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Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Limitare l’accesso ai siti porno non significa limitare l’accesso al porno: la "stretta" dal 12 novembre

Limitare l’accesso ai siti porno non significa limitare l’accesso al porno: la stretta dal 12 novembre
(getty)
Il porno è ovunque: chat private, gruppi Telegram, forum, bacheche di incontri, Only Fans e social network.
E parliamo ovviamente di quello "legale", quello cioè in cui non ci sono reati di mezzo.
di Eugenia Nicolosi

I siti porno avranno una barriera d'accesso, in Italia, che si pone come obiettivo di impedire ai minorenni di accedervi: tutto inizierà il 12 novembre 2025. Come sempre c'è un "ma" grande quanto una casa anzi due. Per esempio: ma le barriere potranno essere aggirate, ma il porno è ovunque, altro che siti con barriere.

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Cominciamo dall'inizio, con l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, AGCOM, che ha disposto che i siti che offrono contenuti per adulti debbano verificare l’età degli utenti prima di permettere l’accesso e l'obbligo che, come detto, entrerà in vigore dal 12 novembre 2025.

la "stretta sul porno" a cura di agcom: come funziona

Il sistema prevede che l’utente non si limiti più solo a cliccare "sono maggiorenne" (come è oggi, e vorremmo vedere se anche solo un minorenne abbia mai cliccato su "no, sono minorenne" per poi chiudere sommessamente il sito), ma passi attraverso un provider certificato di verifica dell’identità digitale (o del solo dato "età ≥ 18") che collabori con il sito per adulti.

L’identità digitale richiesta può essere: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) già in uso in Italia o alternativamente la Carta d’Identità Elettronica (CIE) o altri strumenti di identità digitale previsti. Ma come funziona? Funziona che il fornitore del servizio di verifica controlla che l’utente sia maggiorenne senza che il sito porno riceva i dati personali dell’utente: la normativa prevede un modello di “anonimizzazione” o “doppia anonimizzazione” in cui al sito viene trasmesso soltanto un via libera senza altri dati sensibili. Se la verifica dà esito negativo o assente, l’accesso viene negato o bloccato.

Cosa non richiede (o almeno non esplicitamente): non serve che il sito per adulti gestisca direttamente i documenti dell’utente (caricamento ID, foto, selfie) e questa parte può essere delegata al provider esterno. Non è necessariamente richiesto che tutti i siti (anche quelli piccoli e poco pubblicizzati) abbiano subito lo stesso livello di verifica: la lista iniziale riguarda 48 piattaforme note e poi probabilmente verranno coinvolte le altre.

usare lo spid di un amico maggiorenne, o fratello, o zio

Ma il sistema può essere aggirato: se un minore usa l’identità digitale di un maggiorenne (SPID, CIE) a cui ha accesso, la verifica darà ovviamente un esito positivo e potrà entrare come se fosse maggiorenne. Ci sono poi i sistemi di VPN o proxy che sono più comuni di quanto non possa apparire ai boomer e che permettono di accedere a siti esteri che, in quanto tali, non sono tenuti a rispettare le regole di AGCOM. I siti più piccoli, che non sono ancora nella lista ufficiale o che non sono raggiunti efficacemente dal blocco ISP, potrebbero rimanere accessibili senza verifica.

Ed eccocci al nodo vero della questione per un minorenne motivato non ci sarà mai nessuna barriera elettronica, regola di AGCOM, spid o vergogna in grado di dissuaderlo. Lui accederà al sito porno.

Perché sono giuste, ovviamente, le nuove regole per l'accesso ai siti porno, ma poi, come spesso succede, c’è la realtà. La realtà non è solo che questi sistemi sono aggirabili con una facilità che li rende più una dichiarazione d’intenti che una barriera effettiva, e la realtà è pure che limitare l’accesso ai siti porno mainstream non significa limitare l’accesso al porno.

il porno non è solo nei siti porno, perché dobbiamo fare finta di sì?

È come impedire l’ingresso al supermercato dalla porta princpale ma lasciare aperto il passaggio sul retro. Perché la pornografia digitale ormai non è confinata ai “siti per adulti”. La si trova su Telegram, su Reddit, su canali torrent, su server privati. E, inevitabilmente, su OnlyFans. Qui la questione si complica. OnlyFans non implementa un sistema di controllo dell’età né per gli utenti né per i creator e se i modelli e le modelle devono caricare un documento e lo fanno aggirando i controlli, lo stesso vale per l’accesso utenti. Basta una carta prepagata e una dichiarazione d’età.

Stiamo cercando di "proteggere i minori" dal sesso (e qui si dovrebbe discutere per anni) con strumenti fatti più per rassicurare l’opinione pubblica che per modificare realmente il comportamento dei ragazzi e delle ragazze. Per quello, lo sappiamo, ci vorrebbe l'educazione sessuo affettiva ma anche quella è malvista. Diciamocelo senza moralismi: un sedicenne curioso, in un mondo con smartphone e VPN, troverà sempre il modo di vedere pornografia. Sempre. Come del resto hanno sempre fatto tutti i sedicenni del mondo. 

Non è di certo Internet ad aver inventato la pulsione: l’ha soltanto resa più fluida, infinita, ubiqua. Per questo il limite d’età obbligatorio, così com’è, ha l’odore di quella benevola propaganda che serve a dire: ci stiamo occupando del problema.

Una specie di gesto apotropaico che serve solo se credi che serva. Siamo tutti adulti qua: nessuno pensa seriamente che basti un software per fermare l’immaginazione erotica degli adolescenti. Quello che serve, ma anche agli adulti, è la cultura della cura, del consenso, del rispetto dei corpi.