Oggi è la Giornata Mondiale dell’Orgoglio LGBT: ecco la sua storia
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Ma a cosa servono Pride Month e gay pride? Una domanda che potresti aver sentito porre da qualche scettico sul tema, che forse non si capacità dell’assenza di un “etero pride”. Ma i cortei arcobaleno che questo mese hanno inondato le strade delle città di tutto il mondo non sono solamente uno sfoggio della propria individualità, del proprio io.
I cortei, nonostante la festosità, servono a mostrarsi al mondo senza vergogna, rivendicando il diritto di essere sé stessi sempre e di poter esprimere liberamente la propria identità di genere e la propria sessualità, senza timori. LGBT, in quanto acronimo, desidera sottolineare le diverse sessualità e identità di genere di chi non si identifica eterosessuale e/o nel genere a cui è stato assegnato alla nascita (diversamente da coloro che si definiscono cisgender).
Qui alcuni articoli da leggere per acquisire consapevolezza e conoscenza sull'argomento:
- Intersex: che cosa significa essere intersessuale
- Demisessuale: quali sono i segnali della demisessualità
- Asessuale: cosa significa esserlo e come spiegarlo al partner
- Pansessuale: quando il genere non conta
- Coming out significato: origine e differenze con "outing"
- Non binario: facciamo il punto sull'identità di genere
Il primo Gay Pride
Come dicevamo poco sopra, sono del 1969 le prime proteste americane della comunità queer allo scopo di aprire la strada moderna della liberazione omosessuale: l’obiettivo primario era sconfiggere le persecuzioni che da tempo tormentavano la comunità. La lotta politica “di nicchia”, poi, si è trasformata in una rivendicazione dei diritti, per poter plasmare una società inclusiva e tollerante.
Il Gay Liberation Front, fondato nel 1970, lavora per questi obiettivi: questa è l’associazione che ha organizzato il primo Gay Pride della storia, che ha raccolto a Central Park più di diecimila persone, desiderose di celebrare i moti di Stonewall.
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Il simbolo della bandiera arcobaleno
La bandiera arcobaleno, l’avrete capito, è il simbolo del movimento di liberazione omosessuale: ogni colore rappresenta un simbolo del New Age, una filosofia di vita in cui l’immagine dell’arcobaleno rappresenta l’auspicato raggiungimento della pace e dell’armonia.
- rosa: sessualità
- rosso: vita
- arancione: salute
- giallo e verde: natura
- turchese: magia e arte
- blu: serenità
- viola: lo spirito
Il mese del Pride: le star che hanno sfoggiato con orgoglio i colori dell'arcobaleno
È arrivato il mese del Pride, ovvero dell'orgoglio, delle comunità LGBT. Il Pride e colori dell'arcobaleno vanno di pari passo. Certo, la comunità LGBT non ne ha l'esclusiva, ma ormai il legame che si è stretto è veramente innegabile. Dopotutto, ce n'è di storia dietro a tutto ciò!
La connessione tra l'arcobaleno e le gay community, che sia un accessorio o un motivo dell'hairstyle, ha le sue radici proprio nella bandiera LGBT. Quella bandiera, che oggi vediamo da tutte le parti del mondo, ha avuto origine nel 1978. Dove? A San Francisco, che in quegli anni era una delle città più "all'avanguardia" rispetto alla libertà di espressione degli omosessuali. Lì, un artista transessuale, Gilbert Baker, l'ha creata, per un compenso di appena 1000 dollari.
Che cosa significano i colori? Rosso per la vita, arancione per la guarigione, giallo per la luce del sole, verde per la natura, blu per l'armonia e viola per lo spirito. Ovviamente, non tutti coloro che indossano e sventolano i colori dell'arcobaleno conoscono questi significati nascosti, ma l'intenzione resta sempre quella di promuovere l'accettazione e l'inclusione nei confronti delle comunità LGBT.
Sono tanti gli artisti che nelle più disparate occasioni hanno scelto un rainbow look: alcuni hanno partecipato direttamente ai Gay Pride, altri, invece, ci hanno sfilato sui red carpet o l'hanno scelto come outfit per un concerto. Ricordiamoci che non tutte queste star sono per forza omosessuali: molti di loro sono delle icone per i LGBT per la musica che fanno a favore dell'amore in ogni sua forma ed espressione oppure perché schierati a favore dell'uguaglianza dei diritti di tutti gli individui. Lady Gaga, Taylor Swift, Harry Styles e Anne Hathaway fanno parte di questi vip.
Così anche Cara Delevingne è un'affezionata di questo stile: ha colto l'occasione per indossarlo anche al MET Gala 2019, quando è arrivata con questa tutina aderente semi-trasparente con delle fini linee arcobaleno lungo tutto il corpo. Ma questa non è stata la prima volta che ha indossato i rainbow colours...
Sfoglia la Gallery e scopri i vip che hanno sfoggiato con orgoglio i colori dell'arcobaleno, portando in alto il diritto all'amore e all'uguaglianza di tutti!
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L’acronimo LGBTQI+
Negli anni, le lotte contro i pregiudizi e lo stigma verso gli omosessuali si sono allargate, accogliendo in sé (secondo i tanto amati principi di tolleranza e inclusività) anche tutte le altre realtà queer.
Per evitare di farsi chiamare con l’espressione “comunità gay”, gli attivisti degli anni Novanta hanno deciso di coniare il termine “LGBT”, ossia: Lesbian, Gay, Bisexual e Transgender (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali). Negli anni si sono aggiunte altre lettere al fine di aprire le braccia della comunità a ulteriori sfumature del mondo queer.
- LGBTQ: si aggiunge la Q per identificare il mondo queer in generale ma, essendo questa una parola volgare spesso usata in origine come insulto, la Q oggi indica il verbo “questioning”, ossia domandarsi. Che cosa? La propria sessualità, per potersi conoscere meglio
- LGBTQIA: si aggiunge la I per gli intersessuali e la A per gli asessuali
- LGBTQIAPK: se la P corrispondere al termine pansessuale e/o poligamo, la K sta per “kink”, un’espressione inglese che identifica una pratica sessuale “atipica” che due persone consenzienti amano eseguire
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