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Servizi sanitari Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Regione Lombardia taglia i contributi per i caregiver di persone disabili

Gli studenti con disabilità e i ragazzi sullo spettro autistico vedranno il contributo regionale dimezzato da 750 a 400 euro al mese.
Gli studenti con disabilità e i ragazzi sullo spettro autistico vedranno il contributo regionale dimezzato da 750 a 400 euro al mese.   (getty images)
La delibera 1669 in Lombardia provoca delle riduzioni imponenti nei sussidi economici destinate alle famiglie con persone disabili per assumere caregiver personali. Ecco perché la situazione è drammatica.  
di Maya Artusi Moro

La giunta regionale della Lombardia, guidata dal centrodestra, il 28 dicembre 2023 ha dato il via alla delibera 1669: sono previsti dei netti tagli al contributo economico destinato ai caregiver famigliari che assistono a domicilio persone con gravissime disabilità. Il provvedimento è solo in parte in linea con il Pnna, il Piano nazionale per la non autosufficienza, che prevede per i prossimi tre anni una conversione graduale dall’erogazione indiretta di contributi economici a quella diretta sotto forma di servizi

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Pnna: cos’è e quale scopo si pone 

Il Piano nazionale per la non autosufficienza 2022-2024 nasce dal decreto di Mario Draghi, ex presidente del Consiglio, che stanziava oltre 2,6 miliardi di euro per le Regioni allo scopo di realizzare degli interventi di prestazioni sociali essenziali su tutto il territorio italiano. L’obiettivo, per l’appunto, era quello di spostare l’aiuto fornito alle famiglie dal piano economico a quello sociosanitario. 

In Lombardia, i servizi di questo tipo sono molto difficili da trovare: il sistema si basa infatti su prestazioni privato-accreditato (ovvero una serie di professionisti che hanno ricevuto un accredito qualificante dalla regione ma agiscono autonomamente) e per lo più sottopagati. Le organizzazioni locali si esprimono contro questa manovra che offre in cambio di denaro dei servizi, a tutti i fatti, inesistenti.

Il Pnna ha l'obiettivo di convertire l’aiuto fornito alle famiglie dal piano economico a quello sociosanitario dei servizi.
Il Pnna ha l'obiettivo di convertire l’aiuto fornito alle famiglie dal piano economico a quello sociosanitario dei servizi.   (getty images)

Servizi sociosanitari in Lombardia: un'impresa impossibile

La decisione indica un tempo di sei mesi prima dell’attivazione dei suddetti servizi, fissata dunque per il primo giugno. Ma da chi saranno espressi, in quali modi? Chi li progetterà, come avverranno le implementazioni? Queste domande rimangono prive di una risposta. Già trovare educatori ed operatori qualificati è un’impresa non da poco. La maggior parte delle associazioni ritiene che, stando allo stato attuale e inadeguato delle cose, un semestre sia insufficiente per mutare il funzionamento regionale dell’assistenza a domicilio. Nel frattempo, le famiglie disperano ed iniziano a fare i conti sulle conseguenze di questo provvedimento penalizzante.

In Lombardia, i servizi di assistenza domiciliari sono quasi impossibili da trovare
In Lombardia, i servizi di assistenza domiciliari sono quasi impossibili da trovare  (getty images)

La responsabilità della regione Lombardia

Fortunato Nicoletti, vice-presidente di Nessuno È Escluso, associazione di volontariato attiva in Lombardia, illustra che nello stesso Pnna sarebbe indicato che laddove il sistema dei servizi è impreparato ad accogliere il cambiamento auspicato dal provvedimento, spetterebbe alle Regioni implementare le risorse per far sì che le famiglie non si trovino in condizioni insostenibili. In nessun altra realtà a parte quella lombarda, infatti, la situazione è tanto grave. 

Qualche dato: chi è interessato dai tagli?

Stando ai dati di ottobre, sono più di 11.000 le persone in Lombardia afflitte da una gravissima disabilità che percepiscono il contributo economico mensile. Aisla, associazione italiana di pazienti affetti da Sla, ha fatto una stima delle conseguenze economiche del decreto per le famiglie.

  • 3.000 persone assistite da caregiver familiari vedranno una riduzione del sussidio da 650 euro a 400 al mese. 
  • Per le persone in una condizione di dipendenza vitale da macchinari (per coma, stato vegetativo o tracheotomia), la diminuzione sarà da 900 a 700 euro al mese. 
  • Gli studenti con disabilità e i ragazzi sullo spettro autistico si troveranno il contributo dimezzato da 750 a 400 euro al mese. 

Già erano stati registrati imponenti incrementi nelle spese per assistenti e badanti (con una crescita dei costi mensili fino a 123 euro). 

Secondo il Pnna starebbe alle Regioni, nel caso in cui il sistema dei servizi sia impreparato ad erogare i servizi, fornire sostegno economico alle famiglie.
Secondo il Pnna starebbe alle Regioni, nel caso in cui il sistema dei servizi sia impreparato ad erogare i servizi, fornire sostegno economico alle famiglie.  (getty images)

"Vivere sarà impossibile"

Il padre di Andrea, ragazzo autistico, ha commentato amareggiato: “Tantissime famiglie come la nostra sopravvivono con questi soldi e tante mamme per accudire i figli sono costrette a licenziarsi o a ridurre l’orario di lavoro. Già vivere così è difficilissimo, adesso diventerà impossibile”. Auspica solo che vengano previsti i “sostegni indispensabili al figlio a vivere un’esistenza dignitosa, nel rispetto dei suoi diritti fondamentali”. 

“È una sforbiciata ai contributi economici che va progressivamente negli anni dal 25% al 45% circa, con conseguenze devastanti su tutte le famiglie che con quei contributi (stante la totale assenza dei servizi sia sanitari che socio-assistenziali) pagano privatamente terapie riabilitative o personale di supporto ai caregiver familiari” ha concluso duramente Nicoletti.