Oblio oncologico: l'unanime approvazione della legge
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Oblio oncologico: un’approvazione a 360°
Unanime il voto al Senato italiano per l’approvazione della legge sull’oblio oncologico; già alla Camera dei Deputati il passaggio era stato fatto in tempo record – con ben 139 voti favorevoli – ed oggi il testo viene confermato senza modifiche rispetto all’originale presentato dalle Onlus AIEOP e FIAGOP (Associazione Italiana Ematologia e Oncologia Pediatrica e Federazione Italiana Associazioni Genitori e Guariti Oncoematologia), che hanno promosso senza sosta degli interventi chiave specificamente volti a tutelare pazienti ed ex pazienti oncologici pediatrici.
Un po’ di numeri: una situazione da affrontare con urgenza
Con il progresso della medicina e più efficienti cure, sempre più malati in giovane età affetti da patologie ematiche e oncologiche sono in grado di guarire; le stime nella sola Europa si aggirano attorno alle 400.000 persone (con un aumento annuo del 3%). In Italia, il numero raggiunge i 50.000 e si concentra in una fascia d’età tra i 25 e i 30 anni. Ci si aspetta che la vita di questi individui, dopo essersi finalmente liberati dalla malattia, sia un sospiro di sollievo. Tuttavia, non sempre è così facile.
“Quotidianamente ci impegniamo a promuovere non solo cure all’avanguardia, ma anche una legislazione che comprenda appieno le specificità dei nostri pazienti,” ha dichiarato Arcangelo Prete, presidente di AIEOP: “Gli sforzi internazionali mirano a garantire ai pazienti in trattamento cure personalizzate che non compromettano la loro qualità di vita: il diritto all'oblio si inserisce in questa visione.”
Storia oncologica e quando è richiesta
Prima di questa legge, per richiedere un mutuo in banca, iniziare un processo di adozione, stipulare un’assicurazione sulla vita o perfino per cercare un lavoro, gli ex-pazienti venivano sottoposti ad una vera e propria indagine discriminatoria in merito alla proprie pregresse condizioni di salute e negati qualunque richiesta avessero avanzato. Questo diveniva un impedimento a vivere liberamente e ad avvalersi delle stesse opportunità garantite a chiunque altro non abbia conosciuto questa patologia. Il disegno legislativo punta a restituire a chi ha relegato questa infermità nel passato la possibilità di fare esperienza del mondo sociale e lavorativo al pari dei coetanei ‘sani’.
Testo della legge: che cosa cambia adesso
Oggi si prevede che: nei casi di procedure per l'adozione, richiesta di mutui e pratiche bancarie e assicurazioni, così come nelle procedure concorsuali (qualora sia prevista un’idoneità fisica), non sia ammessa la richiesta di informazioni concernenti lo stato di salute relativamente a patologie oncologiche il cui trattamento attivo si sia concluso, senza episodi di recidiva, da più di dieci anni. Per i pazienti in cui la diagnosi sia antecedente ai ventuno anni, questo limite è ridotto a cinque. In aggiunta ci si attende che vengano istituite tabelle (ad occuparsene sarà un tavolo tecnico del Ministero della Salute) che consentano di diminuire questi tempi in base alla differente tipologia oncologica.
Accoglienza dell’approvazione
Un lungo applauso segue il voto, avviato dall’Associazione italiana di Oncologia medica (AIOM). Il Ministro della Salute Orazio Schillaci, dopo aver ringraziato tutte le forze politiche per aver collaborato per la realizzazione di questo cambiamento epocale, ha definito il provvedimento una “battaglia di civiltà”. Il presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera, Ugo Cappellacci, invece, ha parlato di “Una bella pagina di libertà e di speranza”. Francesco Cognetti, presidente della Federazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi (FOCE) ha tuttavia richiesto una concreta e immediata applicazione della legge, spostando l’attenzione su Governo e Ministeri della Salute, del Lavoro e della Giustizia affinché la attuino entro i sessanta giorni previsti.
Mossa d’avanguardia: un passo verso il futuro
Questa decisione colloca l’Italia tra i pochissimi paesi europei (Francia, Portogallo, Spagna, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi) ad aver accolto l’appello lanciato nel 2022 dalla Commissione Europea di dotarsi entro tre anni di una legge sul diritto all’oblio oncologico. Per una volta ci si può rallegrare con orgoglio di aver contribuito attivamente ad una spinta avanguardistica volta al miglioramento della qualità di vita di milioni di persone.
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