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Gender gap e musica Aggiornato alle 1 minuti di lettura

Loredana Bertè diventa testimonial per Spotify: è EQUAL, la campagna sulla parità di genere nella musica

Da Sanremo 2024 a Global Ambassador per Spotify: la pazza Loredana Bertè
Da Sanremo 2024 a Global Ambassador per Spotify: la "pazza" Loredana Bertè  (getty images)
Dal palcoscenico di Sanremo ai billboard sui grattacieli di New York: la "pazza" Loredana Bertè diventa icona globale per la campagna EQUAL, avviata da Spotify, per la valorizzazione del contributo femminile nella musica e il supporto delle artiste emergenti.
di Maya Artusi Moro

Una gigantografia di Loredana Bertè ora svetta tra i grattacieli newyorkesi. Questo perché la cantante che ha fatto la storia della musica italiana, l’autrice dell’ultimo premio della critica al Festival di Sanremo, Pazza, è diventata l’EQUAL Global Ambassador di Spotify per tutto il mese di febbraio, ovvero la testimonial che si occuperà di celebrare il contributo delle donne nella musica all’interno di una campagna volta a promuovere la parità di genere e a sostenere artiste emergenti. 

"Le donne hanno bisogno di essere messe in condizione di realizzare i proprio sogni, i proprio desideri, comprese le proprie competenze", così Linda Laura Sabbadini, direttrice centrale Istat, sottolinea l'importanza dell'empowerment femminile

Da Non sono una signora a Pazza: l’eredità di Loredana Bertè 

L’ultimo singolo presentato all’Ariston, Pazza, le è valso il Premio della critica, assegnato dalla sala stampa e dedicato proprio alla sorella Mia Martini. Un brano che voleva ribaltare il significato di quella parola, rivoltale per tutta la vita anche come un insulto, per celebrarne l’unicità e l’irriducibilità. Ma Loredana Berté ci ha sempre regalato canzoni di profondissimo significato in termini di emancipazione femminile, come Non sono una signora, l’inno da lei firmato forse ad oggi più noto ed amato. 

Loredana Bertè è testimonial per la campagna di Spotify, EQUAL, sulla parità di genere 

Loredana è divenuta testimonial per la campagna globale di Spotify, EQUAL, dedicata all’azzeramento del gender gap nell’industria musicale, attraverso il concreto sostegno ad artiste, creator e con il coinvolgimento dei grandi nomi femminili che hanno lasciato un segno in questo settore. Per tutto febbraio, la gigantografia della cantautrice italiana svetterà a New York, in piazza Times Square, sopra un enorme billboard. 

Gender gap: un problema interno ed esterno alla musica 

Il settore musicale presenta da anni, in modo recidivo, un notevole problema di coinvolgimento di figure femminili, tanto sul palcoscenico come fuori da esso. Qualche passo in una buona direzione è stato fatto: dopo dieci anni, infatti, il Festival di Sanremo è stato vinto da una ragazza: Angelina Mango, seguita a pochi passi da un nome ormai importante a livello internazionale, Annalisa. Una donna navigata come la Berté racconta a Spotify: “La scena artistica non è distaccata dalla realtà. Abbiamo fatto dei progressi ma purtroppo oggi dobbiamo ancora lottare per ottenerli. L'importante è essere sempre ascoltati ed essere presenti con la nostra musica e le nostre idee. Ho sempre sostenuto l'immagine di una donna libera, indipendente e attivista". 

Loredana Bertè è testimonial a NEw York per la campagna di Spotify: EQUAL.
Loredana Bertè è testimonial a NEw York per la campagna di Spotify: EQUAL.  (getty images)

Come è cambiato il panorama artistico? 

“Quando ho iniziato la mia carriera,” ha raccontato Loredana: “c’erano molte più cantanti che cantautrici. Negli anni abbiamo conquistato un posto nel songwriting e anche nella produzione di canzoni e oggi vediamo molte donne negli studi di registrazione, ricoprire ruoli tecnici importanti, cosa che in passato era prevalentemente maschile.” L’evoluzione nell’ambito musicale è qualcosa ancora in corso: “Vedo in streaming le classifiche dominate dalle donne e spero che i numeri continuino ad aumentare".