Il gender gap negli anni della pandemia: L’occupazione femminile scende sotto il 50%
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Si chiama She-cession ed è il fenomeno che descrive la recessione in ambito lavorativo mondiale riguardante le donne. In questi due anni di pandemia sono proprio loro che hanno dovuto raddoppiare gli sforzi e, come se non lo facessero abbastanza anche prima, scegliere tra lavoro e famiglia.
Secondo i dati pubblicati dall'Istat per il bilancio 2020-2021 è aumentata la diseguaglianza di genere anche in merito all’occupazione, difatti il tasso di occupati uomini è pari al 67,8%, mentre per le donne è del 49,5%.
Altre ricerche fanno emergere l'ottima capacità delle donne di rispondere ad un evento traumatico, tanto è vero che all'inizio della pandemia sono state loro a stare meglio, ma adesso sono quelle che ne soffrono di più perché non hanno percezione della fine di questa emergenza che emergenza non è più.
Il tasso di occupazione femminile scende come mai prima
Nel 2020 il tasso di occupazione femminile è sceso sotto il 50%. La Sottosegretaria al Ministero dell’Economia, Maria Cecilia Guerra, ha pubblicato su Twitter un dato del Bilancio di Genere 2021 (relativo al 2020) spiegando come la percentuale di occupazione fosse scesa oltre il 50% per la prima volta nel 2019. Si tratta della prima riduzione dal 2013, dopo 7 anni di incrementi, e riguarda soprattutto le giovani (33,5% rispetto al 35,9 del 2019) e le residenti del Sud (32,5%, -0,7% in un anno).
Per Guerra, l’impatto della pandemia “si è tradotto non solo in una significativa perdita di posti di lavoro in settori dominati dalla presenza femminile, ma anche in condizioni di lavoro peggiori, in una accresciuta fragilità economica e in un conflitto vita-lavoro ancora più aspro del passato”.
Ad ottobre 2021, ad esempio, l’occupazione femminile ha registrato crescita zero rispetto a settembre, mentre quella maschile ha segnato il dato (non brillante in termini assoluti) di 36 mila unità in più. Questo a dimostrazione che, purtroppo, anche il bilancio dell'anno successivo non mostrerà una risalita nel tasso di occupazione femminile.
Le dichiarazioni della sottosegretaria Guerra sulla differenza occupazionale tra uomini e donne
Altro dato che non si può fare a meno di notare è che per il 60% delle lavoratrici con il contratto part time, la riduzione dell'orario è una condizione subita e non una scelta. La quota di donne costrette al part time è passata, tra il 2019 e il 2020, dal 60,8 al 61,2% contro una media Ue del 21,6%. Questa è risultata essere la diretta conseguenza, anche, delle scelte familiari dove, difatti dei 300mila congedi Covid sono stati presi in carico per il 79% dalle madri e per il 21% dai padri.
"Rispetto alle crisi precedenti", spiega la sottosegretaria Guerra "l'impatto di quella pandemica è stato particolarmente negativo sulle donne: si è tradotto non solo in una significativa perdita di posti di lavoro in settori dominati dalla presenza femminile, come il commercio e il turismo, ma anche in condizioni di lavoro peggiori, in una accresciuta fragilità economica e in un conflitto vita-lavoro ancora più aspro del passato". Ciò che quindi evidenzia la sottosegretaria è che, ancora oggi, nel nostro paese figli e lavoro continuano a essere largamente inconciliabili.
Ecco chi sono (alcune) delle donne più potenti del 2021
Ogni anno la rivista statunitense Forbes decreta le 100 donne più potenti dell'anno. Scorrendo la gallery troverete alcune delle donne che hanno fatto la differenza nel 2021, risultando essere le più influenti al mondo.
Secondo la rivista di economia, nulla esprime le dinamiche della lista meglio del cambiamento avvenuto in cima. Difatti, solo per la terza volta in 18 anni dall'istituzione di questa classifica, la cancelliera tedesca Angela Merkel non è la prima in classifica. Questo probabilmente dipende dalla recente interruzione della carriera politica da parte della cancelliera.
A succederle troviamo la filantropa MacKenzie Scott, ex moglie di Jeffrey Bezos il magnate di Amazon, da cui si è separata nel 2019 e da cui ha ricevuto il 25% della quota del colosso di e-commerce.È la terza donna più ricca al mondo, ma è non è la sua ricchezza illimitata a renderla la donna più potente del 2021, bensì la sua determinazione a donare ciò che possiede in un modo significativo e rivoluzionario che la pone al di sopra della concorrenza.
Tutte queste donne rappresentano la tesi trainante alla base della compilazione della lista: non basta avere soldi, o una posizione di potere. Una persona deve fare qualcosa con la propria fortuna, far sentire la propria voce e cambiare, in meglio, le sorti del mondo.
Nella lista compilata da Forbes, quest'anno compaiono personaggi influenti dal punto di vista scientifico, per la creazione o produzione di vaccini, o donne che si sono battute per la parità, combattendo discriminazioni di genere e razziali.
MacKenzie, nel 2020, ha effettuato 5,8 miliardi di donazioni a circa 500 organizzazioni non profit e durante quest'anno sono stati 2,74 miliardi di dollari ad essere stati donati a 286 gruppi.
Scorri la gallery per scoprire alcune delle altre donne che secondo Forbes sono degne di rientrare nella lista delle 100 donne più potenti del 2021.
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Bisogna mettere in discussione la visione tradizionale della ripartizione delle attività tra uomini e donne
Quello che emerge dal bilancio 2021 e quello che tenta di raccontarci anche Cecilia Guerra è che la situazione del mercato del lavoro deve essere letta, per essere compresa, alla luce del ‘fallimento’ del riequilibrio fra uomini e donne delle responsabilità di cura domestica e familiare. Se avevamo minimamente pensato che la situazione familiare fosse cambiata nella società del 21esimo secolo, la pandemia ci dimostra il contrario. "Sarà difficile conseguire risultati soddisfacenti in termini di uguaglianza di genere sul mercato del lavoro finché il tema della conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare non riguarderà alla pari uomini e donne", dichiara, giustamente, la sottosegretaria. Va messa in discussione la visione tradizionale per cui uomini e donne sono naturalmente affiancati ad attività diverse, lavoro e famiglia.
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