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Michele Mari avrà vinto il Premio Strega, ma Michela Murgia aveva già detto tutto con questa frase

Michele Mari contro Michela Murgia: cosa è successo durante il Premio Strega? 

La vittoria di Michele Mari con I convitati di pietra arriva dopo il caso nato dalle frasi su Michela Murgia. Sui social torna una riflessione della scrittrice tratta da Chirù: la confidenza non dovrebbe mai diventare un lasciapassare per perdere la grazia.

Michele Mari ha vinto il Premio Strega 2026 con I convitati di pietra, ma il riconoscimento arriva in un clima segnato dalla discussione nata attorno alle sue parole su Michela Murgia.

Al centro del dibattito non c’è soltanto il rapporto tra un autore e una collega scomparsa, ma una questione più ampia: il modo in cui la confidenza, soprattutto negli ambienti culturali e intellettuali, viene spesso usata come giustificazione per giudizi, battute o commenti che possono oltrepassare il limite del rispetto. E proprio una frase di Michela Murgia, tratta dal romanzo Chirù, è tornata a circolare sui social: “Molte volte nella vita ho osservato le persone agire mosse dall'idea che la confidenza le autorizzasse a trascurare la grazia”. 

"Tre ciotole": dietro le quinte del film tratto dal romanzo di Michela Murgia

La polemica tra Michele Mari e Michela Murgia

Le frasi contestate durante lo Strega Tour

La vittoria di Michele Mari arriva dopo un caso che ha coinvolto il mondo letterario nelle settimane precedenti alla finale. Durante una tappa dello Strega Tour sarebbe nato un acceso confronto tra Michele Mari e Teresa Ciabatti, legato ad alcune frasi attribuite allo scrittore nei confronti di Michela Murgia, scomparsa nel 2023.

Secondo quanto raccontato, Mari avrebbe definito Murgia “intransigente e violenta perché era brutta”, aggiungendo che, attraverso i suoi atteggiamenti aggressivi, avrebbe fatto pagare agli altri la propria bruttezza. Le parole hanno provocato numerose reazioni nel mondo culturale e anche sui social, e l'autore ha successivamente diffuso una nota di scuse, contestando però alcune ricostruzioni circolate sulla vicenda.

La frase di Michela Murgia tornata virale dopo la vittoria di Mari

“La confidenza non autorizza a trascurare la grazia”

Nel dibattito seguito alla vittoria del Premio Strega è tornata a circolare una frase di Michela Murgia tratta dal romanzo Chirù: “Molte volte nella vita ho osservato le persone agire mosse dall'idea che la confidenza le autorizzasse a trascurare la grazia”.

Una riflessione che molti utenti hanno riletto alla luce della polemica, interpretandola come una considerazione sul confine tra familiarità e mancanza di rispetto.

Sotto il post che annunciava la vittoria di Michele Mari, infatti, diversi utenti hanno scritto che a un autore uomo, in una situazione analoga, non verrebbero rivolte le stesse aspettative spesso imposte alle donne, come quella di mostrarsi sempre sorridenti, riconoscenti o accomodanti.

Il ricordo di Michela Murgia dal palco del Premio Strega

A ricordare la scrittrice sarda durante la serata è stata Teresa Ciabatti, che ha definito Murgia “una delle più grandi intellettuali che abbiamo mai avuto”. Ciabatti ne ha ricordato “l’impeto, la tenacia e il coraggio”, riportando l’attenzione sul valore della sua figura culturale oltre la polemica.

Michele Mari vince il Premio Strega 2026 con I convitati di pietra

Michele Mari è il vincitore del Premio Strega 2026; il suo romanzo giallo I convitati di pietra (Einaudi) ha conquistato il più importante riconoscimento letterario italiano al termine della finale ospitata eccezionalmente in piazza del Campidoglio a Roma, scelta per celebrare gli 80 anni della manifestazione.

Una vittoria che per molti era già nell’aria, ma che si è concretizzata dopo una sfida a due con Matteo Nucci e il suo Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli). 

Con quanti voti Michele Mari ha vinto il Premio Strega 2026?

La classifica finale del Premio Strega

Il verdetto finale ha confermato i pronostici della vigilia: Michele Mari aveva infatti già guidato la classifica dopo la selezione della sestina, e aveva conquistato anche il Premio Strega Giovani, replicando la doppietta ottenuta l’anno precedente da Andrea Bajani. Lo scrittore milanese ha ottenuto 190 voti, superando Matteo Nucci, fermatosi a 152 preferenze.

Più distanti gli altri finalisti:

  • Bianca Pitzorno con La sonnambula: 84 voti
  • Alcide Pierantozzi con Lo sbilico: 78 voti
  • Teresa Ciabatti con Donnaregina: 75 voti
  • Elena Rui con Vedove di Camus: 64 voti

L’ironia di Michele Mari dopo la vittoria: “Non so sorridere”

Durante la cerimonia, trasmessa in diretta su Rai 3, Michele Mari ha ringraziato i lettori con il suo consueto tono ironico: “Voglio ringraziare prima di tutto i lettori, quelli che mi hanno sostenuto e anche quelli che non lo hanno fatto”. L’autore ha poi scherzato sulla sua immagine pubblica e sulla sua apparente severità: “Non so tecnicamente sorridere”.

Chi è Michele Mari, vincitore del Premio Strega

La carriera dello scrittore milanese

Nato a Milano il 26 dicembre 1955, Michele Mari è figlio del designer Enzo Mari e di Gabriela Ferrario, conosciuta anche come Lela Mari, illustratrice e scrittrice. Per molti anni, fino al 2020, ha insegnato Letteratura italiana all’Università Statale di Milano.

Il suo esordio narrativo risale al 1989 con Di bestia in bestia, romanzo che anticipa alcuni dei tratti distintivi della sua produzione: una lingua estremamente ricercata, il gusto per il fantastico e il dialogo continuo con la tradizione letteraria.

Nel corso degli anni ha pubblicato opere diventate centrali nella narrativa italiana contemporanea, tra cui Euridice aveva un cane, Tu, sanguinosa infanzia, Rosso Floyd, dedicato al mito dei Pink Floyd e di Syd Barrett, Roderick Duddle, Leggenda privata e Tutto il ferro della Torre Eiffel, premiato con il Bagutta.