Assunzioni agevolate: tutto sul Bonus Donne 2025 e come ottenere l’esonero INPS
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Il Bonus Donne 2025 è un’opportunità concreta per promuovere l’occupazione stabile delle donne e per alleggerire i costi contributivi delle imprese. L’accesso è semplice, la procedura è digitale e i vantaggi economici sono rilevanti. Le aziende interessate devono però muoversi nei tempi previsti e assicurarsi di rispettare tutti i requisiti indicati dall’INPS e dalla normativa vigente. Siete datori di lavoro? Ecco una guida completa.
Bonus Donne 2025: requisiti, importi, domanda INPS e settori ammessi
Il Bonus Donne 2025 è una delle misure chiave introdotte dal Decreto Coesione per incentivare l’assunzione stabile di lavoratrici svantaggiate. Dal 16 maggio sarà possibile fare domanda per accedere a un esonero contributivo fino a 650 euro al mese, per un massimo di 24 mesi. L’INPS ha reso operative le istruzioni con la circolare n. 91 del 12 maggio 2025.
Vediamo nel dettaglio come funziona il bonus, chi può beneficiarne, quali sono i requisiti e come presentare correttamente la domanda.
Che cos'è il Bonus Donne
Il Bonus Donne 2025 consiste in un esonero del 100% dai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le assunzioni a tempo indeterminato di donne in determinate condizioni di svantaggio. L’esonero è riconosciuto per un periodo massimo di 24 mesi, entro il limite di 650 euro al mese per ogni lavoratrice assunta. Sono esclusi i contributi dovuti all’INAIL.
La misura rientra nel Programma “Giovani, Donne, Lavoro 2021-2027” ed è finanziata anche a livello europeo. Può essere applicata a tutte le assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2025.
Chi può beneficiare dell’agevolazione e chi sono le donne in condizioni di svantaggio
Il bonus è rivolto ai datori di lavoro privati, anche del settore agricolo. Possono accedervi se assumono donne che, alla data dell’assunzione, si trovano in una delle seguenti condizioni:
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Donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti
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Donne disoccupate da almeno 6 mesi residenti nelle regioni della ZES unica del Mezzogiorno: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna
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Donne impiegate in settori con forte disparità occupazionale di genere, individuati ogni anno con decreto ministeriale
Per i primi due profili, l’agevolazione ha una durata di 24 mesi. Per le lavoratrici in settori a disparità di genere, invece, l’esonero dura 12 mesi.
L’esonero consiste nella totale esclusione dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (fino a 650 euro mensili per ciascuna assunzione). Il beneficio non comprende i premi assicurativi INAIL.
L’importo massimo teorico è pari a 15.600 euro per ciascuna lavoratrice assunta con contratto a tempo indeterminato per due anni. In caso di part-time, l'importo è proporzionato in base all'orario.
Il bonus si applica anche alle trasformazioni di contratti da tempo determinato a indeterminato, purché rispettino i requisiti previsti.
Come fare domanda e i documenti necessari
La domanda per il Bonus Donne va presentata esclusivamente in via telematica sul “Portale delle Agevolazioni” (ex DiResCo), accessibile dal sito INPS a partire dal 16 maggio 2025.
Nel modulo online devono essere inserite tutte le informazioni richieste:
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Dati identificativi dell’impresa
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Dati anagrafici della lavoratrice assunta o da assumere
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Tipologia contrattuale e orario di lavoro
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Retribuzione media mensile prevista
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Aliquota contributiva a carico del datore di lavoro
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Oggetto dell’esonero richiesto
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Sede effettiva di lavoro (filiale, reparto o stabilimento)
La corretta compilazione è essenziale per l’ammissione all’agevolazione.
Settori con disparità occupazionale di genere: quali sono
Il bonus si applica anche alle donne che lavorano in settori ad alta disparità occupazionale di genere. L’elenco dei settori viene aggiornato ogni anno tramite decreto del Ministero del Lavoro, in accordo con il Ministero dell’Economia. Si tratta in genere di comparti dove la presenza femminile è inferiore al 25% rispetto al totale degli occupati.
È consigliabile consultare il decreto annuale per verificare se il proprio settore rientra tra quelli incentivabili.
Quanto vale il bonus per le imprese?
Il valore dell’agevolazione varia in base al tipo di lavoratrice assunta e alla durata del rapporto. Nel caso di una lavoratrice svantaggiata assunta a tempo pieno, l’esonero può arrivare a 650 euro al mese per 24 mesi, cioè un totale di 15.600 euro per singola unità assunta.
Questo rappresenta un notevole risparmio per le imprese, che possono ridurre i costi di assunzione incentivando al tempo stesso l’occupazione femminile.
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