Oscar 2022: perché il gesto di Will Smith non va romanticizzato
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Film, premiazioni, outfit, discorsi motivazionali di ringraziamento. No, non è di questo che si è parlato all’indomani della 94° edizione degli Oscar. Questa mattina, infatti, a monopolizzare i social network e le prime pagine dei principali quotidiani mondiali ci hanno pensato le immagini di Will Smith che, sul palco del Dolby Theatre, dà uno schiaffo al presentatore Chris Rock. Pochi minuti prima, durante uno dei tanti sketch della serata, quest’ultimo si era reso protagonista, infatti, di una battuta infelice su Jada Pinkett Smith, la moglie di Will che da anni convive con l’alopecia. Sono bastate poche parole per far imbestialire l’attore, che si è prontamente battuto per difendere l’onore della consorte. Tuttavia, quello che agli occhi di molte persone è sembrato un gesto romantico e coraggioso, altro non è che una manifestazione di violenza a tutti gli effetti e, si sa, la violenza non è mai giustificabile. Proviamo a capire, allora, perché il comportamento di Will Smith non va condonato e a individuare quelle sottigliezze che ancora oggi ci portano a glorificare atteggiamenti simili.
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La 94° edizione degli Academy Awards si stava svolgendo nel migliore dei modi quando una frase infelice ha cambiato irrimediabilmente il corso della serata. C’è l’attore Chris Rock in quel momento sul palco del prestigioso Dolby Theatre. Con il microfono in mano e la vena comica per cui è famoso, Rock si lancia in una seria di battute spiritose, fino a ché le sue parole non coinvolgono Jada Pinkett Smith, l’attrice e conduttrice che dal 1997 è sposata con Will Smith. “Jada ti adoro. Non vedo l’ora di vedere ‘Soldato Jane 2’”. Così se n’è uscito il presentatore, alludendo alla condizione di cui soffre Jada, ovvero l’alopecia, per cui ha la testa rasata proprio come Demi Moore quando vestì i panni del Soldato Jane.
Passano pochi secondi e il volto della donna diventa funereo. Forse è bastato questo perché Will Smith smettesse di sorridere e si dirigesse verso il palco, dove ha sferrato un ceffone al collega. “È stata la più grande notte nella storia della televisione”, esclama Chris Rock in preda all’imbarazzo e nel vano tentativo di sdrammatizzare la situazione. Ma Will non ci sta e rincara la dose. Una volta tornato al proprio posto, si rivolge nuovamente al conduttore, urlando a gran voce: “Togliti il nome di mia moglie dalla tua f*****a bocca”.
Will Smith: l'Oscar, le scuse e le lacrime
Lo stesso Will Smith che, più tardi, si aggiudicherà il Premio Oscar come Miglior Attore Protagonista per “Una famiglia vincente – King Richard”, la pellicola in cui interpreta il padre delle due campionesse di tennis Serena e Venus Williams. Un uomo severo e intransigente, che ha sempre preteso il massimo dalle figlie e che l’attore salito alla ribalta come ‘il Principe di Bel Air’ è stato in grado di interpretare magistralmente.
20 coppie del cinema e della tv che dovremmo assolutamente smettere di romanticizzare
Il cinema e le serie tv ci hanno fatto un gran male, a noi romanticone. Chi non ha mai sognato un amore tanto tormentato quanto appassionato, che ci lasciasse senza fiato e ci privasse del sonno? Complici le coppie più famose del piccolo e grande schermo, come Ryan e Marissa di The OC, Chuck e Blair di Gossip Girl, Ross e Rachel di Friends e via discorrendo, abbiamo sempre creduto che quel tipo di amore fosse l'unico davvero valido e dall'inestimabile valore, quello per cui valeva la pena lottare.
Ma oltre alle fantasie zuccherate che ci hanno regalato, causandoci notti insonni, che cos'altro hanno in comune queste relazioni ultra celebrate?
