Charli XCX: vulnerabilità e autenticità, la "combo" che l'ha resa un'icona ritorna nell'album remix di "Brat (and it’s completely different but also still brat)"
L’autunno 2024 si apre con un attesissimo ritorno: Charli XCX e il suo nuovo album remix, Brat and it’s completely different but also still brat. Dopo il successo della versione deluxe Brat and it’s the same but there’s three more songs so it’s not, Charli porta sul mercato una nuova esplosione musicale che ha catturato l’attenzione di fan e critici di tutto il mondo. Ma cos’è che rende questa artista britannica così speciale? Come è riuscita ad elevare il suo stile unico da “di nicchia” a icona culturale globale, tanto da influenzare moda, politica e, addirittura, social media?
Se dovessimo riassumere l'estate 2024 con una sola parola, sarebbe senza dubbio Brat. Questo termine è diventato un'icona culturale per eccellenza, invadendo musica, moda, social, tendenze e perfino politica. E ora, con l’arrivo dell’autunno, Brat torna in una nuova veste remix: una versione, come suggerisce il titolo, “completamente diversa ma ancora profondamente Brat”. Facciamo un tuffo in questo album e scopriamo come Charli XCX, con il suo stile un tempo “di nicchia”, sia riuscita a conquistare non solo le classifiche, ma anche l’opinione pubblica, diventando un simbolo rappresentativo del feeling di un momento e di una generazione, capace di arrivare fino ai corridoi della Casa Bianca e a figure come Kamala Harris.
La cantante Billie Eilish, insieme al fratello, invita i fan a votare per Kamala Harris
Brat and it’s completely different but also still brat: l’album remix di Charli XCX
Brat and it's completely different but also still brat è l'ultimo capitolo della saga Brat di Charli XCX. È finalmente uscito l’attesissimo remix dopo la versione deluxe Brat and it’s the same but there’s three more songs so it’s not, sempre sotto l'etichetta Atlantic Records e vanta collaborazioni vertiginose, oltre che sonorità potenti.
Con chi collabora Charli XCX in questo album per i featuring?
Tra i remix precedentemente pubblicati troviamo 360 con Robyn e Yung Lean, Talk Talk con Troye Sivan, Von Dutch con Addison Rae, Girl, So Confusing con Lorde e Guess con Billie Eilish, che ha scalato le classifiche. L'album vanta anche la partecipazione di artisti del calibro di Ariana Grande nel remix di Sympathy is a Knife e Bon Iver in I Think About It All the Time. Non mancano collaborazioni con amici di lunga data come Caroline Polacheck, nota per i suoi straordinari vocalizzi in Everything is romantic, e il produttore A.G. Cook nell'esplosivo tributo alla DJ Sophie, So I. La presenza di BB Trickz, la rapper drill spagnola, in Club Classics aggiunge un tocco di badass, mentre Bladee in Rewind accentua ancor di pià la fragilità e l’introspezione tipiche dei testi autobiografici di Brat. Non mancano nomi come The Japanese House, Tinashe, e Julian Casablancas, ognuno dei quali contribuisce ad arricchire ulteriormente il sound dell’album. La cosa interessante è che tutte le featuring l'artista se le è cercate con artisti che conosce da anni, con cui ha un legame di amicizia e una vera stima professionale: e traspare tutto.
Perché Brat piace? Il fenomeno del momento è autenticità pura
Verde acido su vestiti, post e reel: la Brat era di Charli XCX ha invaso il mondo. Ma cosa c'è dietro questo fenomeno che, dai social, è esploso fino a toccare politica e moda? La chiave è nel significato di Brat. Un termine che, da insulto legato al cattivo comportamento, è diventato simbolo di autenticità sfacciata e autoespressione. Brat è un sostantivo, un aggettivo, un album, ma soprattutto uno stato dell’essere.
Ed è proprio questa autenticità che colpisce: è vibrante, ribelle, ma lascia anche spazio alle insicurezze. Si allontana dall'estetica perfetta, levigata e fredda per abbracciare qualcosa di più reale, anche più "disastrato". Non si tratta di apparire impeccabili, ma di essere veri: indossare una canottiera senza reggiseno, bere vino, essere una "dirtbag". Come nel video di 360.
Charli non teme di ammettere che si sente "out of time", come se il tempo per fare le cose fosse scaduto, o che "home don’t feel like home", che casa non le dà più quel senso di sicurezza. Non ha paura di raccontare il ciclo infinito delle relazioni, amplificato dall’era del dating online, con frasi ossessive e ripetute come “fall in love again and again”. Ma lo fa con una musica che ti fa venire voglia di ballare, anche mentre affronti l'ansia per il futuro.
L'album di Charli XCX ha sbancato perché scardina generi e regole, eppure non teme di parlare apertamente delle insicurezze che ci portiamo dentro. Un disco autobiografico, fatto di contraddizioni e sentimenti veri, che riesce a connettersi con il cuore di chi ascolta.
La carta vincente: musica sperimentale, “agenere” e ibrida che fa venire voglia di ballare
Un altro punto di forza di Brat sta nel suo sound sperimentale, complesso e curato nei minimi dettagli. L'album è un mix eclettico di tracce ad alta energia e ballate più morbide, risultando sofisticato sia sul piano melodico che su quello tecnico. La produzione è straordinariamente raffinata, con suoni volutamente "sporchi e disturbanti", elettrici e a tratti dissonanti—come i gemiti che sembrano grida di bambino—fusi insieme a influenze di musica orientale meditativa e, naturalmente, vibes rave.
E siamo qui proprio per ballare. Con Brat, Charli XCX ci immerge nel mondo dei party sotterranei underground e improvvisati in location segrete, quelli che la stessa cantante dice di aver sempre frequentato, dove electropop, dance e rap si mescolano senza perdere naturalezza.
Chi è Charli XCX?
Charli XCX non è solo una musicista, ma una creativa a tutto tondo che sta ridefinendo il panorama culturale contemporaneo. Il suo impatto è stato riconosciuto anche a livello internazionale, con premi come il Visionary Award agli Ivor Novellos e il Powerhouse Award di Billboard. Ma, come sempre, la sua forza risiede nella capacità di rimanere fedele a se stessa, continuando a sfidare le convenzioni e a reinventarsi.
Oltre al successo musicale, sta ampliando il suo regno anche nel mondo del cinema e della televisione. Dopo aver contribuito alla colonna sonora del film di successo Barbie con il brano Speed Drive, sta lavorando su progetti cinematografici come Mother Mary, prodotto insieme a Jack Antonoff, e su serie come Overcompensating.