Jannik Sinner ha conquistato il suo sogno: “Auguro a tutti di avere la possibilità di scelta che mi hanno dato i miei genitori”
Jannik Sinner è il più giovane campione ed il primo italiano ad aggiudicarsi lo Slam agli Australian Open di tennis: un’impresa che per l’Italia ha segnato la storia. Durante la conferenza stampa ripercorre la sua storia, le sfide che ha dovuto affrontare contando solo sulle proprie forze, il sostegno della sua famiglia e della nazione: ecco il suo augurio ai giovani che vogliono realizzare i propri sogni.
Questa domenica, Jannik Sinner, ventiduenne trentino di famiglia tedesca ed uno dei più forti tennisti italiani di sempre, ha fatto la storia: il talento precoce ha conquistato il primo posto del torneo del Grande Slam agli Australian Open, rimontando sul russo Daniil Medvedev, che aveva vinto i primi due set. È il terzo sportivo italiano a conquistare il titolo maschile dello Slam ed il primo in assoluto ad aggiudicarsi gli Australian Open, nonché il più giovane campione dal 2008.
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Jannik Sinner ringrazia l'Italia per il supporto
Secondo il giovane vittorioso, il sostegno del pubblico dei propri connazionali, presenti sul suolo australiano e connessi da casa attraverso la tv, ha significato molto: “Forse è stata la cosa più importante. Il supporto che ricevo dagli italiani, ormai da anni, è incredibile. Essere in grado di renderli felici oggi, perché sento che spingono anche me, che posso credere in me stesso è fantastico”. Ed ora tutta Italia, insieme a lui, celebra il risultato di aver dato il massimo: lo chiamano il ragazzo d’oro, dell’altro mondo, l’apoteosi; è riuscito nell'impresa di aver reso l'intera nazione orgogliosa.
Un torneo leggendario per lo sportivo di soli ventidue anni
L’emozione alla rassegna stampa è grande per Jannik, che ancora deve realizzare a pieno la portata della sua vittoria: "È un po' più speciale vincere questo quando sono ancora così giovane invece di dover lottare per più anni e quando Novak (Djokovic) sta ancora giocando così bene, è ancora il campione che è. Eppure sono riuscito a batterlo? È speciale in ogni modo, perché è un grande trofeo.” Per un ragazzo che si sente privilegiato solo per essere nel sorteggio, provare a sconfiggere giocatori di tale caratura è inimmaginabile. Riuscirci? Senza prezzo: “Sai, più vai avanti, meno vedi gente in giro nello spogliatoio o nella sala da pranzo. Questo ti fa dire 'Ok, sto facendo un buon torneo in questo momento'. E questa è stata esattamente la sensazione che ho avuto negli ultimi tre round o giù di lì, perché dai quarti in poi c'è un vuoto. È davvero, davvero una bella sensazione".
"La pressione è un privilegio" per la promessa del tennis
Oltre al brivido di gareggiare con i campioni, non poteva mancare anche un po’ di tensione: "C'è sempre pressione, ma la pressione è qualcosa di positivo. Devi prenderla nel modo giusto.” Secondo lo sportivo, quando le aspettative iniziano a farsi sentire è perché gli altri hanno cominciato a pensare che puoi davvero farcela. A lui piace “ballare nella tempesta di pressione”, perché è da queste danze da brivido che emerge il suo miglior tennis. Alla serietà dell’ambizione, però, accosta anche una vena più temperata: “Sono anche abbastanza rilassato in questa occasione, perché cerco sempre di divertirmi in campo. Quindi, in tutta onestà, penso che la pressione sia un privilegio".
Via di casa a 14 anni ed il supporto costante dei genitori
Il giovane dalla capigliatura di fuoco ne sa qualcosa di cosa significa far affidamento solo sulle proprie forze; rivela di essere andato via da casa prestissimo, a soli 14 anni: “Sono dovuto crescere abbastanza in fretta, provando a cucinare da solo, provando a fare il bucato. Sai, le prime volte è diverso, ma poi, al contrario, quello è stato forse il modo più veloce per crescere. Penso che per me sia stata dura, ma anche per i genitori lasciare il proprio figlio a soli 14 anni non è facile.” Il ringraziamento più commosso va a loro, alla sua famiglia, con la quale è in contatto ma con la quale, purtroppo, non passa molto tempo.