Le novità del congedo parentale per la parità di genere in famiglia e sul lavoro
Al Consiglio dei ministri due schemi di decreto legislativo hanno superato la prima fase di approvazione: questi seguono delle direttive europee e hanno come obiettivo il raggiungimento di una sempre meno lontana uguaglianza di genere in famiglia e sul lavoro.
Le proposte del ministro del lavoro Orlando sono state tramutate in schemi di decreti legislativi, che ora devono superare altri due step per essere approvati definitivamente. Seguendo le linee guida dell'Unione Europea, i testi aggiungono degli importanti tasselli alla questione dei congedi parentali: le novità principali riguardano l'obbligo del congedo di paternità, l'estensione dei limiti d'età del figlio, per i genitori soli e i vantaggi dedicati ai genitori di figli con disabilità.
[[ge:kolumbus:alfemminile:211342]]Congedo parentale: le novità
Il Governo ha da poche ore approvato due schemi di decreto legislativo di recepimento di direttive europee, proposti dal Ministro del Lavoro Andrea Orlando. Dopo essere passati in Parlamento e successivamente in Consiglio dei ministri per la seconda volta: dopodiché, potranno finalmente vedere la luce.
Si tratta di novità che hanno come scopo, come sottolinea il documento UE di sintesi della direttiva relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza, di garantire la parità di genere sia nella distribuzione dei doveri famigliari, sia nel mercato del lavoro; di favorire un equilibrio sano tra vita lavorativa e famigliare sia per gli uomini che per le donne; aumentare le possibilità di ricorrere ai congedi parentali.
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Congedo parentale: l’estensione e l’obbligatorietà per i padri
Innanzitutto, passa da 6 a 12 anni il limite d’età del figlio per il quale è possibile richiedere il congedo (parzialmente) indennizzato. Questo si rivela particolarmente utile per tutte quelle situazioni famigliari in cui dopo i 6 anni è comunque necessaria la presenza di un genitore che, senza questa copertura del congedo parentale, avrebbe dovuto rinunciare al lavoro: e spesso, neanche a dirlo, questo genitore è la madre.
Il ministro riferisce inoltre che anche i mesi di congedo parentale coperti da un’indennità pari al 30% della retribuzione sono aumentati: se prima erano 6, ora potrebbero essere 9.
Un’altra novità particolarmente interessante riguarda, finalmente, l’ufficiale obbligatorietà del congedo di paternità di 10 giorni lavorativi, da sfruttare a partire dal settimo mese di gravidanza fino ai 5 mesi successivi al parto.
Congedo parentale: le situazioni più fragili e il lavoro agile
Il testo, inoltre, mostra un occhio di riguardo anche nei confronti delle famiglie con figli affetti da disabilità: il decreto, infatti, prevede la promozione del lavoro autonomo e dello smartworking soprattutto per quei lavoratori o lavoratrici che hanno a carico minori di 12 anni in condizioni di disabilità. Il datore di lavoro sarà infatti costretto dare la precedenza ai caregiver di figli disabili per quanto riguarda la modalità di lavoro agile.
Per quanto riguarda le disabilità, i genitori hanno tra loro anche diritto a un’indennità del 30%, nel momento in cui il congedo parentale viene esteso per altri tre anni, possibilità garantita in caso di gravi condizioni di salute.
Sempre nell’ottica di venire incontro a coloro che affrontano più difficoltà, i genitori soli potranno usufruire di un congedo parentale per 11 mesi, e non più 10: prima, questa possibilità era un privilegio delle coppie per cui l’uso degli 11 mesi era concesso in seno all’utilizzo da parte del padre di 5 mesi di congedo.
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Congedo parentale: una riflessione
Le direttive europee sono necessarie affinché tutti i paesi dell'UE si allineino in merito a tematiche che non sono solo economiche ma anche strettamente sociali e delicate come questa.Se in Italia ci sembra un sogno che i padri abbiano finalmente guadagnato l'obbligo al congedo di paternità, in paesi come la Spagna questo traguardo è già stato raggiunto con successo: entrambi i genitori hanno infatti diritto a 16 settimane di congedo completamente coperte, per esempio.
Il paragone è impietoso anche con paesi del nord Europa come la Norvegia, in cui i padri hanno diritto a quasi un anno di congedo. Che i genitori uomini vengano finalmente presi in considerazione come padri al 100% è importante per loro tanto quanto per le madri, che potranno considerare i propri partner non più solo come dei collaboratori esterni, ma la vera e propria altra metà della sfera genitoriale.