Per Papa Francesco l'omosessualità è un disturbo mentale? Il Pontefice non desiste con la "frociaggine"
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Qualche tempo fa, per la precisione dopo le uscite di Papa Francesco su omosessuali e donne, ci chiedevamo cosa pensasse davvero il Pontefice delle persone LGBT+ e come queste dichiarazioni si conciliassero con la sua apparente “apertura” della Chiesa verso istanze più moderne. Ebbene, forse oggi lui stesso ci ha dato una risposta e (spoiler), non si tratta di un segnale positivo.
Papa Francesco lo fa di nuovo: “In Vaticano c’è aria di frociaggine”
È accaduto di nuovo, questa volta durante un incontro privato tenutosi all’Università Salesiana martedì 11 giugno, di fronte a 200 sacerdoti della Diocesi di Roma. Bergoglio ha ripetuto nuovamente la parola (o meglio dire, l’insulto) per cui poco tempo fa è finito su tutti i giornali, dichiarando, come riferito dai presenti, che in Vaticano “c’è aria di frociaggine”.
Le dichiarazioni di Papa Francesco: “I gay sono bravi ragazzi ma dovrebbero andare dallo psicologo”
Il tema è sempre lo stesso: l’accettazione o meno degli omosessuali, specificamente i seminaristi omosessuali, all’interno della Chiesa. Stando alle testimonianze di chi ha potuto udire il discorso, il pontefice avrebbe continuato così: “I gay sono bravi ragazzi, fanno bei cammini di fede, cercano il Signore. Però no, meglio indirizzarli a qualche bravo padre spirituale, a qualche psicologo. Un prete mi ha persino detto che oggi essere omosessuali è un vanto. No, l’ideologia gay è troppo forte e non va bene, la lobby gay ideologizza il fenomeno”.
L’omosessualità non è una malattia mentale: perché sono gravi le affermazioni di Papa Francesco
La 'bonarietà' con la quale il capo della Chiesa ha pronunciato queste parole, esattamente come nel caso delle sue affermazioni ‘casualmente sessiste’, rischia di offuscare la gravità del contenuto di queste parole. Sono invece specifici segnali che rivelano un pensiero sottointeso, quello che le persone LGBT+ siano “perse” e, ancor più grave, che soffrano di un disturbo mentale che rende necessario il consulto e la guida di uno psicologo. L'intersezione tra omosessualità e malattia mentale è un'ideologia del passato che per secoli ha contribuito, insieme alla criminalizzazione delle relazioni tra persone dello stesso sesso, alla persecuzione di milioni di esseri umani; e nel passato dovrebbe restare.
La storia della depatologizzazione dell’omosessualità
L’American Psychiatric Association è stata la prima a rimuovere l’omosessualità dal DSM (il manuale con i criteri diagnostici per i disordini mentali), e lo ha fatto nel 1973. Più tardi, nel 1990, anche l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha seguito questo esempio, spuntandola dall’ICD, la classificazione internazionale delle malattie. Di seguito, vari stati nel mondo, tra cui l’Italia, si sono adeguati ai criteri internazionali che hanno stabilito, senza ombra di dubbio, che l’omosessualità non costituisce una malattia ma si tratta di una variante perfettamente normale della sessualità umana. Dopo la decriminalizzazione, la depatologizzazione. Due step importantissimi nella storia della comunità queer che hanno permesso un cambiamento nel mondo circa il trattamento delle persone omosessuali (riducendone l'imprigionamento e l'internamento o le violente terapie forzate come la castrazione chimica), lanciando anche a loro - che spesso interiorizzavano il rigetto della società verso tro sé stessi - un messaggio limpido e di speranza: non siete criminali, non siete malati, non c’è nulla che non va in voi.
Perché le dichiarazioni di Bergoglio sono una forma di discriminazione
Il suggerimento da parte del Papa che le persone LGBT+ vadano “indirizzate” verso qualcuno che possa guidarli o perfino guarirli affonda le radici in due stereotipi gravi e dannosi nei confronti delle persone queer e contrasta completamente, annullandole, le dichiarazioni di accettazione da parte della Chiesa di non discriminare contro le persone gay, di non cacciarle di casa e privarle di supporto o famiglia, e, in generale, di non fare violenza contro di loro in nessun modo. Questo è, nei fatti, un tipo di discriminazione; questo è un tipo sottile di violenza.
Il recap delle uscite di Papa Francesco sulla “frociaggine”, sui seminaristi gay e sulle donne
Questo non si tratta di un caso isolato ma di un fenomeno che trova conferma in altri due episodi del passato recente, avvenuti il 20 ed il 29 maggio, quindi solo quale settimana fa, di cui abbiamo parlato approfonditamente qui.
I meme su Papa Francesco proliferano sul web
Nel frattempo, come sempre, internet ha la sua da dire: soprattutto le nuove generazioni hanno dimostrato una tendenza ad ironizzare sui fatti avvenuti attraverso una ricca produzione di meme che riprendono le uscite di Papa Francesco: da immagini che lo vedono sormontare un carro arcobaleno ai cori di preti che performano Bad Romance di Lady Gaga, il web ha sicuramente preferito non prendere troppo sul serio l’avvenuto o per lo meno combatterlo con il suo tipico senso dell’umorismo goliardico.
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