utenti. Tra tutte queste voci, sono stati proprio gli utenti più attenti ad avere notato che una di loro, Sky, fosse pressocché identica a quella dell'attrice. Una volta riconosciuta la voce di Scarlett, l'amministratore delegato di OpenAI è stato invaso da mail che chiedevano come avesse fatto a creare le voci e, poco tempo dopo, quella di Sky era stata sospesa: un caso?
Scarlett Johansson: dalla voce in Her a quella in ChatGpt
Il filo che unisce l'attrice all'AI non è poi così invisibile: ricordate il film Her? Ecco, era proprio Scarlett a interpretare la voce dell'intelligenza artificiale emotiva di cui il protagonista si innamorava. Incredibile come un film di fantascienza al giorno d'oggi sia di fatto divenuto realtà. Sam Altman, quindi, avrebbe chiesto all'attrice di prendere in considerazione l'idea di diventare una delle voci di ChatGpt 40.
"Mi ha detto che avrei potuto aiutare i consumatori a sentirsi a proprio agio"
La proposta dell'AD di OpenAI era arrivata all'attrice che, dopo una lunga riflessione, aveva scelto di rinunciare per motivi personali, rifiutando quindi l'offerta. Peccato che pochi mesi dopo, la voce di Scarlett sia comunque comparsa nel programma, destando sospetti negli amici e nei familiari dell'attrice: ChatGpt non aveva rispettato le scelte dell'attrice?
"Sono stata costretta ad assumere un consulente legale"
Una volta appurato che effettivamente il programma avesse utilizzato la sua voce nel suo nuovo aggiornamento, Scarlett Johansson ha scelto di muoversi per vie legali. L'avvocato dell'attrice ha quindi scritto due lettere, una all'amministratore delegato, mentre l'altra a OpenAI, dove chiedeva di mostrare nel minimo dettaglio tutti i procedimenti riguardanti la creazione della voce. Alla fine, con non poca polemica, OpenaAI ha eliminato ufficialmente la voce di Sky.
La replica di OpenAI sul caso della "voce rubata" senza consenso
"Non è la voce di Scarlett Johansson"
Come avrà risposto OpenAI alle accuse di Scarlett Johansson? L'azienda ha scelto di rendere pubblico un messaggio direttamente dal suo blog: qui ha spiegato che per trovare le varie voci da inserire nel programma si esegue un lungo processo di casting. Dunque, dice AI, quella di Sky non sarebbe la voce di Scarlett, ma apparterrebbe a quella di un'altra attrice di cui, però, l'azienda "non può condividere il nome".
Intelligenza artificiale e privacy: la questione del deepfake
Il caso portato alla luce da Scarlett Johansson si aggiunge alla già fitta lista di problemi legati alla privacy connessa all'AI. Non è la prima volta, infatti, che si parla di problemi di sicurezza nel campo dell'intelligenza artificiale. Basti pensare alla questione del deepfake, considerato sì un avanzamento della tecnologia, ma talvolta un vero e proprio pericolo, se si pensa all'uso che se ne può fare e che, di fatto, già se ne fa in senso negativo. I rischi sono tanti, quindi l'attenzione deve essere altrettanto alta, specialmente se si parla di identità rubate, di volti replicati e di voci ricreate senza consenso: la privacy e il rispetto della persona devono sempre essere al primo posto.
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