"Mi ha guardato negli occhi e ha detto 'che schifo', nessuno ha fatto niente": Fumettibrutti racconta un'aggressione verbale
Un momento di ordinaria tranquillità si è trasformato in un episodio di violenza verbale per Josephine Yole Signorelli, conosciuta nel mondo del fumetto come Fumettibrutti. Mentre attendeva l'autobus a Bologna, l'artista è stata oggetto di un attacco gratuito da parte di uno sconosciuto che, senza alcuna provocazione, le ha rivolto parole di disprezzo.
Con coraggio, Josephine ha reagito all'aggressione verbale gridando "come si permette", scegliendo poi di allontanarsi a piedi verso un'altra fermata. Ma ciò che l'ha colpita maggiormente è stato il silenzio dei presenti, quella cortina di indifferenza che troppo spesso accompagna episodi di discriminazione: "Io ho risposto perché me la sono sentita ma penso a tutti quelli che non hanno la forza di farlo, io ho fatto il mio pianto per strada. Non mi accadeva da un sacco di tempo".
La sua testimonianza, condivisa sui social, ha scatenato un'ondata di solidarietà con migliaia di messaggi di supporto. Ma oltre all'abbraccio virtuale, l'episodio ha aperto una riflessione più ampia sulle difficoltà quotidiane affrontate dalle persone, e specialmente delle donne, transgender, spesso costrette a gestire da sole situazioni di discriminazione e violenza verbale.