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Le ultime parole di Paola Marra: su Facebook il video dopo il suicidio assistito

"Scegliere la morte assistita non significa arrendersi. È una questione di dignità." Il video postumo di Paola Marra: anche dopo la morte, la donna continua a chiedere un cambiamento nelle leggi sul suicidio assistito perché i malati non vadano incontro ad una fine piena di sofferenza.

Paola Marra ha scelto il suicidio assistito; il 21 marzo 2024, presso una clinica in Svizzera, è andata incontro alla morte assistita; lo ha scelto dopo una lunga battaglia contro il cancro ed un altrettanto duro scontro con il Regno Unito per apportare un cambiamento alle leggi contro l’eutanasia e la morte volontaria. A poche ore dalla sua morte, sul suo profilo Facebook è stato pubblicato un video con il suo ultimo messaggio al mondo: eleggere di morire non significa arrendersi e la sua causa è ancora tutta da combattere. 

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È morta Paola Marra: su Facebook l'ultimo video dopo la morte assistita

“L’ultima richiesta”, è questo il nome della pagina Facebook che ha pubblicato  il video di Paola Marra, la londinese di 53 anni che ha trascorso i suoi ultimi anni a battersi per una legge sulla morte assistita nel Regno Unito. E proprio qui il suo ultimo reclamo è stato pubblicato, poche ore dopo che la donna si è spenta presso la clinica Dignitas di Zurigo, Svizzera: che proprio per preservare la dignità delle persone con una malattia terminale sia finalmente concesso loro di porre legalmente fine alla propria vita secondo il loro volere. 

L'ultimo video di Paola Marra su Facebook: l'appello postumo ad un cambiamento di legge sul suicidio assistito 

Paola Marra e la battaglia per una legge sul suicidio assistito

Paola, ex manager musicale, ha combattuto contro un cancro terminale all’intestino dal 2021. Prima della partenza per Zurigo, la donna aveva lasciato una lettera ai leader dei partiti inglesi per “avviare un progresso reale nel dare alle persone in fin di vita la speranza di una vera scelta nel Regno Unito entro il primo anniversario della sua morte”. E nemmeno dopo averci lascato ha smesso di parlare in favore del benessere e la dignità degli altri malati. 

L'appello di Paola Marra ad un cambiamento delle leggi sulla morte assistita dopo la scomparsa 

L'ultimo appello di Paola Marra su Facebook

Il video postumo pubblicato su Facebook è stato registrato alla fine dello scorso anno insieme al fotografo Rankin: Paola già aveva in programma di recarsi in Svizzera per ricevere la morte assistita, processo che non avrebbe potuto affrontare in patria e che l’avrebbe lasciata ad affrontare un deterioramento delle sue condizioni psicofisiche ed una grandissima sofferenza. Il suo appello si intreccia con le immagini della sua vita, dei momenti di gioia in compagnia di persone care ed animali, insieme ad altre istantanee che documentano le difficoltà della malattia, a cui però non si è mai arresa.

Le ultime parole di Paola Marra: "morire non significa arrendersi"

Queste sono le parole pronunciate dalla donna nell’ultimo video-messaggio da lei lasciato: “Mentre guardate questo video sono già morta. Sto scegliendo la morte assistita perché mi rifiuto di lasciare che una malattia terminale detti i termini della mia esistenza. Il dolore e la sofferenza possono diventare insopportabili. È una lenta erosione della dignità, la perdita di indipendenza, la perdita di tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta. La morte assistita non significa arrendersi. In realtà, si tratta di riprendere il controllo.”  

Paola Marra: "La morte assistita non significa arrendersi ma riprendere il controllo" 

Una questione di dignità: perché serve una legge sul suicidio assistito

“Non si tratta della morte,” continua Paola: “È una questione di dignità. È una questione di dare alle persone il diritto di terminare la sofferenza alle loro condizioni. Con compassione e rispetto. Quindi, mentre guardate questo video io, sì, sono morta. Ma il fatto stesso che lo state guardando potrebbe significare un cambiamento per le leggi sulla morte assistita.” 

La morte assistita è costosa

Paola ha speso 15.000 sterline per poter scegliere di porre fine alla sua esistenza prima che malattia e sofferenza erodessero la sua dignità, una somma che non tutte le centinaia di migliaia di persone malate nel mondo non possiedono. In mancanza dei soldi necessari, la legge del Regno Unito le condanna “a sopportare una morte dolorosa”. Scrive nella lettera: “È ora che le persone in fin di vita anche nel Regno Unito abbiano il diritto di scegliere una morte serena. Sarebbe folle se entro due anni dalla mia morte questa legge non sarà ancora stata fatta".