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L'account TikTok delle Paralimpiadi prende in giro gli atleti con disabilità? La controversia e le critiche

L'account TikTok delle Paralimpiadi prende in giro gli atleti con disabilità? La controversia e le critiche
L'ironia verso chi è disabile è accettabile se a farla è una persona con disabilità? Alcuni utenti del web hanno sollevato una polemica per la linea editoriale intrapresa dall'account TikTok ufficiale dei Giochi Paralimpici che, anziché presentare gli atleti al pubblico, fa grandi numeri con brevi video sulle gaffe più divertenti degli sportivi stessi. C'è chi ritiene che il tono umoristico sia una boccata d'aria fresca rispetto alla solita narrazione celebrativa in realtà piuttosto tossica e anche chi, invece, ritiene si sia oltrepassato il segno.
di Maya Artusi Moro

A pochi giorni dall'inizio delle Olimpiadi, una polemica sta infiammando il web: quella riguardante l'account TikTok ufficiale dei Giochi Paralimpici. Con un seguito di 4 milioni di follower e una media di 150.000 like per post, il profilo si presenta come un vero e proprio fenomeno mediatico. Tuttavia, questo successo è accompagnato da crescenti critiche riguardanti il tipo di contenuti pubblicati, che hanno diviso l'opinione pubblica. 

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Critiche e controversie all’account TikTok delle Paralimpiadi: che succede? 

C’è chi lo trova esilarante e ironico, e chi lo accusa di essere profondamente offensivo: l'account TikTok delle Paralimpiadi ha diviso l’opinione degli utenti, siano essi disabili ed abili, come testimoniano le centinaia di commenti sulla rete che spaziano da "non mi perdo mai un vostro video!" a "state davvero prendendo in giro una persona cieca? Dovreste vergognarvi!". La strategia mediatica adottata in vista dei giochi, infatti, non celebra gli atleti con la solita enfasi epica, ma propone video di errori, cadute e goffaggini degli sportivi, accompagnati dai suoni spiritosi tipici di TikTok. 

Perché la retorica celebrativa dell’inspiration porn è tossica 

Da una parte, c'è chi apprezza che l'account ufficiale delle Paralimpiadi non si limiti alla classica rappresentazione degli atleti disabili come dei supereroi capaci di superare insormontabili difficoltà, una retorica spesso considerata tossica. Tuttavia, molti si chiedono se sia lecito creare unicamente contenuti che ironizzino o "prendano in giro” gli atleti.  

Ma perché l'“inspiration porn” è visto come qualcosa di negativo? Questa classica narrazione rappresenta gli atleti paralimpici come se sconfiggessero la loro disabilità attraverso sforzi eroici. In realtà, costoro non stanno combattendo un bel niente, specialmente non la loro disabilità: stanno compiendo una performance sportiva. È come se questa lode – che vede come “ispirazionale” qualsiasi azione compiuta, anche le attività più quotidiane – tradisca sia l'aspettativa generale che una persona con disabilità sia in grado di svolgere ben pochi compiti e al tempo stesso sposta il focus verso una dimensione personale e del tutto irrilevante. Gli sportivi paralimpici non vincono le Olimpiadi per ispirare gli altri, lo fanno perché sono degli atleti. 

@paralympics

Para Triathlon is swim, bike and air piano.

♬ original sound - paralympics

Fare ironia sulla disabilità: cosa ne pensano le persone disabili? 

Molte persone con disabilità e gli stessi atleti spesso apprezzano un tono più ironico e mordace. Hanno adottato questo linguaggio come strumento per abbattere un altro stereotipo: quello della persona disabile “bisognosa”, debole o da compatire, proponendo invece un'immagine spiritosa, ben consapevole di come è percepita all'esterno e a tratti anche tagliente. Tuttavia, bisogna chiedersi se questo messaggio è quello che arriva a tutti. Il grande pubblico potrebbe percepirlo come una semplice ridicolizzazione, non il sottile sarcasmo che si propone di essere. Il problema dell’ironia sulla disabilità è che, spesso, in passato, a farla era una maggioranza che disabile non era, con l’intento di denigrare o di sminuire una minoranza, rappresentandola disabilità in modo disumano. Quando vediamo gli atleti cadere su musiche da circo, suona ancora così? Questa è la domanda che divide l'opinione pubblica. 

La scelta dell’account TikTok delle Paralimpiadi di puntare su una linea ironica 

Nonostante le polemiche, il comitato paralimpico ha deciso di mantenere questa linea editoriale, con piena consapevolezza delle critiche. I risultati impressionanti garantiscono uno strumento di comunicazione con il grande pubblico, guadagnato “attraverso contenuti audaci e unici” prodotti da un ex atleta paralimpico che ha piena comprensione della disabilità. “Non piaceranno a tutti i nostri video, ma il nostro obiettivo educare un pubblico che potrebbe essere meno consapevole dello sport paralimpico e dei successi dei nostri atleti”; queste le dichiarazioni.  

@paralympics

When the blade breaks, style it out like Regas Woods.

♬ original sound - ToxicSludgeONEHUNNA

L’opinione degli atleti paralimpici e con disabilità come Arianna Talamona e Sean Jackson 

Alcuni atleti si sono espressi a favore dell'account, come l’italiana Arianna Talamona, campionessa del mondo di nuoto paralimpico nel 2019 e medagliata d'argento a Tokyo 2020. L’atleta ha dichiarato che il profilo riesce sempre a strapparle un sorriso: “Tra persone con disabilità e atleti paralimpici c'è spesso un humor tagliente e autoironico. Trovo che il profilo sia vincente, perché stimola il dibattito”. 

Altri, invece, si sono schierati contro: è il caso di Sean Jackson, calciatore paralimpico inglese di 22 anni, che ritiene che l'account dovrebbe focalizzarsi sulla promozione degli atleti eccezionali che ha a disposizione, invece di trasformarli in meme di intrattenimento. 

A risultare particolarmente discordante è la predominanza di video di questo tipo, che sovrastano ampiamente altri contenuti, come presentazioni o celebrazioni degli atleti. Questa narrazione incessante corre il rischio di risultare un po’ opprimente. Imani Barbarin, attivista per i diritti delle persone con disabilità, ha criticato l'approccio dell’account TikTok: “Quando alcuni di questi audio vengono abbinati a persone con disabilità fisica, il contesto diventa più derisorio. Credo che l’intento sia diventare virali piuttosto che costruire una base di sostenitori genuini”.