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Manuale di sopravvivenza 3 minuti di lettura

Addio al regime forfettario se guadagni troppo? Cosa succede alla Partita IVA

Addio al regime forfettario? Cosa succede alle Partite Iva?
Addio al regime forfettario? Cosa succede alle Partite Iva?  (getty images)

Superare determinate soglie di ricavi può comportare l'uscita dal regime forfettario e il passaggio alla tassazione ordinaria. Non conta solo il fatturato: esistono limiti, cause di esclusione e controlli sempre più stringenti. Ecco tutti gli scenari che le partite IVA devono conoscere per evitare errori e sanzioni.

di Marcella La Cioppa

Il regime forfettario continua a rappresentare una delle soluzioni fiscali più vantaggiose per professionisti e lavoratori autonomi, grazie all'imposta sostitutiva agevolata e agli adempimenti ridotti. Tuttavia, il mantenimento dei benefici non è automatico: il superamento di specifiche soglie di ricavi o il verificarsi di particolari condizioni può determinare la fuoriuscita dal regime. Con i controlli dell'Agenzia delle Entrate sempre più mirati, è fondamentale conoscere i limiti previsti dalla normativa e, soprattutto, capire quali sono le conseguenze per chi supera le soglie consentite.

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Perché il regime forfettario è finito sotto osservazione in Europa

Negli ultimi mesi il regime forfettario è tornato al centro del dibattito fiscale, soprattutto dopo le osservazioni formulate dalla Commissione Europea. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Bruxelles non ha chiesto l'abolizione della flat tax al 15%, ma ha evidenziato alcune criticità che potrebbero rendere necessario un intervento correttivo nei prossimi anni.

L'attenzione si concentra soprattutto sulla differenza di trattamento fiscale tra lavoratori autonomi e dipendenti che percepiscono redditi simili, una situazione che secondo le istituzioni europee rischia di creare squilibri all'interno del sistema tributario.

Partita IVa e regime forfettario: le criticità evidenziate dalla Commissione Europea

Secondo l'analisi europea, il regime forfettario presenta alcune caratteristiche che possono favorire effetti distorsivi. Tra gli aspetti maggiormente discussi figurano la minore tracciabilità delle operazioni economiche, l'assenza di una contabilità analitica e la presenza di incentivi che spingono molti contribuenti a mantenere i propri ricavi entro i limiti previsti dalla normativa.

Il tema non riguarda esclusivamente il contrasto all'evasione fiscale. Uno dei punti più delicati è infatti il cosiddetto "effetto soglia", che può indurre professionisti e piccoli imprenditori a rinunciare a nuove opportunità di crescita pur di non perdere i vantaggi fiscali garantiti dal regime agevolato.

Perché il 2026 potrebbe rappresentare un anno decisivo per le Partite IVA?

L'Italia continua infatti a essere sottoposta alla procedura europea per disavanzo eccessivo, e il regime forfettario comporta un minor gettito fiscale stimato in circa 2,5 miliardi di euro all'anno rispetto all'applicazione della tassazione ordinaria IRPEF. In un contesto caratterizzato dalla necessità di reperire nuove risorse per la finanza pubblica, questa voce potrebbe entrare concretamente nelle valutazioni del Ministero dell'Economia e della Ragioneria generale dello Stato durante le prossime manovre di bilancio.

Al momento non esistono interventi già approvati, e per il 2026 restano confermati sia la flat tax al 15% sia il limite di 85.000 euro di ricavi o compensi per accedere e permanere nel regime.

I possibili scenari per il futuro del regime forfettario

Le ipotesi sul tavolo sono diverse, e presentano impatti differenti per professionisti e partite IVA.

Riduzione della soglia di accesso

Il primo scenario prevede un abbassamento dell'attuale limite di ricavi. La soglia potrebbe scendere dagli attuali 85.000 euro a 65.000 o 70.000 euro, restringendo la platea dei beneficiari ai contribuenti con redditi più contenuti. Una soluzione che consentirebbe di ridurre il divario fiscale rispetto ai lavoratori dipendenti, ma avrebbe conseguenze immediate per molti professionisti che oggi operano nella fascia medio-alta del regime forfettario.

Aumento dell'aliquota della flat tax

Un'altra possibilità consiste nel mantenere il regime agevolato aumentando però l'aliquota sostitutiva. In questo scenario la flat tax potrebbe passare dall'attuale 15% a una percentuale compresa tra il 18% e il 23%. L'obiettivo sarebbe quello di conservare la semplicità amministrativa del sistema, riducendo però il vantaggio fiscale rispetto al regime ordinario.

Introduzione di una tassazione progressiva

L'ipotesi considerata da molti esperti come la più equilibrata prevede invece l'introduzione di un meccanismo progressivo. Cosa significa? L'aliquota agevolata potrebbe continuare ad applicarsi entro una determinata soglia di reddito, mentre la quota eccedente verrebbe tassata secondo le regole ordinarie dell'IRPEF. Una soluzione che consentirebbe di limitare le distorsioni senza eliminare completamente i benefici del regime forfettario.

Chi rischia di più in caso di riforma del regime forfettario

Non tutti i contribuenti sarebbero colpiti nello stesso modo da eventuali modifiche legislative. La categoria più esposta è quella dei professionisti e lavoratori autonomi che registrano ricavi compresi tra 60.000 e 85.000 euro annui. Si tratta della fascia che oggi beneficia maggiormente della tassazione agevolata e che potrebbe subire un aumento significativo del carico fiscale in caso di riduzione delle soglie o revisione delle regole di accesso.

Ma non è tutto, perché particolare attenzione dovranno prestare anche coloro che affiancano un'attività autonoma a un lavoro dipendente. Eventuali modifiche alle aliquote o ai requisiti di accesso potrebbero incidere sulla convenienza complessiva della doppia attività, rendendo necessaria una revisione della propria pianificazione fiscale e reddituale.

Sembrano invece meno vulnerabili i contribuenti che hanno appena avviato la propria attività, e che beneficiano dell'aliquota ridotta al 5% prevista per i primi cinque anni. Qualsiasi eventuale riforma potrebbe infatti continuare a tutelare questa categoria, considerata strategica per incentivare la nascita di nuove attività professionali e imprenditoriali.