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Referendum Aggiornato alle 3 minuti di lettura

Referendum 2025, il tempo sta per scadere: come votare fuori sede e non perdere il diritto al voto

Referendum 2025: scadenza 4 maggio per la domanda di voto fuori sede, come presentarla
Referendum 2025: scadenza 4 maggio per la domanda di voto fuori sede, come presentarla  (getty images)
Ultimi giorni per richiedere il voto fuori sede per i referendum 2025: come inviare la domanda, chi può farlo e cosa serve per partecipare alle consultazioni di giugno.
di Maya Artusi Moro

Mancano pochissimi giorni alla scadenza per richiedere il voto fuori sede in vista dei referendum 2025. Tutte le informazioni utili su chi può votare lontano dal proprio comune di residenza, come inviare la domanda entro il termine e cosa succede dopo.

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Referendum 2025, ultimi giorni per richiedere il voto fuori sede

Il tempo stringe: il 4 maggio 2025 è la data ultima per inviare la richiesta di voto fuori sede in vista dei referendum dell’8 e 9 giugno. Una possibilità preziosa per chi, per motivi di studio, lavoro o salute, si troverà lontano dal proprio comune di residenza. Grazie a una novità introdotta in via sperimentale con il decreto legge n. 27/2025, migliaia di cittadini e cittadine potranno esercitare il loro diritto di voto senza dover rientrare a casa. Vediamo tutto quello che c’è da sapere, in modo pratico e chiaro.

Chi può votare fuori sede ai referendum 2025?

La possibilità di votare fuori sede riguarda chi, per studio, lavoro o cure mediche, è temporaneamente domiciliato in un comune diverso da quello di iscrizione elettorale, purché situato in una provincia diversa. Attenzione però: non basta un’assenza temporanea. Per usufruire di questo diritto è necessario che la lontananza duri almeno tre mesi e che comprenda la data delle votazioni, ovvero il 9 giugno 2025.

Questa novità interessa moltissimi italiani, soprattutto studenti universitari e giovani lavoratori. Il Ministero dell’Interno ha voluto offrire così una risposta concreta alle esigenze di mobilità, evitando che il diritto di voto venga compromesso per chi non può facilmente spostarsi.

Come si presenta la domanda di voto fuori sede?

Presentare la domanda è semplice ma richiede attenzione alle modalità e soprattutto ai tempi. Gli interessati devono inviare la richiesta al comune di domicilio temporaneo utilizzando il modulo predisposto dal Ministero dell’Interno.

La domanda può essere:

  • Presentata personalmente all’ufficio elettorale

  • Inviata tramite delegato

  • Trasmetta via PEC o altra modalità online prevista

Alla domanda occorre allegare:

  • Copia di un documento di riconoscimento valido

  • Copia della tessera elettorale

  • Documentazione che attesti la condizione di fuori sede per studio, lavoro o cure mediche

Il Ministero specifica che è preferibile utilizzare il modulo ufficiale, disponibile online sui siti istituzionali. Una procedura snella, ma che richiede comunque precisione per evitare errori che potrebbero invalidare la richiesta.

Quando scade il termine per chiedere il voto fuori sede?
Quando scade il termine per chiedere il voto fuori sede?  (getty images)

Quando scade il termine per chiedere il voto fuori sede?

La scadenza è molto ravvicinata: il termine ultimo per trasmettere la domanda è il 4 maggio 2025. È fondamentale rispettare questa data, poiché la legge prevede che la richiesta sia presentata almeno 35 giorni prima della data della consultazione referendaria.

Una volta inviata la domanda, sarà comunque possibile revocarla con le stesse modalità entro il 14 maggio 2025. Una finestra utile per chi dovesse cambiare programmi all'ultimo momento.

Cosa succede dopo aver inviato la domanda?

Chi invia correttamente la domanda riceverà, entro il 3 giugno 2025, un attestato dal comune di temporaneo domicilio. Questo documento indicherà il numero e l’indirizzo della sezione elettorale presso cui presentarsi per esprimere il proprio voto.

Al momento del voto sarà necessario:

  • Esibire l’attestato

  • Mostrare un documento di identità valido

  • Presentare la propria tessera elettorale

Senza uno di questi tre documenti, non sarà possibile votare. È quindi fondamentale conservarli con cura e portarli con sé il giorno delle elezioni.

Dove trovare il modulo e ulteriori informazioni?

Il modulo di domanda è disponibile sul sito ufficiale del Ministero dell’Interno e sui portali delle prefetture e dei comuni. I siti mettono a disposizione anche esempi compilati e indicazioni pratiche per agevolare i cittadini nella procedura.

Chi ha dubbi può contattare direttamente l'ufficio elettorale del comune di domicilio temporaneo. Gli operatori sono generalmente preparati a fornire assistenza sia telefonica che online.

Quali sono i referendum su cui si vota a giugno 2025?

  • Contratto di lavoro a tutele crescenti

  • Licenziamenti nelle piccole imprese

  • Contratti a termine

  • Responsabilità solidale negli appalti

  • Cittadinanza italiana

Contratto di lavoro a tutele crescenti

Il primo quesito propone l'abrogazione del decreto legislativo che disciplina il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, introdotto con il Jobs Act nel 2015. L'obiettivo è quello di ripristinare il diritto al reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutti i lavoratori, indipendentemente dalla data di assunzione. Attualmente, infatti, chi è stato assunto dopo il 2015 ha meno tutele rispetto a chi ha firmato un contratto prima di quella data.

Licenziamenti nelle piccole imprese

Il secondo referendum chiede di modificare le regole sui licenziamenti illegittimi nelle imprese con meno di 15 dipendenti. Oggi il risarcimento è limitato a un massimo di sei mensilità, con possibilità di arrivare a dieci o quattordici in base all’anzianità. Il quesito vuole eliminare questo tetto massimo, garantendo ai lavoratori delle piccole imprese un trattamento più equo in caso di licenziamento non giustificato.

Quali sono i referendum su cui si vota a giugno 2025?
Quali sono i referendum su cui si vota a giugno 2025?  (getty images)

Contratti a termine

Il terzo quesito riguarda i contratti a tempo determinato. Si mira ad abrogare le norme che oggi permettono di prorogare oltre i 12 mesi i contratti solo a fronte di motivazioni specifiche (le cosiddette “causali”). Eliminando tali vincoli, si punta a ridurre il ricorso eccessivo ai contratti a termine, incentivando la stabilizzazione dei lavoratori.

Responsabilità solidale negli appalti

Il quarto referendum propone di rafforzare le tutele per la sicurezza sul lavoro. Attualmente, nei contratti di appalto e subappalto, il committente non è responsabile dei danni da infortuni derivanti da rischi specifici dell'attività svolta dall'appaltatore. L'abrogazione di questa norma renderebbe il committente solidalmente responsabile, garantendo una maggiore tutela ai lavoratori impiegati negli appalti.

Cittadinanza italiana

Il quinto quesito riguarda il tema della cittadinanza. Oggi, uno straniero extracomunitario può richiedere la cittadinanza italiana dopo dieci anni di residenza legale continuativa. Il referendum propone di ridurre questo termine a cinque anni, rendendo l'acquisizione della cittadinanza più accessibile per chi vive stabilmente in Italia.