Le dinamiche travolgenti e, per la maggior parte del tempo, decisamente tossiche. Innamorarsi e apprezzare i personaggi dei nostri prodotti cinematografici e televisivi preferiti è normalissimo, anche quando questi sono caratterizzati da qualità e difetti in egual misura (o, addirittura, con una preponderanza per i secondi). D'altronde, a tutti piacciono i cattivi; il problema sussiste quando si romanticizza eccessivamente una dinamica di coppia dai risvolti toxic, giustificando ogni gelosia, violenza, abuso psicologico e/o fisico e dinamica di gaslighting in nome dell'amore.
Ai tempi di Sex & The City, per esempio, ci eravamo accorte di quanto fossero dannose e manipolatorie le dinamiche tra la protagonista Carrie e il fidanzato Aidan? Forse no, perché troppo prese dall'ammirarli; e se sì, li abbiamo scusati.
Nonostante si stia parlando di prodotti dell'audiovisivo che nulla c'entrano con la nostra vita, la fascinazione derivata dalla visione di queste coppie belle e dannate rischia di creare un dannoso meccanismo di glorificazione della tossicità nella coppia, per cui vediamo questo genere di comportamenti pericolosi come quasi necessari alla relazione.
Per disintossicarci da questa mentalità, diamo uno sguardo a questa carrellata di coppie del cinema e della TV che dobbiamo smettere di idolatrare e prendere come esempi.
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È la prima volta che Smith riceve la statuetta d’oro dagli Academy Awards e, paradossalmente, coincide con uno scivolone di dimensioni astronomiche che ha completamente oscurato il traguardo raggiunto. In occasione del discorso di ringraziamento, l’attore ha colto l’occasione per chiedere scusa allo staff degli Academy Awards, ma non a Chris Rock, spiegando in lacrime che “l’amore ti fa fare pazzie” e, proprio come Richard Williams, l’uomo di cui ha vestito i panni e che gli è valso un Oscar, ha mostrato il proprio lato da “feroce difensore della sua famiglia”.
Lo schiaffo di Will Smith: perché non è il caso di glorificare questo gesto
Parole che, tuttavia, non bastano né servono a giustificare un simile atto. Perché non è vero che quello schiaffo è stato un gesto di cavalleria romantica a cui Will Smith è ricorso per difendere a spada tratta – pardon, a mano tesa – la propria compagna, ma un atto di violenza con cui abbiamo assisto, per l’ennesima volta, a una chiara manifestazione di machismo gratuito. E, come noi, milioni di giovani uomini (ma anche donne) che rivedono nell’attore un modello da emulare. Peccato, però, che da emulare non ci sia proprio nulla. Perché se è vero che l’uscita di Chris Rock è stata inappropriata e indelicata, visto il difficile percorso di Jada Pinkett Smith con l’alopecia e il suo impegno giornaliero per promuovere accettazione e inclusione nei confronti di chi ne soffre, è anche vero che Will Smith avrebbe potuto reagire in centinaia di altri modi, risultando comunque efficace pur senza ricorrere alla violenza.
Per esempio, lasciando che fosse Jada, il vero bersaglio della battuta, a intervenire, rispondendo a tono e magari sfoderando una sagacia ancora più tagliente di quella di Chris Rock. Oppure, se la moglie fosse stata in seria difficoltà, avrebbe potuto prenderne le difese ricorrendo all’arma più potente di tutte: la parola. In questo modo, sarebbe riuscito comunque (e meglio!) nell’intento, uscendo dalla serata per ben due volte vincitore: come miglior attore e miglior marito. E, invece no, ancora una volta assistiamo a un uomo che non è in grado di gestire la propria vulnerabilità e reagisce con l’unico mezzo che conosce: la violenza. Proprio Will, che con un padre violento ci è cresciuto e sa benissimo quanto faccia male, ricorrendo peraltro alla retorica dell’amore folle, la stessa che viene usata ciclicamente per parlare di violenza di genere, attenuandone la gravità. All’alba del 2022 è ora che atteggiamenti simili vengano sradicati dalle fondamenta e, insieme a loro, quella mentalità (ancora troppo) comune che li trova giustificabili.
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