La reazione del mondo alla drammatica sentenza Usa sull’aborto
Condividi su
Nonostante i tribunali federali di Louisiana e Utah abbiano temporaneamente bloccato le trigger laws, ossia le leggi che in seguito alla sentenza hanno immediatamente reso attivo il divieto all’aborto, i tentativi di limitare le leggi antiabortiste sembrano dare poca speranza.
Nel frattempo, il mondo sembra ancora sotto shock per la decisione della Corta Suprema degli Stati Uniti, che compie gravi passi indietro per quanto riguarda i diritti riproduttivi delle donne. Davanti a una notizia così impattante per la società americana si sono esposti, criticando negativamente la scelta o cercando di supportare le donne cittadine degli stati antiabortisti, celebrities e aziende Usa. Ma anche in Europa e in Italia non si sono fatte mancare reazioni di ogni tipo: stesso discorso vale per la realtà social e i suoi trend che, grazie alla gen x sempre più politicamente attiva, raccontano la posizione dei giovani in materia.
La reazione europea alla sentenza sull’aborto
“Molte voci si sono mostrate tristi e preoccupate”; le voci citate sono degli esponenti del vertice G7 e l’indiscrezione sulla loro reazione rispetto alla decisione della Corte Suprema sono di Ursula von der Leyen. La Presidente della Commissione Europea si è pronunciata con queste parole durante un’intervista per la Cnn: “Abbiamo discusso (al vertice) di parità di genere e la decisione di venerdì è una battuta d’arresto”.
Questo il sentimento europeo che emerge; nel nostro Paese, invece, ci sono pareri contrastanti: c’è chi esulta per la conquista della Corte Suprema e chi considera il ribaltamento della sentenza un grave errore.
Negli Stati Uniti si espongono Barack e Michelle Obama, dispiaciuti e preoccupati. Sul suo profilo Instagram l’ex first lady scrive così: “Ho il cuore infanto per le persone di questo Paese che hanno perso il fondamentale diritto di poter prendere decisioni informate sul proprio corpo. Questo è ciò che hanno passato le nostri madri e le nostre nonne e le nostre bisnonne, e ora eccoci qua”.
Il supporto delle star alla causa
Non solo politici ma anche altre star si sono espresse sui propri profili social, esprimendo risentimento sulla sentenza o cercando di promuovere associazioni in favore delle donne a cui mandare le proprie donazioni. Cantanti, attori e personaggi dello showbusiness americano hanno infatti usato i propri canali social per comunicare la posizione di dissenso nei confronti della decisione della Corte Suprema. Scrive Madonna su Instagram: “Mi sono svegliata con la terribile notizia. La legislazione ha deciso che noi donne non abbiamo più diritti sui nostri corpi. La Corte Suprema ha deciso che i diritti delle donne non sono più diritti costituzionali; infatti, abbiamo meno diritti di una pistola”.
D’altro canto, c’è chi, come l’attore Chris Evans, promuove consapevolezza su Twitter mostrando associazioni che possono aiutare le donne che vivono in stati antiabortisti.
Altri ancora, infine, commentano dalla parte dei manifestanti che stanno protestando ora per strada: sempre su Twitter, John Legend posta il video della Polizia di Washington davanti alla Corte Suprema, scrivendo così: “Truppe d’assalto in viaggio per dire alle donne di chiudere la bocca e accettare il parto imposto dal governo. Disgustoso”.
Leggi anche:
- Stati Uniti, nuove legge contro l'aborto in Oklahoma
- Come abortire in Italia, dove una legge c'è (ma non funziona)
- Malta: rischia la vita a causa delle leggi antiabortiste
I trend di TikTok: i social raccontano l’opinione pubblica
L’attitudine più reazionaria, tuttavia, appartiene di certo alla gen x, che si esprime su TikTok in favore delle donne e contro l’abortion ban. I gesti di solidarietà virtuali si esprimono attraverso trend e hasthag, come quello “if you need a vacation”.
Nei video presenti sotto questo hashtag, uomini e donne di tutto il mondo offrono un posto letto nella propria casa a tutte quelle donne che desidereranno, da qui in avanti, “andare in vacanza”, ossia visitare per necessità, tutti quei Paesi del mondo in cui l’aborto è un diritto ancora garantito.
Oltre a ciò, il supporto social arriva direttamente anche dal racconto delle proprie esperienze personali riguardanti i temi dell’interruzione volontaria di gravidanza e non solo: sui propri profili si parla sempre più di abusi, molestie e violenze sessuali. Un modo duro ma efficace per fare luce sul tema e non lasciar credere alle vittime di essere sole. Le storie di vita si sommano sotto l’hashtag #keepyourlawsoffmybody: via le leggi dal mio corpo.
Le star che hanno subito un aborto e hanno trovato la forza di continuare
La gravidanza è un momento magico per ogni donna eppure, in certi casi, la magia si scontra con la dura realtà. Queste donne hanno subito un aborto spontaneo e hanno trovato la forza di continuare nonostante la sofferenza causata da questo tremendo evento.
Alcune donne, come Elisabetta Canalis e Costanza Caracciolo, hanno perso un bambino per poi diventare madri l'anno successivo, dando il benvenuto a Skyler Eva e a Stella.
Anche l'amatissima ex First Lady americana ha vissuto la triste esperienza di un aborto spontaneo. Nel Novembre 2018, infatti, ha raccontato in un'intervista al Good Morning America che 20 anni fa ha passato questo incubo: "Mi sono sentita persa e sola e mi sono sentita come se avessi fallito, perché non sapevo quanto fossero comuni gli aborti spontanei dato che non se ne parlava. Ci chiudevamo nel nostro dolore pensando di essere in qualche modo rotte".
Ecco quali sono le donne che hanno subito un aborto e che hanno trovato la forza di andare avanti.
Guarda anche: Star che sono sopravvissute alla violenza domestica e che hanno avuto il coraggio di parlarne
Guarda anche: Colleghi e amici: ecco come queste co-star sono diventate inseparabili nella vita reale!
Guarda anche: Le star che ci hanno lasciato prima di 40 anni
Il supporto alle donne delle aziende statunitensi
In seguito alla sentenza, negli Stati Uniti moltissime aziende hanno deciso di porgere una mano alle proprie dipendenti donne in difficoltà che desiderano abortire. L’azienda Apple, per esempio, ha da sempre dato benefit per concedere la possibilità di muoversi fuori dal proprio stato per ricevere cure mediche: secondo il vicepresidente delle risorse umane Deirdre O’Brien, le cose non cambieranno ora, anzi: la salute riproduttiva e sessuale delle donne sarà sempre al primo posto.
Oltre ad Apple anche Amazon, Tesla e Meta offriranno la possibilità di recarsi fuori dallo stato di appartenenza per ricorrere alle pratiche di interruzione volontaria di gravidanza. Le aziende Disney e Netflix, inoltre, si sono offerte di pagare alle proprie dipendenti che desiderano ricorrere all’aborto tutte le spese di viaggio e alloggio negli stati dove questo diritto è ancora tutelato.
Un tipo di supporto che può apparire come pinkwashing o opportunismo ma che, a oggi, risulta indispensabile per la sicurezza di moltissime donne americane.
Condividi su